Se la tua azienda e i tuoi dipendenti usano schiume, materie plastiche, rivestimenti e vernici bicomponenti, c’è un numero “nascosto” nelle schede di sicurezza dei prodotti che potrebbe costarti fino a 150.000 euro di multa. Qual è? Diisocianati > 0,1%.
Molti artigiani e datori di lavoro lo stanno scoprendo nel peggiore dei modi, ovvero durante le ispezioni in azienda o in cantiere. Questo perché il Regolamento (UE) 2020/1149 ha cambiato le cose, imponendo restrizioni sull’immissione sul mercato e per l’uso di questi composti chimici in concentrazioni maggiori dello 0,1%, appunto, in peso¹. Tra le novità introdotte c’è, dall’agosto 2023, un obbligo formativo specifico per tutti i lavoratori (anche autonomi) che manipolano o utilizzano queste sostanze, largamente usate in ambito industriale e dalla riconosciuta capacità sensibilizzante delle vie respiratorie e della pelle. Secondo la valutazione d'impatto della Commissione europea, più di 4 milioni di lavoratori nell'UE sarebbero esposti ai diisocianati, responsabili fino al 15% dei casi di asma che colpiscono gli adulti in età lavorativa.
Una questione che riguarda da vicino anche i datori di lavoro. Perché, se un operaio sviluppa una sensibilizzazione irreversibile senza aver fatto il corso di formazione sui diisocianati, non si rischiano solo sanzioni (pesanti), ma si va incontro a una causa per malattia professionale che può mettere in pericolo il futuro dell’azienda. Un rischio assurdo, se si considera che il corso diisocianati obbligatorio di base dura appena 2 ore e si può fare anche online. Scopriamo di più sulla formazione diisocianati, quali le responsabilità del datore di lavoro e le sanzioni previste in caso di inadempienza.
La normativa vigente stabilisce che sono tenuti all’obbligo di formazione sui diisocianati tutti gli utilizzatori, lavoratori dipendenti o autonomi (compresi i datori di lavoro) che nell’ambito della propria attività lavorativa manipolano sostanze contenenti diisocianati > 0,1%.
Il datore di lavoro o il lavoratore autonomo deve garantire che gli utilizzatori industriali o professionali abbiano completato con esito positivo un’adeguata formazione sull’uso sicuro di questi composti chimici prima del loro utilizzo, ottenendo il cosiddetto “Patentino NCO”.
Si tratta di corsi formativi, erogabili anche in videoconferenza e in modalità e-learning, che prevedono tre livelli (base, intermedio, avanzato), con un grado di approfondimento crescente in relazione alle attività lavorative svolte dal personale.
La formazione sui diisocianati deve essere rinnovata ogni cinque anni. Il corso non richiede aggiornamenti.
La formazione sui diisocianati può essere riconosciuta come formazione specifica e come aggiornamento per lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/2008, in linea con quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni, e può rientrare anche come formazione aggiuntiva e nell’aggiornamento per il preposto.
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Come abbiamo già spoilerato, il mancato rispetto dell’obbligo di formazione sui diisocianati comporta sanzioni rilevanti per i datori di lavoro o il lavoratore autonomo. Nel dettaglio, si rischia:
La vigilanza è affidata agli organi ispettivi previsti dall’Accordo Stato-Regioni, con controlli sull’intera catena di fornitura².
Tocca, insomma, drizzare le antenne per assicurarsi di fare le cose per bene e garantire la conformità alla restrizione 74 del regolamento REACH.
Il primo, fondamentale passo è verificare la presenza di diisocianati con concentrazioni maggiori dello 0,1% in peso nei prodotti utilizzati. Come fare?
I datori di lavoro devono, poi, programmare e documentare l’adeguata formazione del personale, assolvendo l’obbligo di formazione sui diisocianati. Le nuovi disposizioni vanno, inoltre, integrate nel Documento di valutazione del rischio (DVR) e nei piani formativi aziendali.
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La prevenzione del rischio diisocianati si fonda su un approccio integrato che combina valutazione del rischio chimico, formazione mirata, misure tecniche e sorveglianza sanitaria. Le principali azioni raccomandate e le buone prassi da attuare in azienda includono:
In questo scenario, per le aziende la formazione del personale rappresenta il primo passo per gestire correttamente il rischio, evitando sanzioni e garantendo ambienti di lavoro più sicuri.
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NOTE
¹ Approfondisci il tema nel factsheet sui diisocianati curato dall’INAIL
² Scopri di più sul Questionario per gli ispettorati nazionali del lavoro per valutare la conformità alla restrizione REACH sui diisocianati
Tutti i lavoratori che manipolano prodotti contenenti diisocianati in concentrazione superiore allo 0,1% devono essere formati. Questo include verniciatori e carrozzieri ma anche chi usa schiume poliuretaniche e adesivi specifici. La formazione è obbligatoria anche per i lavoratori autonomi.
La durata varia in base al livello di esposizione e alle mansioni svolte. Il livello base per usi generici richiede 2 ore di formazione. Per applicazioni industriali e usi specialistici la formazione è più approfondita. L'aggiornamento è previsto ogni 5 anni.
Le sanzioni per mancata formazione sui diisocianati rientrano nelle violazioni degli obblighi formativi previsti dal D.Lgs. 81/08. Si rischia l'arresto o l’ammenda in base alla gravità della violazione. In caso di malattia professionale correlata, la responsabilità penale può essere aggravata.