La verifica periodica delle macchine è un elemento chiave per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Su questo argomento si è espresso anche il legislatore, che impone che le attrezzature da lavoro vengano sottoposte a controlli regolari per prevenire incidenti e malfunzionamenti. In questo articolo analizziamo per quali macchine devono essere fatti, con quale frequenza e chi ne è responsabile.
La verifica periodica riguarda tutte le macchine e attrezzature che possono rappresentare un rischio per la sicurezza dei lavoratori. Per questo, la normativa vigente prevede che si debba garantire il loro corretto funzionamento e la conformità agli standard di sicurezza. Il quadro normativo di riferimento è composto dalle seguenti leggi nazionali ed europee:
Il Regolamento (UE) 2023/1230 entrerà in vigore il 20 gennaio 2027, andando a sostituire la Direttiva Macchine 2006/42/CE1, che però ad oggi resta il riferimento normativo. Questa legge stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza e salute da rispettare nella progettazione e fabbricazione per migliorare il livello di sicurezza dei macchinari immessi sul mercato. I quali si suddividono in due tipologie:
La direttiva stabilisce, inoltre, che tutte le attrezzature immesse sul mercato debbano riportare la marcatura CE ed essere accompagnate da un’adeguata documentazione. I prodotti non conformi non possono essere commercializzati in Europa. Infine, va precisato che questa norma non disciplina direttamente la verifica periodica delle macchine, ma obbliga a mantenerle in sicurezza.
LEGGI ANCHE: Nuova direttiva macchine: è già tempo di muoversi
Il Tusl2 impone al datore di lavoro di garantire la sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro. Istituendo l’obbligo di compiere la valutazione dei rischi e di fornire un’adeguata formazione ai lavoratori.
L’articolo 71 del Testo unico stabilisce per l’imprenditore la responsabilità di effettuare gli interventi finalizzati al mantenimento in efficienza e la sicurezza di tutte le attrezzature. L’allegato VII del D.Lgs. 81/2008, invece, elenca in maniera precisa le macchine che devono essere soggette obbligatoriamente a controlli periodici con cadenza annuale, biennale o pluriennale, in base alla loro tipologia e ad altre variabili tecniche.
Queste attrezzature si suddividono in tre macro categorie:
Il Tusl definisce anche chi esegue le verifiche di sicurezza sulle attrezzatura da lavoro. La prima è di competenza dell’INAIL e deve essere effettuata entro 60 giorni dalla richiesta del datore di lavoro, mentre quelle successive spettano alle ASL competenti, che possono avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati. Il mancato rispetto di queste procedure può comportare delle sanzioni.
LEGGI ANCHE: DVR: come e quando valutare il rischio
Il quadro normativo è completato da altre tre fonti:
Gli incidenti possono essere sicuramente diminuiti se le macchine vengono progettate e costruite secondo le norme, ma anche la loro corretta installazione e manutenzione gioca un ruolo fondamentale. I controlli periodici sono, quindi, delle prassi fondamentali per garantire la sicurezza sul posto di lavoro. La quale non può che essere rafforzata da un’adeguata formazione.
Contattaci per scoprire come possiamo
aiutarti a ridurre i rischi in azienda
NOTE
1 Consulta la Direttiva macchine 2006/42/CE e il Regolamento (UE) 2023/1230
2 Qui puoi approfondire il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
3 Leggi la Direttiva 2009/104/CE
4 A questo link trovi il D.M. 11 aprile 2011