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La sicurezza sul lavoro è un tema cruciale. Per tutti i lavoratori. Ciò indipendentemente dalla nazionalità o dalla lingua madre. Per gli stranieri che vivono e lavorano in Italia, tuttavia, la comprensione della materia sicurezza sul lavoro può talora rappresentare una vera sfida proprio dal punto di vista linguistico. Si tratta di abbattere le barriere. Operando sul campo, abbiamo raccolto per tempo la sfida. Ecco perché, da tempo, eroghiamo formazione sulla sicurezza ai lavoratori stranieri anche in inglese. E non solo: ci siamo testati anche con la lingua indiana. Come? Attraverso un lavoro sinergico con degli interpreti. Del resto, la formazione deve arrivare a tutti i lavoratori. Anche perché non si tratta di un mero attestato per ottemperare agli obblighi di legge. È, piuttosto, un percorso di crescita personale e un’opportunità. Per lavorare meglio, più sicuri.

Sicurezza sul lavoro per tutti: non solo un obbligo morale

La formazione sicurezza ai lavoratori stranieri non è solo un obbligo morale. È prevista dalla legge. In particolare, il Testo Unico sulla Sicurezza stabilisce che:

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Il peso del fattore linguistico

Sempre il TUS sottolinea che, nei confronti dei lavoratori stranieri, i corsi devono essere realizzati previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare e con modalità che assicurino la comprensione dei contenuti.
Una di queste modalità è la presenza di un mediatore interculturale o di un traduttore. È importante, comunque, che il lavoratore straniero apprenda un minimo della lingua italiana, per la comunicazione con gli altri dipendenti e con il datore di lavoro. Al fianco di corsi sulla sicurezza, è necessario anche frequentare corsi di lingua italiana.
Non è tutto. L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 sottolinea che le imprese che occupano lavoratori stranieri devono garantire una formazione adeguata, anche in materia linguistica. Ciò al fine di favorirne l’inserimento e la qualificazione professionale. La formazione deve tener conto delle competenze e conoscenze pregresse dei lavoratori stranieri e deve essere qualificata, ovvero di livello adeguato alle esigenze del lavoratore e del contesto professionale.

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Il caso Veneto: lavoratori stranieri nella concia, ma non solo

Nello specifico, nel territorio vicentino esiste un problema di lingua dato dall’elevato numero di lavoratori stranieri, soprattutto nei settori che richiedono molta manodopera. Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Immigrazione dell’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità del Veneto², nel 2021 le percentuali di assunzione di persone straniere hanno riguardato:

Anche la concia vede impiegati molti lavoratori stranieri. Nel 2019 i lavoratori stranieri occupati nel settore conciario in Veneto erano oltre 4.000, circa il 40% degli occupati totali del settore. Presenza di lavoratori stranieri che era ed è particolarmente elevata in alcune province venete, tra cui proprio Vicenza. Un numero così elevato di lavoratori stranieri che possono non comprendere bene la lingua italiana può portare a situazioni di pericolo e a infortuni sul lavoro. L’erogazione di corsi di sicurezza in inglese o in lingua indiana nasce, quindi, anche da una necessità: cercare di prevenire ogni possibile rischio.

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Formazione sicurezza ai lavoratori stranieri: l’importanza dell’interprete

Uno dei capisaldi nella formazione sulla sicurezza è che essa sia recepita e compresa da tutti. Per questo, nell’ambito della formazione sicurezza ai lavoratori stranieri, collaboriamo da tempo con interpreti di lingua inglese e indiana che ci aiutano durante i corsi. Il lavoro dell’interprete è molto importante: non si limita a tradurre ciò che noi formatori diciamo. Bensì, si prepara adeguatamente sugli argomenti che presentiamo, in modo tale da essere più chiaro durante la traduzione.
Al termine del corso, viene erogato un test, anch’esso tradotto in inglese o in indiano, per evitare errori o incomprensioni legati alla lingua italiana. Per noi, la qualità della proposta formativa passa anche da questo intervento corale, senza lasciare indietro nessuno. D’altronde, la formazione sulla sicurezza è un percorso condiviso e che porta benefici a tutti i soggetti coinvolti.

NOTE

¹ Per approfondire: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro

² Rapporto Immigrazione 2021 dell’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità del Veneto

Il nostro consulente Andrea Fracasso parteciperà quale relatore al XI° Corso di aggiornamento sui trattamenti di condizionamento chimico delle acque industriali che si svolgerà a Cornegliano Laudense, in provincia di Lodi, il 25 ottobre 2018. L'intervento riguarderà in primo luogo la sicurezza dei lavoratori delle aziende che offrono servizi per il trattamento delle acque negli impianti industriali.

Focus sulla legionella

Al meeting organizzato da Aquaflex per i suoi rivenditori tratteremo anche un altro tema di grande attualità: la prevenzione da proliferazione di legionella negli impianti industriali, come le torri di raffreddamento (la causa presunta dell'epidemia di legionellosi che sta colpendo il bresciano). Un argomento legato al rischio biologico che riguarda tutte le aziende che utilizzano acqua nei loro processi industriali e che avevamo già affrontato in un precedente post.

Programma dei lavori

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Il condizionamento chimico delle acque

Il condizionamento chimico dell'acqua consiste nell'aggiunta alla stessa di sostanze chimiche che ne modificano opportunamente le caratteristiche chimico-fisiche ; lo scopo è quello di inibire alcuni fenomeni dannosi per l'impianto ( incrostazioni, corrosioni, crescita biologica, ecc.). A seconda della destinazione d'impiego dell'acqua e delle condizioni operative dell'impianto( temperatura,pressione ecc.) variano i parametri che è necessario condizionare e di conseguenza la tipologia di additivi chimici utilizzabili, le controindicazioni e il livello di efficienza raggiungibile dal condizionamento.

Foto: Freepick

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