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Il contributo aggiuntivo Fondimpresa è uno strumento pensato per dare alle piccole e medie imprese maggiori possibilità di utilizzare il proprio Conto Formazione, le cui risorse sono proporzionali al numero dei dipendenti.
Con l’Avviso 2/2019 Fondimpresa ha stanziato un contributo aggiuntivo di 20 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti.
Fondimpresa è un fondo interprofessionale, ovvero un organismo di natura associativa (di cui abbiamo parlato in un precedente post) il cui scopo è quello di rendere accessibili alle aziende attività di formazione dirette ai lavoratori. 

Progetti finanziabili con il contributo aggiuntivo Fondimpresa

Tramite il contributo aggiuntivo Fondimpresa sono finanziabili i corsi di formazione di qualsiasi tipo. Da questi è, però, esclusa la formazione obbligatoria. Ogni piano dovrà prevedere la presenza di almeno 5 allievi in formazione per almeno 12 ore.

Il contributo aggiuntivo Fondimpresa finanzia piani formativi sia aziendali sia interaziendali. Anche su ambiti multi regionali. Tra gli altri, è possibile presentare progetti che prevedono corsi su:

Come procedere

Per poter accedere al contributo aggiuntivo Fondimpresa è necessario essere iscritti a questo fondo interprofessionale e possedere le credenziali. Si tratta di una procedura complessa, che possiamo portare a termine per vostro conto, dietro delega. Per ulteriori informazioni contattaci.

La presentazione delle domande per usufruire di Fondimpresa sarà consentita dalle ore 9:00 del 17 febbraio 2020 fino alle ore 13:00 del 20 aprile 2020 (click day). I fondi saranno assegnati fino ad esaurimento. L’attivazione del piano formativo deve partire dal 17 gennaio 2020.

Importi previsti

Il contributo aggiuntivo Fondimpresa è concesso ai piani aziendali o interaziendali presentati sul “Conto Formazione” per un importo compreso tra 1.500 e 10.000 euro per azienda, nel rispetto dell’intensità massima consentita in base al regime di aiuti applicato e sulla base del maturando iniziale dell’anno in corso su tutte le matricole del Conto Formazione aziendale.

Informazioni sul contributo aggiuntivo Fondimpresa

Il contributo aggiuntivo Fondimpresa non prevede in nessun caso l’utilizzo dei voucher formativi. Inoltre, è richiesta alle PMI interessate la presenza di un saldo attivo sul proprio Conto Formazione, risultante dalla somma degli importi effettivamente disponibili su tutte le matricole INPS per cui l’azienda ha aderito al Fondo (somma degli importi della voce “Disponibile” su tutte le matricole del conto aziendale).

Le aziende devono aver maturato sul proprio Conto Formazione un accantonamento medio annuo, al lordo degli eventuali utilizzi per piani formativi, non superiore a euro 10.000,00

Dal contributo aggiuntivo Fondimpresa è esclusa anche l’attività formativa organizzata per conformare le imprese alla normativa nazionale obbligatoria in materie sicurezza sul lavoro

Possono beneficiare di tale contributo esclusivamente le PMI in possesso dei requisiti dell’Avviso che:

Tempistiche del piano formativo

Le attività formative dovranno essere avviate entro 30 giorni dalla notifica di autorizzazione.

Qualora l’azienda abbia necessità di realizzare con urgenza le azioni formative del Piano, può avviare le attività sotto la propria responsabilità anche subito dopo la presentazione del

piano tramite l’apposita funzionalità “Avvio anticipato”. In tal caso, l’azienda dichiara di essere consapevole che, in caso di esito negativo dell’istruttoria, nulla potrà richiedere a Fondimpresa a titolo di finanziamento del Piano stesso.

Fondimpresa provvede all’annullamento del Piano, le cui spese restano interamente a carico dell’Azienda titolare, nel caso in cui non siano pervenute le integrazioni richieste entro i termini previsti e per scadenza dei 180 giorni di durata massima del piano senza azioni formative svolte e valide.

Il contributo aggiuntivo Fondimpresa sarà concedibile in “regime de minimis” o in 651/2014, al netto di eventuali importi afferenti al maturando impegnato a preventivo e non rendicontabili in quanto non maturati a consuntivo, nel rispetto dei tempi massimi al fine della rendicontazione del piano.

Contattaci per accedere al contributo aggiuntivo Fondimpresa. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Foto di 3D Animation Production Company da Pixabay

Come abbiamo visto in un nostro precedente post, i disturbi muscolo scheletrici (DMS), dovuti ai movimenti ripetitivi oltre che alla postura scorretta, sono all’origine del 60-65% delle malattie professionali. Secondo il Ministero della Salute, praticare uno sport aiuta a prevenire l’insorgenza di molte patologie tra cui, appunto i DMS. Promuovere l’attività sportiva sul lavoro può essere quindi un vantaggio per le imprese in termini di produttività. In Italia però sono ancora pochissime quelle che lo fanno.

Attività sportiva sul lavoro

Una postazione di lavoro ergonomica (sia negli uffici sia nei reparti produttivi) è importante per combattere l’insorgenza di malattie dovute alla postura. Un’altra azione utile è la valutazione del rischio legato ai movimenti ripetitivi. Per ridurre l’insorgere di malattie muscolo scheletriche, che sono circa il 60% delle malattie professionali denunciate all’INAIL, può essere utile anche promuovere l’attività sportiva sul lavoro. Secondo uno studio del dell’Università di Oxford, inoltre, lo sport aiuta a prevenire e tenere sotto controllo anche patologie gravi. Tra queste:

Una corretta attività fisica, riducendo l’insorgere di malattie, riduce anche il numero di giorni di malattia dei dipendenti migliorando quindi le performance di un’impresa. Inoltre lo sport migliora l’umore e il modo in cui si affrontano le giornate. E ciò aumenta la produttività al lavoro. Un altro beneficio dello sport, soprattutto quello di squadra, sul lavoro è che aumenta la coesione tra i dipendenti. E, in questo modo, si crea un clima di lavoro decisamente migliore. 

La situazione in Italia

La situazione italiana per quanto riguarda la promozione all’interno delle aziende dello sport non è molto incoraggiante. Infatti, solo l’11% promuove attività sportive per stimolare all'adozione di stili di vita sani. Ciò ci rende il fanalino di coda dell’Europa. La Svezia, con il suo 80%, è il paese europeo che più punta sull’attività sportiva. Ma meglio di noi fanno anche in Spagna (26%), Romania (37%), Slovenia (53%)...

Consigli pratici

Ma cosa può fare in concreto un’azienda per promuovere lo sport tra i propri dipendenti? Ci sono tante opportunità per diffondere le buone prassi. Piccoli accorgimenti che possono essere messi in campo con investimenti minimi, ma che possono dare dei primi risultati. Ad esempio:

Le buone prassi sono importanti non solo in campo sportivo, ma anche in campo alimentare (come abbiamo già visto in un precedente post). Gli studi dimostrano, infatti, che se i lavoratori mangiano in modo equilibrato, si ammalano meno e sono più produttivi. Quindi, in generale, le imprese hanno vantaggio a promuovere stili di vita sani a 360° fra i dipendenti.

Siamo a disposizione per assistere le aziende nell’implementazione di un programma per promuovere l’attività fisica sul lavoro. E in generale per offrire consulenza sulla strategia da adottare per promuovere stili di vita sani tra i lavoratori. Per maggiori informazioni, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

Photo created by freepik

I disturbi muscolo scheletrici, come il mal di schiena, sono tra le patologie più frequenti in ambito lavorativo. Secondo l'ultimo rapporto Inail sono addirittura il 65% di tutte le malattie professionali denunciate. Non pensare ad una prevenzione adeguata, quindi, si traduce in una minor qualità della vita per i lavoratori. E, per le aziende, in un calo della produttività. Un modo per contrastare mal di schiena e dolori cervicali sono esercizi per migliorare la postura. Eccone 10 consigliati per ogni giorno sul posto di lavoro.

Posture scorrette

In un precedente post avevamo parlato dei movimenti ripetitivi e dei disturbi che possono causare alle articolazioni. (In particolare quelle degli arti superiori) Concentrandoci sul mal di schiena, o “rachialgia”, vediamo che alla sua origine ci sono spesso posture scorrette. Una posizione di lavoro non ergonomica, infatti, può comportare lo schiacciamento e l’infiammazione dei cuscinetti inter-vertebrali. Si tratta di un rischio, che, in quanto tale, è obbligo del datore di lavoro valutare e prevenire.

Prevenire il mal di schiena

Assicurare posizioni di lavoro ergonomiche e una corretta formazione circa i movimenti corretti (anche per mettersi al riparo da possibili cause legali), comunque, non dovrebbe essere visto solo come un obbligo. È noto, infatti, il ritorno positivo di investimenti delle aziende per la promozione della salute tra i lavoratori. In questo ambito possiamo includere anche i disturbi muscolo-scheletrici. Promuovere campagne di sensibilizzazione volte a ridurre l'insorgere di questi problemi, migliora infatti anche la produttività.

Esercizi consigliati

  1. Respirazione diaframmatica da seduti: inspirare profondamente l’aria dal naso gonfiando la pancia ed espirare lentamente dalla bocca a labbra socchiuse sgonfiando l’addome.
  2. Seduti sulla sedia, con le ginocchia alla stessa altezza del sedile. Inarcare leggermente la schiena inspirando. Quindi, espirando, piegarsi leggermente in avanti. (Da ripetere 5-10 volte).
  3. Ripetere l’esercizio precedente, ma in posizione eretta, con i piedi ben appoggiati e paralleli tra loro e le ginocchia leggermente piegate.
  4. Da seduti o in piedi, eseguire delle circonduzioni ampie e lente con le spalle, prima indietro e poi avanti. (Ripetere 5-10 volte).

In piedi o seduti?

  1. Per chi lavora per molto tempo seduto. In piedi, appoggiare le mani sulla parte posteriore dei fianchi, quindi, espirando, estendere lentamente all’indietro la colonna vertebrale. (Da ripetere 3-5 volte).
  2. Per chi lavora per molto tempo in piedi. Assumere la “posizione del cocchiere”: gambe divaricate e gomiti appoggiati sulle cosce, vicino alle ginocchia. Rilassarsi per qualche minuto abbandonando corpo e testa alla forza di gravità.

Esercizi per il collo

  1. Da seduti sbilanciare la testa in avanti, con una lieve flessione del collo, espirando. Poi, inspirando, piegarla all’indietro con una lieve estensione. Infine ritornare alla posizione intermedia. (Da ripetere 5-10 volte).
  2. Da seduti, raggiungere con la mano destra l’orecchio sinistro passando dietro la nuca. Quindi, espirando, aiutare la rotazione del capo. (Da ripetere per 3-4 volte, su ambo i lati).
  3. Da seduti, con gli arti superiori flessi che tirano verso l’alto il capo, inspirare allontanando l’orecchio destro dalla spalla destra ed espirare tornando alla posizione di partenza. (Ripetere 5-10 volte, su ambo i lati).
  4. Seduti, arti superiori flessi con le mani appoggiate dietro al collo,  piegare indietro la testa espirando. Quindi, inspirando, ritornare alla posizione di partenza. (Da ripetere 5-10 volte, lentamente).

Il rapporto tra alimentazione e lavoro è sempre più sotto la lente degli esperti di organizzazioni aziendali. Gli studi dimostrano infatti che se i lavoratori mangiano in modo equilibrato si ammalano meno e sono più produttivi. Abbiamo già parlato in un precedente post di come promuovere stili di vita sani tra i lavoratori migliori anche la salute delle imprese. Oggi ci concentriamo su cibo e salute.

Alimentazione e lavoro

Anche l’Inail studia la correlazione tra alimentazione e lavoro. Per evitare la diminuzione della resistenza alla fatica e della prontezza dei riflessi dei lavoratori, l’Istituto raccomanda che i pasti consumati siano non troppo abbondanti e digeribili. La categoria alimentare da preferire sono i carboidrati (pane, pasta riso). Accompagnati da legumi, frutta e verdura e da un adeguato apporto idrico.

Iniziative pratiche

Un investimento redditizio

Secondo un rapporto dell’Ufficio internazionale del lavoro, un regime alimentare scorretto può provocare una perdita di produttività del 20%. Viene citato uno studio su un programma che ha coinvolto di 40 mila “tute blu” statunitensi. Il risultato è stato a un calo del 14% nei giorni di malattia e un ritorno di 2,05 dollari per ogni dollaro investito.

Siamo a disposizione per assistervi nell’implementazione di un programma per la sensibilizzazione dei lavoratori alla corretta alimentazione. E in generale per offrirvi consulenza sulla strategia da adottare per promuovere stili di vita sani in azienda. Per maggiori informazioni, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

Sapevate che stili di vita sani e sicurezza sul lavoro vanno a braccetto? Sempre più aziende hanno capito che il migliorare l’alimentazione e l’attività fisica dei lavoratori riduce i rischi e aumenta la produttività. Per il 2018, quindi, perché non implementare un programma di promozione degli stili di vita sani sul luogo di lavoro?

Stili di vita sani in azienda

La promozione di stili di vita sani sul luogo di lavoro (“workplace health promotion”) ha come obiettivo quello di migliorare la salute e l’efficienza fisica dei lavoratori, aumentare la qualità della vita, creare condizioni di maggiore gratificazione. Questi interventi, se condotti in modo efficace, hanno ricadute positive sull’organizzazione aziendale e portano a una diminuzione dei costi per assenteismo, infortuni e malattie.

Alimentazione corretta

Al primo posto tra gli stili di vita sani c’è sicuramente l’alimentazione. La promozione di una sana alimentazione è raggiungibile attraverso diverse strategie finalizzate a garantire la disponibilità di alimenti salutari sul posto di lavoro. Le modalità possono essere varie e complementari e richiedono interventi minimi o più articolati quali:

Un esempio concreto

Cibi e bevande proposte nei distributori automatici aziendali, purtroppo, sono generalmente ad alto contenuto calorico, ricchi di zuccheri e di grassi saturi. Un’azione concreta per migliorare l’alimentazione dei lavoratori è quindi quella di prevedere nei distributori aziendali cibi più sani. Ad esempio frutta fresca, succhi di frutta al 100%, snack a basso contenuto calorico, yogurt e insalate pronte all’uso.

Attività fisica

Praticare regolarmente una moderata attività fisica è un altro pilastro degli stili di vita sani. Un po’ di moto, tra l’altro, migliora la salute e  aumenta la qualità della vita e la soddisfazione di sé degli individui. Con ricadute positive su tutta l’organizzazione. Ci sono diverse azioni atte a promuovere l’attività fisica tra i lavoratori, ad esempio:

Un esempio concreto

In molti Paesi europei i datori di lavoro stipulano convenzioni con palestre o piscine esterne all'azienda riservate ai propri lavoratori. Questo intervento mira ad aumentare i livelli di attività motoria quotidiana. Risulta efficace quando è accompagnato da azioni di tipo informativo.

Un questionario sugli stili di vita

Per definire una strategia di “workplace healt promotion” può essere utile cominciare dalla somministrazione di un questionario. Uno strumento efficace per conoscere meglio gli stili di vita dei lavoratori e il loro livello di soddisfazione e stress. Esempi validi sono disponibili sul sito del Network europeo per la promozione della salute nei luoghi di lavoro e sul sito web dell’Ispesl.

Siamo a disposizione per assistervi nell’implementazione di un programma per la sensibilizzazione dei dipendenti agli stili di vita sani all’interno della vostra azienda. Per maggiori informazioni, contattaci.

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