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La corretta temperatura nei luoghi di lavoro spesso è una questione… scottante! Con l’arrivo del caldo, infatti, in ufficio e nei reparti produttivi, si pone il problema di come regolare il condizionatore. In questo post vediamo cosa dice la normativa di riferimento. Ma non solo. Il microclima sul posto di lavoro è infatti una questione seria. E va analizzata come tutti gli aspetti che possono influenzare il livello di salute e sicurezza (e anche la produttività) in azienda.

Temperatura nei luoghi di lavoro

Il D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81,  fornisce indicazioni di massima riguardo l’adeguatezza dell’aerazione, della temperatura e dell’umidità degli ambienti di lavoro. Il Decreto raccomanda di effettuare la valutazione considerando il tipo di attività svolta dal lavoratore, ma non dà specifici parametri microclimatici da rispettare.

Per ambienti termici moderati (come uffici o altri ambienti chiusi) l’Inail adotta specifici indici di comfort termico, basati su variabili oggettive e soggettive. Il riferimento principale è la norma UNI EN ISO 7730:2006. In estrema sintesi: il comfort termico è raggiunto quando non più del 10% dei soggetti considera l’ambiente termico insoddisfacente.

I pericoli del caldo

Le temperature troppo alte sul luogo di lavoro sono un fattore di rischio da non sottovalutare e da prevenire adottando apposite misure. Infatti, possono impattare negativamente sulla salute del lavoratore, con conseguenze anche molto gravi. Non sempre, invece, si considera che un microclima non adeguato comporta anche un calo di produttività dei lavoratori. Secondo una ricerca europea denominata HEAT-SHIELD, temperature troppo elevate possono ridurre la produttività fino al 14%.

Legionella, questa sconosciuta

Con il caldo torna anche il rischio legionella. Ricorderete la grave epidemia scoppiata l’anno scorso nel bresciano. Questo batterio, che vive nell’acqua stagnante sopra i 25°C colpisce l’apparato respiratorio in modo più o meno grave. Viene trasmesso per inalazione di acqua infetta nebulizzata. Per questo motivo è opportuno utilizzare tutti i DPI necessari se si è a contatto con aerosol. Inoltre pulire spesso filtri di rubinetti, serbatoi d’acqua e aria condizionata (altri possibili luoghi di proliferazione della legionella).

Siamo a disposizione per un sopralluogo senza impegno nella vostra azienda per valutare i rischi legati al microclima (compresa la legionella) e per indicare eventuali misure di prevenzione necessarie. Per qualsiasi informazione contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

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Anche il lavoro in ufficio nasconde delle insidie per la sicurezza e la salute. Il datore di lavoro è dunque tenuto per legge a prevenire tali i rischi. E questo, tra l’altro, è anche un modo per aumentare efficienza e la produttività.Uno tra i rischi più seri è legato all’adozione di posture scorrette durante l’orario di lavoro. Mantenere posizioni che sforzano eccessivamente muscoli e legamenti per otto ore al giorno può portare a disturbi fastidiosi, che possono diventare cronici.Oggi quindi vi diamo alcuni consigli per migliorare l’ergonomia in ufficio.

Novità: la norma UNI 11226:2000

Il 14 aprile è terminata la fase dell’inchiesta preliminare che porterà all’attuazione del progetto di norma UNI 1605938 “Ergonomia - Valutazione delle posture statiche di lavoro”. La norma, basata sullo standard internazionale ISO 11226:2000:

  • tratta delle posture assunte per motivi di lavoro tenendo conto degli angoli assunti dalle varie articolazioni e il tempo in cui vengono mantenuti;
  • specifica i limiti raccomandati per le posture statiche di lavoro senza alcuno sforzo o con minimo sforzo esterno;
  • contiene una guida sulla valutazione del rischio per la salute connesso alle variabili delle diverse attività lavorative;
  • fornisce indicazioni a coloro che si occupano della progettazione del lavoro e dei prodotti. (Come, ad esempio, l’ergonomia in ufficio).

Allestire la postazione di lavoro

Per mantenere una postura corretta è di vitale importanza che le varie attrezzature della postazione di lavoro siano posizionate in modo adeguato.
  1. Seduta. Le cosce devono aderire al sedile, le ginocchia formare un angolo di 90° e i piedi devono poggiare a terra. (Eventualmente, dotarsi di un poggiapiedi).
  2. Schienale. Dev’essere regolabile in altezza, inclinabile, preferibilmente con supporto lombare e che segua i movimenti naturali del corpo.
  3. Scrivania. Il piano di lavoro deve trovarsi alla stessa altezza dei gomiti e permettere l’appoggio rilassato di polsi ed avambracci.
  4. Luce. L’ufficio dovrebbe essere strutturato con le finestre di lato rispetto alle scrivanie. Le plafoniere dovrebbero essere disposte in senso parallelo alle finestre.

Posizionare lo schermo del computer

Parlando di ergonomia in ufficio è importante fare riferimento al posizionamento del videoterminale rispetto all’utente.
  1. Tastiera e schermo del computer devono essere posizionati in modo parallelo al bordo della scrivania. La tastiera dovrebbe essere inclinata di 60° rispetto allo sguardo.
  2. Lo schermo deve trovarsi a 60-80 centimetri dall’utente (a seconda delle dimensioni). Il bordo superiore dovrebbe stare  ad un’altezza 10 centimetri al di sotto dell'altezza degli occhi e inclinato di 35° rispetto allo sguardo.

Adottare posture corrette

Allestire l’ufficio secondo i dettami dell’ergonomia facilita il mantenimento di posizioni congrue (e solleva il datore di lavoro da responsabilità per eventuali malattie professionali correlate alla postura). Ci sono comunque dei consigli utili per i lavoratori:
  1. Ricordarsi di posizionare la schiena ben eretta e, di tanto in tanto, muovere il collo per rilassarlo.
  2. Non accavallare le gambe ed alzarsi ogni qual volta se ne ha la possibilità
  3. Spalle contratte e denti stretti sono sintomi di tensioni muscolari. Tasta con la punta delle dita i muscoli alla base del cranio e massaggiali per un minuto con piccoli movimenti circolari.
  4. Esistono anche una serie di esercizi specifici studiati dall’Inail per contrastare l’insorgere del mal di schiena

L’importanza dell’ergonomia in ufficio

Mantenere una posizione corretta aiuta a ridurre i disturbi lavoro-correlati e, di conseguenza, favorisce la diminuzione delle assenze per malattia. Non è una questione da poco. I disturbi muscolo scheletrici, dovuti ai movimenti ripetitivi oltre che alla postura scorretta, sono all’origine del 60-65% delle malattie professionali. Inoltre, punto non meno importante, diminuisce il livello di stress, migliora l’umore e di conseguenza la produttività.

Soluzioni… originali

Un’ora di attività fisica alla settimana. È la soluzione che hanno adottato molte aziende in Svezia. Secondo uno studio dell’università di Stoccolma, infatti, praticare sport in orario di lavoro riduce lo stress e le assenze per malattia. Una soluzione alternativa che si sta diffondendo negli Stati Uniti è la standing desk, la scrivania alta che non prevede l’uso di sedie. Stare seduti per otto ore al giorno, infatti, può essere controproducente per la salute e questa soluzione è vantaggiosa soprattutto per la cervicale.
Siamo a disposizione per un sopralluogo gratuito nella vostra azienda per valutare il rischio per la salute dovuto a postazioni di lavoro non ottimali dal punto di vista ergonomico. I nostri esperti possono suggerirvi il metodo più opportuno per l’analisi e le misure di prevenzione più adeguate. Per ulteriori informazioni, contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

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Quante scadenze deve rispettare un’azienda (e in particolare quelle di nuova apertura) in ambito salute e sicurezza? Riassumiamo qui di seguito le principali.

Valutazione e prevenzione del rischio

Le figure della sicurezza

Corsi di formazione e aggiornamento

Sorveglianza sanitaria

Estintori

Gli estintori devono essere sottoposti a una manutenzione periodica in base alla loro tipologia:

Impianti elettrici

Gli impianti elettrici vanno sottoposti a verifiche ispettive obbligatorie ogni 2 o 5 anni per ambienti rispettivamente a rischio di incendio alto od ordinario (medio – basso). Le verifiche sono da svolgersi:

Ascensori

Apparecchiature per il sollevamento e in pressione

Le attrezzature per il sollevamento (come carroponti e gru) ed in pressione (come caldaie, compressori e serbatoi) sono a loro volta sottoposte a verifiche periodiche di cui abbiamo già parlato negli articoli linkati qui sopra.

La corretta redazione del DVR è una delle azioni fondamentali che, secondo le normative vigenti, il datore di lavoro deve compiere in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In un precedente articolo abbiamo parlato di che cosa sia il Documento di Valutazione del Rischio, di quali siano le leggi che ne regolano l’utilizzo e del perché sia importante redigerlo in modo preciso. Oggi invece vogliamo parlarvi delle modalità e delle regole da seguire quando si elabora il DVR.  

Di cosa si ha bisogno prima della redazione del DVR?

Prima di tutto il DVR ha bisogno di un’attenta analisi dell’ambiente di lavoro nella sua totalità. In particolare si vanno ad indagare gli aspetti strutturali e le condizioni ambientali, ma anche le attività e le mansioni che i lavoratori svolgono e le attrezzature che essi utilizzano.  I dati acquisiti durante l’indagine preliminare vengono poi a loro volta analizzati e si procede con l’individuazione di possibili fonti di pericolo.

Con quali criteri si valuta il rischio per ogni possibile fonte?

La valutazione del rischio può essere espressa con un criterio di Probabilità/Gravità. Si definisce la probabilità che quell’evento possa accadere e se ne valuta la gravità qualora accadesse. Per adempiere a questo compito esistono delle procedure standardizzate proposte dal Ministero del Lavoro da utilizzare come guida per la compilazione del DVR. È importante ricordare che all’interno del DVR dovranno comparire inoltre tutte le misure di prevenzione e protezione messe in atto dall’azienda a seguito della valutazione del rischio.

Quando si deve compilare?

Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e ad elaborare il relativo documento entro 90 giorni dalla data di inizio della propria attività. Per dimostrare di aver effettuato immediatamente la valutazione dei rischi è comunque opportuno predisporre il DVR prima dell’inizio attività.

Il DVR ha una scadenza?

No, il documento di valutazione dei rischi non ha una scadenza. Deve però essere aggiornato entro 30 giorni a seguito di:

Siamo a disposizione per affiancare le aziende nella redazione del documento di valutazione del rischio a partire dall’analisi iniziale fino all’assunzione dell’incarico di RSPP e alla formazione delle altre figure previste dalla legge. Per ulteriori informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

I minorenni possono lavorare regolarmente? Contrariamente a quanti molti credono, la risposta è sì. Ma ci sono alcuni limiti che devono essere rispettati per non sconfinare nello sfruttamento.  Su minori e lavoro si è detto e si continua a dire molto, ma la confusione è ancora troppa. Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza con riferimento alle più recenti normative. Per qualsiasi dubbio, i nostri consulenti certificati Aifos sono a vostra disposizione.

Cosa si intende per lavoro minorile?

Con lavoro minorile si intende l’impiego di lavoratori che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Ma non basta: l’età minima per l’ammissione al lavoro dei minorenni è fissata nel momento in cui abbia concluso il suo percorso di studi obbligatorio e non deve comunque essere inferiore ai 15 anni. Se le regole non vengono rispettate si parla invece di sfruttamento del lavoro minorile.

Quali sono gli obblighi per il datore di lavoro?

Prima di assumere un minore il datore di lavoro deve effettuare quella che viene chiamata valutazione dei rischi. In particolare dovrà prestare particolare attenzione a:

In quali ambiti vengono applicate queste regole? 

La normativa sul lavoro dei minorenni vale anche per apprendistato, lavoro a domicilio, rapporti a termine e tutti gli altri contesti assimilabili a un rapporto di lavoro. Queste regole non sono applicate invece nei casi di lavoratrici minori gestanti, puerpere o in allattamento, per le quali vige il  D.Lgs. n. 645/1996, adolescenti impiegati a bordo delle navi per i quali vige la generale regolamentazione sulla sicurezza navale.

Esistono lavorazioni vietate ai minorenni?

Sì, esistono. In particolare nel caso degli agenti chimici vige il divieto assoluto di esposizione per quelli molto tossici, tossici, corrosivi, esplosivi e altamente infiammabili, mentre per quanto riguarda il rumore, nel caso in cui il soggetto sia esposto a una media giornaliera superiore a 80 dbA è obbligo del datore di lavoro di fornire materiali per la sicurezza personale e formazione sul loro utilizzo. Inoltre i minori di 18 anni non possono condurre carrelli elevatori, dato che per ottenere l'abilitazione alla guida di questi mezzi è richiesta la maggiore età.

Come ci si deve comportare con la sorveglianza sanitaria?

Il minore prima di essere impiegato deve essere riconosciuto idoneo a seguito di una visita medica che dovrà essere rinnovata periodicamente a spese del datore di lavoro.

I minori possono lavorare di notte?

No. Il lavoro notturno è espressamente vietato per i lavoratori minorenni. Con “notte” s intende il periodo di tempo che va dalla 22 alle 6 o dalle 23 alle 7. Tuttavia esistono alcune eccezioni:

Infine spetta al Datore di lavoro comunicare alla direzione provinciale del lavoro il nominativo dei minori impiegati in orario notturno, le cause di forza maggiore e le ore di lavoro.

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