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Pc, smartphone, tv. E poi ancora pc, smartphone, tv. Ogni giorno passiamo ore e ore davanti allo schermo di un dispositivo. È, a tratti, inevitabile. La prolungata esposizione, tuttavia, ai vari device usati per lavoro e per svago porta con sé possibili rischi per la nostra salute. “Colpa” della luce blu. Di che cosa si tratta? Lo vediamo insieme in questo articolo, approfondendo i principali pericoli connessi e alcune strategie da adottare, in azienda e non solo, per prevenirli. 

Luce blu: di cosa si tratta?

Una vita iperconnessa ci espone a una nuova e impercettibile forma di inquinamento: la luce blu. Si tratta di una forma di radiazione elettromagnetica dello spettro visibile compresa tra i 380 e i 450 nm. Emessa da dispositivi LCD e LED come pc, tv, smartphone e tablet, ha una corta lunghezza d’onda ma un’elevata frequenza ed energia. Genera un’intensità di luce fino a 1.000 volte più elevata rispetto alla soglia di comfort visivo.
Attenzione, la luce blu, di per sé, non è necessariamente qualcosa di negativo. È, infatti, naturalmente presente nella luce del sole. E l’esposizione moderata alla luce ha effetti benefici sul nostro organismo:

Gli effetti negativi

Gli effetti positivi svaniscono, però, se l’esposizione alla luce blu si prolunga nel tempo. E negli ultimi anni si è, in effetti, prolungata. Anche nelle ore notturne. Un eccesso di luce blu può provocare danni alla salute, anche significativi. In particolare:

S’innalza, inoltre, il rischio della cosiddetta computer vision syndrome, che raggruppa una serie di disturbi collegati all'uso prolungato di pc e dispositivi digitali. E contribuisce al digital aging, con un aumento della disidratazione e dell'invecchiamento cutaneo. In più, un’esposizione prolungata alla luce blu va ad alterare l’orologio biologico. Ciò comporta un aumento di malattie cardiovascolari e altre patologie. Un recente studio dell’Istituto per la salute globale di Barcellona collega, infine, l’esposizione alla luce blu a un alto rischio di sviluppare cancro al seno e alla prostata. 

Cosa fare e come proteggersi

Gli studiosi evidenziano che l’eccesso di luce blu porterà, nei prossimi decenni, a un aumento soprattutto nel numero di malattie oculari e una loro insorgenza precoce. Mai come in questo caso, prevenire è essenziale. Stante che non si può fare a meno di dispositivi digitali, come possiamo limitare gli effetti nocivi? Anche sul luogo di lavoro si può fare la differenza. Per gli esperti è buona norma:

Tra i consigli, si suggerisce anche di usare un filtro per la luce blu sul display tramite apposite applicazioni. Si può optare, poi, per occhiali dotati di lenti con filtro anti luce blu. Oltre che per i comuni occhiali, questa particolare tipologia di lente è stata introdotta negli ultimi anni anche nel campo dei Dispositivi di Protezione Individuale. Si tratta di occhiali antinfortunistici certificati in grado di bloccare questo spettro di colore. Risulta necessario, infine, valutare i rischi connessi all’uso dei videoterminali e la corretta illuminazione nei luoghi di lavoro.

Nel nostro corso di formazione specifica trattiamo anche contenuti come le radiazioni ottiche artificiali, lo stress lavoro correlato e l’uso corretto dei videoterminali.
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