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Il 31 dicembre 2022 segna il capolinea per tutte le schede di sicurezza (SDS) non conformi alle nuove regole europee sul rischio chimico. Come abbiamo visto in un precedente articolo, il 18 giugno 2020 è stato pubblicato il regolamento della Commissione Ue n.878/2020¹ che ha modificato l’allegato II al Reach. Composizioni e informazioni sugli ingredienti, proprietà fisiche e chimiche, informazioni tossicologiche e proprietà ecologiche: questi sono gli ambiti in cui da gennaio vi saranno delle modifiche per le SDS.

Nuove prescrizioni e sanzioni per chi non è in regola

Iniziamo subito dando uno sguardo alle novità che interesseranno le SDS e alle coordinate temporali. Il regolamento europeo introduce:

Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 16 luglio 2020. Dal gennaio 2021 si è iniziato ad applicarlo. Il 31 dicembre di quest’anno rappresenta il termine ultimo per poter fornire SDS non conformi alle nuove regole. Dopodiché, al termine del regime transitorio, s’incorrerà in sanzioni se le schede di sicurezza non saranno aggiornate.

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Quando è necessario fornire le SDS?

Questa novità importante in materia di SDS ci dà modo di fare un veloce riepilogo, sempre prezioso, sul tema schede di sicurezza. In particolare, quali sono i criteri che definiscono l’obbligatorietà della fornitura di una SDS? A dare queste informazioni è il documento contenente gli orientamenti sulla compilazione delle schede dati di sicurezza² elaborati dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), con riferimento all’Allegato II del regolamento REACH. Nello specifico, è obbligatorio fornire una SDS quando una sostanza:

Il paragrafo 3 dell’articolo 31 del regolamento REACH specifica, inoltre, che la SDS deve essere fornita su richiesta qualora una miscela contenga almeno una sostanza che presenta rischi per la salute umana o per l’ambiente. Analogo discorso per sostanze cancerogene o tossiche e per le quali la normativa comunitaria fissi dei limiti di esposizione sul luogo di lavoro. 

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SDS
Esempio di scheda di dati di sicurezza, fonte ECHA

Un aggiornamento tempestivo

L’aggiornamento continuo di una SDS non è un mero atto formale: si tratta di un passaggio molto importante. Esistono delle precise circostanze per cui le schede di dati di sicurezza devono essere aggiornate tempestivamente dai fornitori. Nel dettaglio:

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Quali informazioni devono contenere le SDS?

Sono 16 le informazioni (punti) che una SDS deve contenere. La prima è l’identificazione della sostanza e della società che l’ha prodotta. Vi sono poi la classificazione del pericolo, la composizione e le informazioni sugli ingredienti della miscela. Vengono indicate pure le misure di pronto soccorso in caso ci sia un’esposizione accidentale alla sostanza chimica. Ancora, le misure da prendere qualora un incendio coinvolga quella determinata sostanza e/o vi sia una fuoriuscita o dispersione della miscela per ridurre gli effetti avversi. Sono riportate, inoltre, informazioni che riguardano, tra gli altri:

Oltre a questi punti, la SDS riporta anche considerazioni sullo smaltimento della sostanza, su come essa deve essere trasportata e sulla legislazione in materia di sicurezza, salute e ambiente.

Siamo a tua disposizione
per fornirti tutte le indicazioni necessarie per essere in regola con il REACH
e verificare l’adempimento di tutte le norme sul rischio chimico.
Contattaci per ulteriori informazioni o per richiedere un sopralluogo gratuito.

NOTE

¹ Per approfondire: Regolamento (UE) 2020/878 della Commissione 

² ECHA, Orientamenti sulla compilazione delle schede dati di sicurezza

³ Scopri di più nella Candidate List aggiornata

Novità in materia di valutazione del rischio. In particolare, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea la direttiva (UE) 2022/431¹ che rimette ulteriormente mano alla 2004/37/CE. L’atto normativo modifica alcuni valori limite di diverse sostanze pericolose come piombo e nichel. Vengono, inoltre, introdotte le sostanze tossiche per la riproduzione nel campo d’applicazione della direttiva. Facciamo il punto sulle principali indicazioni e novità introdotte.

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Focus sulle sostanze tossiche per la riproduzione

Una delle novità sta già nel titolo della direttiva (UE) 2022/431. Accanto agli agenti cancerogeni e mutageni, vengono infatti introdotte le sostanze tossiche per la riproduzione. Si tratta di composti o miscele che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze tossiche per la riproduzione di categoria 1A o 1B del regolamento (CE) n. 1272/2008. Questi agenti sono ritenuti responsabili di effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità di uomini e donne. Viene fatta una distinzione tra:

Proseguendo nell’analisi delle novità, tra gli agenti chimici sottoposti a modifica dalla nuova direttiva (UE) 2022/431 troviamo il benzene. Parallelamente, vengono aggiunte diverse sostanze tossiche per la riproduzione, ponendo, dove presente, un valore limite di esposizione. Tra queste: composti del nichel, mercurio, bisfenolo A e monossido di carbonio.

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Da qui al 2024: come verrà recepita in Italia la direttiva (UE) 2022/431

La direttiva (UE) 2022/431 è in vigore dallo scorso 5 aprile. Gli Stati membri, tra cui l’Italia, hanno due anni di tempo, fino al 5 aprile 2024, per recepire l’atto normativo. Da questo punto di vista, è opportuna una considerazione. Nel panorama normativo italiano, infatti, la valutazione del rischio per lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione ricade nel Capo I del Titolo IX del D. Lgs. 81 del 2008. Diversamente dagli agenti cancerogeni e mutageni, che ricadono nel Capo II dello stesso Titolo IX.
A oggi non è chiaro come verrà recepita la direttiva (UE) 2022/431 nel nostro Paese. Potrebbe essere accorpata interamente nel Capo II del Titolo IX, assieme alle sostanze cancerogene e mutagene, oppure rimanere nel Capo I. Per capire quale sarà l’impatto in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro è necessario, dunque, attendere il recepimento nazionale, previsto, appunto, nell’arco del prossimo biennio.

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Cosa devono fare le aziende

In attesa di capire come verrà recepita in Italia la nuova direttiva (UE) 2022/431, il tema offre già ora lo spunto per un approfondimento. Nello specifico, circa le azioni che aziende e datori di lavoro devono mettere in pratica.
Da questo punto di vista, va sottolineato che la logica prevenzionistica per i lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione segue quella già presente per gli agenti cancerogeni e mutageni. Le nuove condizioni previste dalla direttiva (UE) 2022/431, per quanto tecnicamente possibile, devono includere:

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Formazione, mappatura dei prodotti e SDS aggiornate

C’è dell’altro. E ci riguarda da vicino. È, infatti, necessario che i lavoratori ricevano una formazione adeguata e sufficiente. Ciò per capire se sono o possono essere esposti ad agenti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione. Al fine di fare chiarezza sull’uso e sui rischi connessi alla manipolazione di queste sostanze, è fondamentale adottare misure per aiutare dipendenti e datori di lavoro a riconoscerle.

Per valutare la gestione, consigliamo di iniziare a mappare i prodotti utilizzati in azienda. Questo al fine di individuare quelli che contengono sostanze presenti nell’allegato III della direttiva (UE) 2022/431. E attenzione alle SDS: ricordiamo, infatti, che, i nuovi limiti di esposizione devono essere riportati nelle schede di dati di sicurezza dei prodotti aziendali. Ciò in virtù del Regolamento n. 878 del 2020.

NOTE

Foto di copertina: fonte Freepik

¹ Per approfondire: Direttiva (UE) 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Ogni sostanza chimica pericolosa, secondo il regolamento europeo sulle sostanze chimiche, deve essere accompagnato da una Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) e dai relativi Scenari di Esposizione.

Gli scenari d’esposizione descrivono le condizioni operative e le misure di prevenzione adeguati al controllo dei rischi per la salute umana e l’ambiente connessi all’utilizzo della sostanza lungo tutta la filiera dal produttore al consumatore.

Gli utilizzatori a valle sono le aziende o le persone che utilizzano una sostanza chimica nelle loro attività industriali o professionali. Essi devono sempre verificare che l’uso che fanno di una sostanza sia coerente con la SDS e gli scenari di esposizione e aggiornare di conseguenza la valutazione del rischio chimico. (Anche alla luce dei cambiamenti normativi in materia introdotti da gennaio 2021).

In questo articolo approfondiamo il tema degli scenari di esposizioni e le azioni da intraprendere nel caso, sempre possibile, di utilizzo non previsto.

Scenari di esposizione e SDS

Nella fase di registrazione di una sostanza chimica, il produttore è tenuto a elaborare le relative Schede dati di Sicurezza. Nella stessa fase, per le sostanze registrate in quantità superiori a 10 t all'anno e con determinate proprietà pericolose, il produttore è tenuto a elaborare anche gli Scenari di Esposizione (SE). 

Come la SDS, anche gli SE devono seguire la sostanza per tutto il suo ciclo di vita (formulazione, uso industriale e professionale, uso da parte dei consumatori). Se le schede dati di sicurezza contengono tutte le informazioni relative alle proprietà di una sostanza (comprese le etichette di pericolo), gli scenari di esposizione:

Foto: freepik

La struttura di uno scenario di esposizione

Uno scenario di esposizione, secondo l’ECHA (European Chemicals Agency), è così strutturato:

Sezione 1: Titolo

Sezione 2: Scenari contributivi (Contributing scenarios)

Sezione 3: Valutazione dell’esposizione

Sezione 4 Informazioni per utilizzatori a valle

Gli obblighi degli utilizzatori a valle

Gli utilizzatori a valle sono tenuti ad applicare le misure descritte negli scenari di esposizione delle sostanze che stanno utilizzando. Nel caso non abbiano ricevuto gli SE per sostanze pericolose l’utilizzatore è tenuto a contattare il fornitore.

Non appena ricevuti gli scenari di esposizione è necessario verificare che l’uso che ne intende fare sia contemplato. In caso contrario, cioè se l’uso non è contemplato ci sono diverse possibilità:

Rivedere la valutazione del rischio

Nota bene: l’uso conforme agli scenari di esposizione, anche previo aggiornamento degli stessi nelle modalità previste dal regolamento europeo REACH, è necessario per poter utilizzare la sostanza a norma di legge. Tuttavia la conformità agli SE non esula dagli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di rischio chimico. Pertanto, una volta ricevuti e verificati SDS e SE risulta necessario anche aggiornare di conseguenza il Documento di Valutazione del Rischio chimico aziendale ai sensi dell’ art. 223 Tit. IX D.Lgs. 81/2008. Questo anche alla luce 

Quando va informata l’ECHA

L’utilizzatore a valle di una sostanza è tenuto a informare l’ECHA nel caso in cui l’uso di una sostanza non rientri nell’ambito di uno scenario d’esposizione ricevuto e: 

L’utilizzatore è tenuto ad informare l’ECHA entro 6 mesi dal giorno in cui ha ricevuto la Scheda dati di sicurezza. Il termine per attuare le misure comunicate nello scenario d’esposizione, oppure intraprendere azioni alternative, è invece di 12 mesi.

DU CSR: fasi preliminari

Preparare una relazione sulla sicurezza chimica degli utilizzatori a valle può essere più o meno complesso a seconda della situazione. Tuttavia è sempre opportuno richiedere l’intervento di un professionista in materia di ambiente, salute e sicurezza. Gli approcci principali per condurre una relazione sulla sicurezza chimica dell’utilizzatore a valle sono sintetizzati nella seguente tabella:

Come si prepara una DU CSR

La relazione sulla sicurezza chimica dell’utilizzatore a valle (DU CSR) viene preparata per documentare la valutazione delle condizioni d’uso sicuro di una sostanza. 

Per preparare una relazione sulla sicurezza chimica dell’utilizzatore a valle, sono previste diverse fasi

  1. raccogliere informazioni e identificare gli usi che si intendono fare della sostanza in questione
  2. stimare l’esposizione per le effettive condizioni d’uso e controllare che sia inferiore al valore limite per l’ambiente o la salute umana
  3. documentare la DU CSR. 
  4. comunicare le informazioni all’ECHA.

Siamo a disposizione per assistere le aziende in tutti gli adempimenti legati ai regolamenti REACH, CLP e D.Lgs 81/08, compresa l’analisi degli scenari di esposizione e l’aggiornamento della valutazione del rischio chimico. Per ulteriori informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

Dal 1° gennaio 2021 le schede di dati di sicurezza (SDS) devono essere adeguate alle nuove regole europee sul rischio chimico. Il regolamento della Commissione Ue n. 878/2020 modifica, infatti, l’allegato II al REACH. In questo articolo vedremo insieme cos’è una scheda di dati di sicurezza e le principali novità che saranno introdotte nelle nuove SDS.

SDS: di cosa si tratta

Le schede di dati di sicurezza, o SDS (Safety Data Sheet) sono il documento tecnico indispensabile per le sostanze chimiche in Europa. Secondo quanto previsto dal regolamento REACH, accompagnano ciascun prodotto lungo tutta la catena di approvvigionamento. Contengono, inoltre, le informazioni sulle proprietà fisico-chimiche e di pericolo per l’uomo e l’ambiente necessari per un utilizzo corretto e sicuro.

Lo scorso 18 giugno 2020, con la pubblicazione del regolamento della Commissione Ue n. 878/2020, è stato modificato l’allegato II al REACH. Questo nuovo provvedimento si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2021. Le SDS non conformi a questo nuovo regolamento possono continuare, in deroga, ad essere fornite fino al 31 dicembre 2022.

Gli obblighi degli utilizzatori a valle

Gli utilizzatori a valle dei prodotti chimici hanno diversi obblighi. Il primo è verificare di essere in possesso di SDS aggiornate e se l’uso che intende fare della sostanza o del preparato rispecchia quanto riportato sulla SDS stessa e/o gli scenari di esposizione previsti

Gli utilizzatori a valle devono, inoltre, essere in possesso di una dichiarazione emessa dai fornitori di sostanze e prodotti chimici da cui risulti che essi sono al corrente dei propri obblighi, adempiano agli stessi e operino conformemente al regolamento REACH.
La mancata fornitura della Scheda di sicurezza è punita con sanzioni da 10.000 a 60.000 euro così come per la mancata redazione dei Rapporti di sicurezza chimica (Chemical Safety Report, CSR) da parte dell’utilizzatore di sostanze chimiche. Inoltre, sono previsti da 15.000 a 90.000 euro per il datore di lavoro che non rende accessibili ai lavoratori SDS e informazioni equivalenti.

Perché un cambiamento

L’allegato II al REACH è stato aggiornato nelle nuove SDS per diverse ragioni, tra cui: 

Le novità delle nuove SDS

Nelle nuove SDS sono previste diverse modifiche rispetto al modello precedente. Queste riguardano i seguenti ambiti:

Per quanto riguarda l’ambito “Composizione/informazioni sugli ingredienti” modificata nelle nuove SDS, viene fatta una distinzione tra le sostanze e le miscele. Tra le altre cose concernenti le sostanze, devono essere indicati, se disponibili, il limite di concentrazione specifico e il “fattore M” (fattore moltiplicatore).

Se la sostanza in questione è registrata e riguarda una nanoforma, devono essere indicate le caratteristiche delle particelle che la specificano. Infine, se la sostanza non è registrata, ma la SDS interessa nanoforme le cui caratteristiche delle particelle incidono sulla sicurezza della sostanza, occorre indicare tali caratteristiche.

Proprietà fisiche e chimiche

Questa sezione delle nuove SDS descrive i dati empirici relativi alla sostanza o miscela, se pertinenti. Queste informazioni devono essere coerenti con quelle fornite nella registrazione o nella relazione sulla sicurezza chimica, ove prescritta, nonché con la classificazione della sostanza o della miscela. 

Nel caso di una miscela, se le informazioni non si applicano alla miscela totale, le voci devono indicare a quale sostanza della miscela si riferiscono i dati. 

Le proprietà devono essere chiaramente identificate e riportate nelle unità di misura appropriate.

Le principali proprietà da riportare su ciascuna SDS sono:

Informazioni tossicologiche

Nelle nuove SDS per le sostanze identificate come aventi proprietà di interferenza con il sistema endocrino nella sottosezione 2.3, quando disponibili, devono essere fornite informazioni sugli effetti avversi per la salute causati da tali proprietà. Queste informazioni vanno ricavate dall’applicazione dei criteri di valutazione stabiliti nei corrispondenti regolamenti [(Ce) n. 1907/2006, (Ue) 2017/2100, (Ue) 2018/605], pertinenti ai fini della valutazione delle proprietà di interferenza con il sistema endocrino per la salute umana. Le altre informazioni sugli effetti nocivi per la salute devono essere incluse anche quando non siano richieste dai criteri di classificazione.

Informazioni ecologiche

Per quanto riguarda le sostanze identificate come aventi proprietà di interferenza con il sistema endocrino, se disponibili, devono essere fornite informazioni sugli effetti avversi sull’ambiente causati da suddette proprietà. Le informazioni derivano dall’applicazione dei criteri di valutazione stabiliti nei corrispondenti regolamenti [(Ce) n. 1907/2006, (Ue) 2017/2100, (Ue) 2018/605], pertinenti ai fini della valutazione delle proprietà di interferenza con il sistema endocrino per l’ambiente.

Siamo a disposizione per supportare le aziende nella verifica degli adempimenti previsti dal regolamenti europei REACH e CLP sul rischio chimico, tra cui quelli in materia di SDS. Per ulteriori informazioni, o per richiedere un sopralluogo gratuito, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

Schede di sicurezza: cosa sono? Come utilizzarle? Dove trovarle? Quando metterle a disposizione? Di chi è la responsabilità? Si tratta di questioni non trascurabili per le aziende che utilizzano sostanze chimiche. Come vi abbiamo già ricordato, infatti, il prossimo 31 maggio termina il regime transitorio del nuovo regolamento europeo REACH. Le aziende devono quindi mettersi in regola per non incorrere in sanzioni.

Cosa sono le schede di sicurezza (SDS)

Le schede di dati di sicurezza, o SDS (Safety Data Sheet) sono il documento tecnico indispensabile per le sostanze chimiche in Europa. Secondo quanto previsto dal REACH, accompagnano ciascun prodotto lungo tutta la catena di approvvigionamento e contengono le informazioni sulle proprietà fisico-chimiche e di pericolo per l'uomo e l'ambiente necessarie per un utilizzo corretto e sicuro.

La catena delle responsabilità

Il regolamento REACH impone ai produttori/importatori di prodotti chimici di fornire ai propri clienti per ogni sostanza una scheda di sicurezza adeguata ed aggiornata, redatta nella lingua dello Stato in cui viene introdotta. Per il cliente industriale (datore di lavoro o responsabile da egli nominato) conoscere il contenuto delle SDS diventa fondamentale per assolvere ai doveri di legge. Tra i suoi obblighi ci sono infatti:

I doveri del personale di ogni azienda utilizzatrice di sostanze chimiche, infine, è quello di seguire le istruzioni d'uso impartite dai superiori e, in caso di dubbio, consultare la SDS o il responsabile della sicurezza.

Una banca dati per le SDS

Tra le schede di sicurezza in circolazione, purtroppo, ce ne sono anche di scarsa qualità. Il Ministero della salute per questo ha predisposto una banca dati di SDS. Questo database di modelli, aggiornato mensilmente, rappresenta un punto di riferimento informativo per aziende e organi di vigilanza. Per comprendere le difficoltà nell'uso delle delle SDS in vista di possibili miglioramenti, Inail, Echa e Federchimica hanno messo online in questi giorni un questionario che costituisce la prima indagine europea in materia.

Pensare al futuro

Il regolamento REACH è un esempio di come l'atteggiamento dell'Unione Europea nei confronti dell'utilizzo di sostanze chimiche sia sempre più normato e vincolato. In  questo contesto, adeguarsi ai regolamenti significa non solo mettersi al riparo dalle sanzioni. Si tratta invece di acquisire una cultura della sicurezza nell'utilizzo delle sostanze chimiche utile ad affrontare i cambiamenti futuri.

Siamo a disposizione per fornire alle aziende le indicazioni necessarie a mettersi in regola con il Reach e verificare l’adempimento di tutte le norme sul rischio chimico. Per ulteriori informazioni, o per richiedere un sopralluogo gratuito, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

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