logo elabo bianco 20 anni

La sicurezza sul lavoro, lo si ripete spesso, è qualcosa che si costruisce nel tempo, mattone su mattone. Ma anche, a ben vedere, mattoncino dopo mattoncino. Sì, parliamo proprio di Lego. Tutti noi, almeno una volta, ci siamo cimentati con i celebri mattoncini assemblabili dell’azienda danese, costruendo città e astronavi o replicando monumenti storici. Con i Lego si può davvero dare libero sfogo alla creatività, costruendo tutto ciò che l’immaginazione è in grado di inventare, a ogni età. Non tutti sanno, però, che i mattoncini colorati possono essere un prezioso alleato per plasmare la cultura della sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Come? Attraverso il metodo Lego Serious Play (LSP). Originariamente, questa metodologia era stata sviluppata per stimolare la creatività e la comunicazione all’interno dei diversi team aziendali. Oggi esistono dei veri e propri corsi Lego Serious Play per le figure preposte alla sicurezza sul lavoro. Scopriamo di più.

Lego Serious Play: un asso nella manica

La metodologia Lego Serious Play¹ è stata sviluppata all’inizio degli anni 2000 grazie alla collaborazione tra Lego Group e la business school IMD di Losanna. Questo approccio innovativo è stato progettato per potenziare l’innovazione e le prestazioni aziendali. Lego Serious Play vuole favorire l’apprendimento per affrontare sfide complesse nei contesti aziendali. Sfruttando i mattoncini colorati come strumento metaforico per l’espressione e la discussione, si ottiene una facilitazione e un’accelerazione dei processi decisionali.
Con Lego Serious Play, inoltre, l’apprendimento diventa più chiaro e concreto, consentendo una migliore comprensione dei concetti. Viene messa al centro la costruzione manuale di modelli tridimensionali che rappresentano il tema in questione, che può riguardare strategie e relazioni aziendali, relazioni o, appunto, la sicurezza sul luogo di lavoro.

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I 4 pilastri del corso Lego Serious Play

Attraverso l’utilizzo dei mattoncini Lego e i modelli creati con essi, i partecipanti ai corsi Lego Serious Play hanno l’opportunità di esprimere concetti e idee che spesso sono difficili da comunicare verbalmente. I Lego hanno la caratteristica unica di far emergere problemi e stimolare la ricerca di soluzioni. Le potenzialità dei mattoncini colorati, nell’ambito educativo, seguono il principio di “pensare con le mani” di Maria Montessori. Questo approccio è applicabile sia ai bambini sia agli adulti, poiché consente di affrontare una varietà di dinamiche attraverso un metodo che migliora la consapevolezza e la comprensione della comunicazione.
La struttura di un corso Lego Serious Play si basa su quattro fasi principali.

Questo ciclo di quattro fasi viene ripetuto più volte durante il corso, insieme ad altre attività, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

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A chi si rivolge il metodo Lego Serious Play applicato alla SSL

Il corso Lego Serious Play applicato alla sicurezza sul lavoro disegna, dunque, una formazione “esperienziale” e partecipata. Si parte dall’approccio standard illustrato in precedenza, ma ogni corso viene progettato in base alle esigenze specifiche dell’azienda e del gruppo di partecipanti. È anche qui che risiede buona parte della sua efficacia.
I temi affrontati possono essere molteplici e la metodologia si applica a un’ampia varietà di situazioni negli ambiti della salute e della sicurezza sul lavoro. Da una gestione efficace dei near miss a come ottenere un DVR più efficace. Da una comunicazione più efficace alla gestione delle emergenze. Per la sua natura, Lego Serious Play è valido per l’aggiornamento delle varie figure preposte alla salute e alla sicurezza sul lavoro (datore di lavoro, dirigenti, preposti, RLS, RSPP/ASPP). È un’eccellente occasione, tuttavia, anche per formatori e facilitatori, aziendali e indipendenti.

Come funziona il corso Lego Serious Play

A guidare le sessioni di Lego Serious Play è un facilitatore, in possesso di apposita certificazione LSP necessaria per poter erogare il corso.
Dopo un’introduzione alla metodologia, vengono poste ai partecipanti delle domande specifiche che, nel nostro caso, hanno come tema portante la sicurezza sul lavoro. In risposta a ciascun quesito, i partecipanti creano una costruzione con mattoncini Lego che rappresenta la loro prospettiva sul tema. Una volta completata la costruzione, ciascuno spiega il significato della sua creazione e condivide il proprio punto di vista. Queste sessioni proseguono con una serie di domande che affrontano vari aspetti dell’attività di sicurezza sul lavoro, consentendo a ciascun partecipante di esprimere le sue opinioni e contribuire al processo di crescita dell’azienda. Da costruire mattone dopo mattone. Anzi, mattoncino dopo mattoncino.

NOTE

¹ Scopri di più: Lego Serious Play

Non esiste sicurezza senza formazione, soprattutto quando si parla di lavoro. Prevenzione è la parola d’ordine. Il rischio d’infortuni sul lavoro non potrà mai essere portato allo zero. Tuttavia, una formazione continua e aggiornata consente di ridurre al minimo questo rischio. In tal senso, l’esperienza ci insegna che la cultura della prevenzione e, appunto, un’adeguata formazione fanno la differenza. A tal proposito, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro afferma che il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. I corsi obbligatori di sicurezza sul lavoro offrono ai dipendenti quelle conoscenze e abilità necessarie per prevenire incidenti e infortuni. Garantiscono, inoltre, che l’azienda rispetta le leggi sulla sicurezza sul lavoro. Insomma, mai come in questo caso, obbligo fa rima con opportunità.

Formazione generale e specifica

I corsi obbligatori di sicurezza sul lavoro si dividono in due moduli. Il primo è più generico e dura 4 ore. Propone una formazione generale sulla normativa di riferimento, sui concetti di rischio, danno, prevenzione e protezione. Prevede anche approfondimenti sull’organizzazione della prevenzione aziendale e su diritti, doveri (e sanzioni) per i vari soggetti coinvolti.
Il secondo modulo è più specifico e la sua durata varia dalle 4 alle 12 ore. Questo in relazione al rischio dell’attività lavorativa (basso, medio, alto), basata sul codice ATECO¹, e sulla mansione del lavoratore. I due moduli sono fruibili in parte anche in modalità e-learning: in particolare, la formazione generale e quella specifica a rischio basso.

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I corsi obbligatori di sicurezza sul lavoro

La formazione generale e quella specifica costituiscono le fondamenta su cui poi va costruita la “casa della formazione”. Andranno, cioè, aggiunti i corsi specifici previsti da norme e accordi. È il caso, per esempio, della formazione obbligatoria per gli addetti ai lavori elettrici, per la gestione e preparazione del trasporto su strada di merci pericolose o, ancora, per chi opera in spazi confinati. Vediamo, a questo punto, quali sono i corsi sulla sicurezza obbligatori.

Primo soccorso

Come previsto dal D.Lgs 81/08, il datore di lavoro è tenuto a designare una o più figure che ricoprano il ruolo di addetti al primo soccorso. Il corso fornisce le competenze di base sulle modalità per l’attivazione del sistema di soccorso e l’attuazione delle manovre di primo soccorso. Si divide in 3 moduli, di durata e approfondimento differente in base al gruppo aziendale di appartenenza: Modulo A 16 ore, Modulo B e C 12 ore. Per tutti i livelli, l’aggiornamento deve essere fatto ogni 3 anni.

Prevenzione incendi

I corsi antincendio sono obbligatori per tutte quelle attività con almeno un dipendente o collaboratore. Il datore di lavoro deve designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze. I contenuti della formazione e la relativa durata dei corsi differiscono a seconda del livello di rischio: 4 ore per il livello 1 (rischio basso), 8 per il livello 2 (rischio medio), 16 per il livello 3 (rischio alto). Per tutti, l’aggiornamento è quinquennale, in attuazione del DM 2 settembre 2021.

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Corsi sicurezza obbligatori per RSPP e RLS

La sicurezza in azienda prende forma e viene garantita da apposite figure chiave. Due di queste sono il Responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) e il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Anche loro, per la delicata natura del ruolo e per le importanti responsabilità, sono tenuti a una formazione obbligatoria.

Corso Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)

Il Responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) è colui che, attraverso le opportune conoscenze, garantisce la sicurezza sul luogo di lavoro. Questo incarico può essere ricoperto dal datore di lavoro o da una figura, interna o esterna, da lui nominata. Il corso di formazione obbligatorio ha una durata per il datore di lavoro tra le 16 e le 48 ore, in base al livello di rischio presente in azienda. Per una figura interna o esterna il corso RSPP si sviluppa nel modulo A-B-C che può essere superiore alle 100 ore. Va rinnovato ogni 5 anni.

Corso Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quel che concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Servono conoscenze specifiche per sviluppare e affinare quelle abilità diagnostiche decisionali e relazionali/comunicative necessarie per un’ottimale gestione del ruolo. Ecco spiegato perché il corso dura 32 ore e ha validità solo annuale.
Il RLS non vigila sull’applicazione delle misure di sicurezza: questo è, invece, il compito del Preposto, la cui formazione è resa obbligatoria dal decreto legge n. 146/2021 (decreto fiscale) coordinato con la legge di conversione n. 215/2021.

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Quando deve avvenire la formazione obbligatoria di sicurezza?

La formazione obbligatoria dei lavoratori deve essere erogata in momenti specifici. Il primo è all’inizio del rapporto di lavoro. Il nuovo dipendente deve compiere la formazione base di sicurezza sul lavoro (generale+specifica) entro i 60 giorni successivi all’assunzione. Una nuova informazione, formazione e addestramento dovranno essere eseguiti in caso di cambio mansione o reparto. Va, inoltre, prevista una formazione qualora si registri l’arrivo di nuove macchine, nuove tecnologie o nuove sostanze pericolose. La formazione obbligatoria deve sempre avvenire nel corso dell’orario lavorativo. Compito del datore di lavoro è organizzare questi corsi e garantire la partecipazione dei dipendenti.

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Il corso non viene garantito? Occhio alle sanzioni

L’articolo 55 del D.Lgs 81/08 stabilisce quali sono le sanzioni in caso di mancato rispetto della normativa in merito alla formazione dei lavoratori in tema di sicurezza.

Ancora, se al RLS non viene consentito di partecipare alla formazione obbligatoria, le sanzioni prevedono l’arresto da 2 a 4 mesi oppure ammenda variabile tra i 2.740 € e i 7mila euro.

Consulta il nostro calendario
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NOTE:

¹ Per saperne di più: Classificazione delle attività economiche ATECO

A ben vedere, è come un puzzle. Tanti pezzi di varie forme da combinare correttamente per formare un’immagine: quella della prevenzione. In effetti, parlando di sicurezza sul lavoro, vi sono normative da conoscere, buone prassi da adottare, valutazioni da fare costantemente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Una prerogativa imprescindibile per ogni azienda per ridurre il più possibile rischi e pericoli.

Sicurezza sul lavoro: normative di riferimento

Nel corso degli anni abbiamo assistito a parecchie evoluzioni in ambito sicurezza sul lavoro. Le normative, a seconda delle esigenze emerse di volta in volta, si sono gradualmente perfezionate, arrivando fino al D.lgs del 9 aprile 2008, n° 81. Il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, con i suoi 306 articoli e più di 50 allegati, ha assorbito tutte le normative precedenti. Si tratta di un complesso di norme, redatte dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, volte a disciplinare la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro. Tra le principali misure di controllo e gestione, al suo interno, troviamo:

Un insieme di misure che hanno come obiettivo la riduzione degli infortuni sul luogo di lavoro. Tali obblighi normativi  coinvolgono le aziende di tutti i settori e si applicano a tutti i soggetti presenti in azienda.

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Misure di prevenzione sul lavoro

Una delle misure di sicurezza e prevenzione più importanti presenti nel Testo Unico, è rappresentata dalla valutazione dei rischi. Si tratta di uno tra gli adempimenti sulla sicurezza sul lavoro in grado di stimare i livelli di rischio per il lavoratore.
A riguardo, uno degli obblighi previsti dall’intervento legislativo è la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), di cui ci siamo occupati più volte. A seguito della verifica e del check-up dell’azienda, viene attuato un preciso piano di prevenzione e protezione che ha l’obiettivo di eliminare, o quantomeno ridurre, probabili situazioni pericolose. Il DVR è un documento obbligatorio per tutte le aziende che hanno almeno un dipendente o collaboratore, qualunque sia il settore di appartenenza. La responsabilità di redigere il DVR è assegnata al datore di lavoro. Quest’ultimo dovrà indicare i criteri adottati per stabilire le misure di protezione e prevenzione implementate. Si tratta di una particolare documentazione che deve essere redatta non appena si costituisce una nuova azienda. Inoltre, in caso di rilevanti modifiche all’organizzazione o al processo lavorativo, devono essere ripetute la valutazione dei rischi e l’aggiornamento del DVR.

LEGGI ANCHE: DVR: Come e quando valutare il rischio

Sicurezza sul lavoro: adempimenti per il datore di lavoro

Abbiamo detto che, quando parliamo di sicurezza sul lavoro, normative, adempimenti e buone prassi sono come i tasselli di un grande puzzle. La sicurezza sul lavoro è anche un grande gioco di squadra. Figure diverse, con responsabilità differenti, ma con un unico grande obiettivo: costruire (e mantenere nel tempo) la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
La prima figura incaricata di garantire la sicurezza sul lavoro è ovviamente il datore di lavoro. Su di lui ricadono vari obblighi, tra cui la nomina delle principali figure per la sicurezza in azienda come il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e il medico competente. Non solo. Come stabilito dal D.Lgs 81/08 il datore di lavoro deve:

Inoltre, a seconda del ruolo e del grado di responsabilità, il datore di lavoro è tenuto a provvedere alla formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza.

LEGGI ANCHE: RSPP, RLS, Preposti: ruoli e responsabilità della sicurezza  

Scadenziario adempimenti sulla sicurezza

In materia di sicurezza sul lavoro, le normative prevedono diversi adempimenti da portare a compimento entro termini ben precisi. Partendo proprio dai corsi di formazione. Questi ultimi, infatti, devono avere inizio preferibilmente prima dell’assunzione o, comunque, concludersi entro 60 giorni dal via dell’entrata in servizio.

Se il lavoro è materia viva e in costante evoluzione, così deve esserlo anche la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Ecco spiegato perché la formazione non è una tantum, ma è necessario frequentare specifici corsi di aggiornamento. Vediamo qualche esempio:

Più serrate, invece, le tempistiche per il RLS, chiamato a un aggiornamento annuale obbligatorio.

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È, in fondo, una questione di autofocus. Non si parla, però, di fotografia. In ambito aziendale, come sai, non è semplice occuparsi e stare al passo con tutte le norme e i requisiti legali da rispettare. Sono, infatti, tanti e i cambiamenti sono frequenti. Tuttavia, bisogna farlo: anche la minima disattenzione a livello burocratico, potrebbe tradursi in multe salate. In questo contesto, un audit della verifica della conformità normativa della propria impresa è una soluzione valida. Già obbligatorio per le certificazioni ISO 14001 e 45001, può essere svolto anche in autonomia, con il supporto di professionisti certificati.

Stiamo rispettando tutte le norme vigenti?

Come svela il nome, un audit della conformità normativa serve a verificare che un’azienda o un ente stia rispettando tutte le normative. Ci si riferisce sia alle norme del proprio settore specifico sia a quelle legate all’ambiente e al territorio. L’audit si concentra sul rispetto della legislazione vigente, dal punto di vista operativo e amministrativo.
Al termine dell’audit, un tecnico specializzato elabora un verbale riepilogativo sulle criticità rilevate. «Secondo gli obblighi di conformità – spiega Clarissa Serafini, consulente di e_labo –, l’azienda deve essere in grado di riconoscere le norme che le si applicano. Questo è facile quando si osservano le norme generali, come le autorizzazioni alle norme in atmosfera o agli scarichi idrici. Lo diventa un po’ meno quando si scende nello specifico. Per esempio, quando si parla di agibilità dello stabile, della zona paesaggistica o dell’autorizzazione delle insegne. Sono tutte norme di cui spesso non si tiene conto».

LEGGI ANCHE: Principali adempimenti ambientali per le PMI

Percorso specifico per ogni azienda

Il percorso dell’audit verifica della conformità normativa è unico per ogni azienda. Ogni settore, infatti, ha le sue peculiarità che, a livello legislativo, si traducono in esigenze diverse. In questo senso, il ruolo (cruciale) dell’operatore è valutare caso per caso le necessità dell’azienda. «Un conto è occuparsi di un’azienda conciaria, i cui obblighi a livello di sicurezza riguardano perlopiù estintori e uscite di emergenza – sottolinea Serafini –. Discorso diverso è se, per esempio, l’azienda si occupa di materiale esplosivo. In questo caso, esistono sicuramente più prescrizioni che devono essere controllate. Ma non parliamo solo di casi estremi. Già avere una caldaia richiede un controllo delle emissioni che rientra nella conformità normativa». Insomma: aziende diverse, analisi differenti.

Perché realizzare un audit di verifica della conformità normativa

Vi sono molte ottime ragioni per realizzare un audit di verifica della conformità normativa. Tra le principali, possiamo ricordare che:

«Nell’industria conciaria – evidenzia Serafini –, sta spopolando la certificazione LWG, che all’interno contiene una serie di domande che ricalcano i concetti di sostenibilità. Frequentemente ci troviamo a gestire questi argomenti con le aziende, anche se queste non sanno bene di cosa parliamo. Un discorso simile può essere fatto sul fronte della sicurezza, con i vari obblighi del D.Lgs. 81/2008 che spesso non sono conosciuti a fondo e nella loro totalità. È essenziale, invece, avere un’idea chiara e completa della situazione normativa: anche la più piccola dimenticanza, apparentemente insignificante, può tradursi in una multa salata».

LEGGI ANCHE: Certificazione LWG: che cos’è e come ottenerla

audit di verifica della conformità normativa

Un esempio di check list

Ma, nel concreto, in cosa consiste un audit di verifica della conformità normativa? Si tratta di un esame documentale che dura qualche giorno. Il punto di partenza è una check list, analoga a quella che trovi qui sotto. Questo strumento operativo aiuta l’operatore a verificare che tutti i requisiti siano rispettati, per poi realizzare un registro. La checklist riporta tutti gli adempimenti e le scadenze: dalla redazione del DVR e del DUVRI alla nomina di RSPP e addetti antincendio; dalla formazione generale e specifica sulla sicurezza dei lavoratori alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato, solo per fare degli esempi.

Esempio di checklist per audit di verifica della conformità normativa

Requisiti  Legislazione Ambientale C NC NA Riferimenti azienda
1 Consumi energetici

Legge ordinaria del Parlamento n° 10 del 09/01/1991

2 Nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia (energy manager)
3 Comunicazione annuale
Prelievi idrici
4 In atto misure per l’eliminazione degli sprechi, l’incremento del riciclo e del riutilizzo, la riduzione dei consumi
5 Concessione approvvigionamento idrico autonomo
6 Denuncia pozzi
7 Denuncia annuale dei prelievi
8 Pagamento canone annuo per utenze di acqua pubblica
9 Installazione apparecchiature per la misura delle portate
Emissioni in atmosfera
10 Disponibile elenco aggiornato delle emissioni (identificazione e origine) e dati sulle caratteristiche degli effluenti e degli impianti di abbattimento
11 Richiesta di autorizzazione per emissioni da impianti nuovi, esistenti, modificati sostanzialmente, trasferiti
12 Autorizzazione emissioni
13 Procedura semplificata per emissioni a ridotto inquinamento
14 Comunicazione emissioni a inquinamento poco significativo
15 Rispetto dei limiti e delle prescrizioni dell’autorizzazione
16 Appartenenza a una delle 54 tipologie di impianto dell’all.2 del DM 12/7/90
17 Impiego di metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni indicati nell’all.4 del DM 12/7/90
18 Misurazione emissioni con sistemi di rilevamento in continuo
19 Limitazione di emissioni diffuse (movimentazione e stoccaggio materie prime/prodotti, tenuta giunzioni, flange, guarnizioni, gestione solventi organici volatili)

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Salute e sicurezza sul lavoro a 360°, da tutti i punti di vista. È la nostra sfida quotidiana, da quasi vent’anni. Ogni giorno ci impegniamo per dare risposte puntuali alle esigenze di lavoratori e imprese, studiando, restando aggiornati, facendo gioco di squadra. Da questo punto di vista, abbiamo avviato di recente una collaborazione con Shop Sicurezza, realtà vicentina specializzata nel settore DPI e sicurezza.

Perché Shop Sicurezza: Dpi ma non solo

Come anticipato, fare squadra è fondamentale. Specie quando si parla di formazione e sicurezza sul lavoro. Discorso che vale in seno all’azienda, partecipando al “sistema sicurezza”. Ma anche tra realtà diverse ma unite da un medesimo macro obiettivo. Ovvero contribuire a migliorare:

È questa medesima visione, al di là della vicinanza geografica, ad aver posto le basi della collaborazione con Shop Sicurezza. La realtà di Zermeghedo opera da cinquant’anni in ambito antinfortunistica, Dpi e sicurezza. Produttore e rivenditore, si rivolge a vari settori: dall’industria pesante alla ristorazione. Allargando, però, lo sguardo. «L’idea – spiega Martina Pieropan di Shop Sicurezza – è offrire uno spazio specializzato per offrire un servizio a 360° per i lavoratori e le aziende. Un luogo in cui non solo trovare i migliori prodotti per la protezione individuale, personalizzati a seconda delle esigenze. Ma anche un luogo di consulenza, dove essere guidati nella scelta da professionisti esperti. E dove essere aggiornati grazie a continui corsi di formazione». In tal senso, ecco che lo showroom di Shop Sicurezza si apre ai formatori e_labo per ospitare alcuni dei nostri corsi sulla sicurezza proposti.

Lavorare in sinergia per un obiettivo comune

Primo soccorso, antincendio, ma anche corsi mirati per dirigenti, preposti, RLS e RSPP. Sono solo alcune delle proposte formative erogate in collaborazione con Shop Sicurezza. Non si tratta di un mero do ut des. «Oggi, sempre di più, le aziende chiedono un servizio a 360° – spiega Andrea Fracasso, consulente HSE e formatore qualificato di e_labo –. Per questo, avere un partner in grado di fornire ciò che noi rileviamo a livello di valutazione dei rischi è estremamente vantaggioso». Due realtà, insomma, che si muovono in sinergia, completandosi a vicenda. Si parte, infatti, dalla valutazione dei rischi per arrivare alla parte più pratica, legata all’antinfortunistica e alla segnaletica di sicurezza. «Avere a disposizione tutti i Dpi esposti è motivo d’interesse per i partecipanti ai corsi, che possono toccare con mano tutte le caratteristiche dei prodotti» evidenzia Pieropan. L’obiettivo comune è quindi quello di unire più professionalità, in modo da offrire un servizio completo al cliente.

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Una figura emergente nella moderna gestione ambientale e una risorsa importante in ambito aziendale. L’HSE manager si ritaglia un ruolo significativo nell’organigramma di un’impresa. Del resto, il tema della prevenzione in fatto di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è centrale. E la pandemia di Covid-19 ha reso da un lato più complesso, dall’altro più stimolante e sfidante l’approccio alla materia. Ecco perché avere in squadra un HSE manager non è uno sfizio, ma un’opportunità. 

HSE manager: chi è e cosa fa

HSE sta per Health, Safety & Environment. L’HSE manager è responsabile di aspetti vitali all’ecosistema aziendale. Come suggerisce il nome, opera per supportare il conseguimento degli obiettivi stabiliti in materia di salute, sicurezza e tutela dell’ambiente nei luoghi di lavoro. Questa figura professionale unisce conoscenze tecniche e competenze trasversali per muoversi in diversi ambiti. Con lo scopo di raggiungere la maggior efficienza per l’organizzazione. In particolare, l’HSE manager è la figura di riferimento per:

Di fatto, l’HSE manager è un connettore. Partecipa, infatti, alla valutazione ex ante dell’impatto in materia HSE delle scelte di business effettuate dai vertici aziendali. Contribuisce a identificare ruoli, compiti e responsabilità organizzative in ambito HSE. Coordina, inoltre, le attività di valutazione dell’applicabilità dei requisiti e della successiva diffusione all’interno dell’organizzazione. E, ancora, analizza i fabbisogni formativi, pianifica i corsi e ne valuta regolarmente l’efficacia.

Differenze tra HSE manager e RSPP

Può sorgere, a questo punto, un dubbio: che differenza c’è tra RSPP e HSE manager? Entrambe, infatti, sono figure che si occupano di salute, sicurezza e di gestione degli aspetti ambientali. In effetti, tra i due profili esistono analogie tali che spesso è facile confonderli. Talora, poi, le due figure coincidono. Sintetizzando, però, possiamo dire che:

Foto: freepik.com

La formazione è necessaria

Fino a poco tempo fa, per il ruolo di HSE manager, non era richiesta una formazione specifica. Spesso questa figura era, di fatto, un’estensione delle competenze del RSPP.
Le cose sono cambiate nel 2018, quando è entrata in vigore la UNI 11720:2018 sulle attività non regolamentate, con riferimento specifico in ambito HSE. La norma ha stabilito i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che gli HSE manager devono avere. Le capacità, sono state definite in conformità a quanto previsto dall’European Qualification Framework (EQF). È il quadro europeo di riferimento che permette il confronto tra i sistemi di qualificazione dei diversi Paesi.
La qualifica può essere raggiunta, di fatto, partendo da qualsiasi titolo di studio posseduto. In funzione del titolo posseduto, tuttavia, viene quantificato il numero di anni di esperienza che concorre al raggiungimento della qualifica. Vincolante è la frequenza di specifici corsi di formazione, con attestazione finale, della durata minima di 400 ore. 

Manager strategico vs manager operativo 

La norma UNI delinea due profili professionali di HSE manager: uno strategico, uno operativo. Questi divergono in funzione del tipo di supporto fornito all’organizzazione. Conosciamoli meglio.

L’HSE manager è, insomma, una figura che guarda costantemente al futuro, ma calata nel presente dell’azienda. Un professionista che non smette mai di imparare, perché deve dare risposte sempre puntuali alle sfide aziendali. Non è un caso che sia previsto un aggiornamento continuo e documentato ogni triennio (minimo 72 ore) per assicurare il mantenimento delle competenze richieste.

Quante scadenze deve rispettare un’azienda (e in particolare quelle di nuova apertura) in ambito salute e sicurezza? Riassumiamo qui di seguito le principali.

Valutazione e prevenzione del rischio

Le figure della sicurezza

Corsi di formazione e aggiornamento

Sorveglianza sanitaria

Estintori

Gli estintori devono essere sottoposti a una manutenzione periodica in base alla loro tipologia:

Impianti elettrici

Gli impianti elettrici vanno sottoposti a verifiche ispettive obbligatorie ogni 2 o 5 anni per ambienti rispettivamente a rischio di incendio alto od ordinario (medio – basso). Le verifiche sono da svolgersi:

Ascensori

Apparecchiature per il sollevamento e in pressione

Le attrezzature per il sollevamento (come carroponti e gru) ed in pressione (come caldaie, compressori e serbatoi) sono a loro volta sottoposte a verifiche periodiche di cui abbiamo già parlato negli articoli linkati qui sopra.

In ogni azienda, come previsto dal Testo Unico su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, devono essere presenti alcune figure il cui compito è quello di dare attuazione alle direttive di legge in materia di sicurezza sul lavoro. Ciascuna di esse è responsabile di fronte alla legge di differenti compiti organizzativi o di controllo, per assolvere correttamente i quali deve essere in possesso di competenze e informazioni. Per questo per ciascuno di loro  è prevista una formazione obbligatoria specifica.

In questo articolo, vi presentiamo queste figure:
• Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)
• Rappresentante lavoratori sicurezza (RLS)
Preposto

RSPP: Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura prevista dal D.Lgs. 81/2008. Il suo compito è quello di organizzare e gestire tutto il sistema afferente alla  e protezione e prevenzione. Per questo deve possedere capacità e requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro. Il ruolo di RSPP può essere svolto da una figura interna o esterna all’azienda nominata dal datore di lavoro, oppure anche da quest’ultimo (previa un’obbligatoria formazione), in determinati tipi di aziende:
• artigiane e industriali fino a 30 addetti;
• agricole e zootecniche fino a10 addetti;
• del settore pesca fino a 20 addetti;
• altre aziende fino a 200 addetti.

RLS: Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è un’altra figura presente in tutte le aziende. I suoi compiti sono consultivo e di controllo sull’applicazione delle misure di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Non ha nessun potere decisionale sulle azioni da intraprendere nonostante debba essere consultato il molte questioni "cruciali" (formazione, valutazione dei rischi). È presente alle verifiche delle autorità competenti ed è sua responsabilità segnalare loro eventuali falle nel sistema di protezione e prevenzione. Anch’egli deve ricevere un’idonea formazione al fine di avere gli strumenti necessari a ricoprire il proprio ruolo.

Preposti

Il preposto sia esso di fatto o di diritto è la figura che deve vigilare sull’attività dei lavoratori per garantire che sia svolta nel rispetto delle misure di salute e sicurezza definite dal datore di lavoro. È responsabile giuridicamente in caso di incidente causato da una prassi scorretta di cui egli era a conoscenza e che egli avrebbe dovuto impedire. Anch’egli deve ricevere un’adeguata formazione per contribuire alla prevenzione dei rischi in azienda. Il mancato assolvimento di quest’obbligo formativo espone al rischio di sanzioni.

Nell’ambito della nostra attività di formazione per lavoratori, da anni svolgiamo corsi rivolti specificamente ai diversi ruoli della sicurezza aziendale. Offriamo inoltre il servizio di RSPP esterno. Per maggiori informazioni visita la sezione dedicata del nostro sito oppure contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Photo: Freepik

AVVISO: il seminario previsto per il 28 marzo è momentaneamente sospeso. Vi comunicheremo la nuova data appena sarà possibile. Ci scusiamo per il disagio.

Siamo lieti di invitarvi al nostro nuovo seminario gratuito saranno sui Sistemi di gestione della  sicurezza sul lavoro (SGSL), in programma per il 28 marzo. Un argomento attualissimo. Dopo la lunga procedura di definizione, infatti, oggi è stata pubblicata la nuova ISO 45001: la norma che sostituirà OHSAS 18001 come standard per gli SGSL.

Argomenti in sintesi

Dove e quando

L’evento gratuito si svolgerà mercoledì 28 marzo 2018, dalle 14 alle 18, nella nostra sede di via dell’Industria 48/c ad Arzignano. Il docente sarà il dott. Luca Tobiola: auditor di terza parte per lo schema 18001. Anche questo seminario (dopo quelli su ISO 9001 e GDPR) è organizzato in collaborazione con Dasa-Rägister.

A chi è rivolto il seminario gratuito

L’incontro su OHSAS 1800 è indirizzato a tutte le figure interessate nell’implementazione di Sistemi di gestione della sicurezza (imprenditori, manager, RSPP). E anche le aziende che hanno già la certificazione: per non perderla, infatti, dovranno aggiornarsi al nuovo standard ISO 45001 entro il 2021.

Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione e, su richiesta, crediti RSPP (il rilascio dei crediti è soggetto al pagamento di una quota di partecipazione).

I vantaggi di un SGSL

L’adozione di un SGSL non solo consente alle aziende un miglioramento di salute e sicurezza, ma permette anche di ottenere concreti benefici che ripagano l’investimento:

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