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Torniamo a parlare di OT23. Si avvicina la scadenza per compilare il modulo per la domanda di accesso ai contributi INAIL OT23 2024¹. Appuntamento fissato il 29 febbraio 2024.
Questa agevolazione premia coloro che attuano miglioramenti nelle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, oltre a quelli già stabiliti dalla legge. Facciamo un recap di tutte le informazioni più importanti in vista della scadenza OT23. 

Come presentare domanda prima della scadenza di OT23 

Tutte le imprese possono presentare la domanda per OT23, indipendentemente dall'anzianità dell’attività. Ciò a condizione che dispongano di almeno una posizione assicurativa territoriale (PAT) e abbiano implementato gli interventi migliorativi nell'anno precedente a quello di presentazione della richiesta.
Nel caso specifico del modello OT23 per il 2024, l’anno di riferimento è il 2023. Per ottenere la riduzione, l’azienda deve compilare e inviare il “Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione” esclusivamente per via telematica, utilizzando la sezione Servizi Online sul sito dell’INAIL. Sia l'azienda, sia l’Istituto hanno il diritto di richiedere o fornire ulteriore documentazione al fine di verificare le informazioni dichiarate nel modulo. Quest’anno, come ricordato in precedenza, la scadenza è fissata il 29 febbraio 2024.

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Di cosa si tratta OT23 e quanto si risparmia

Ogni impresa ha l’obbligo di versare annualmente all'INAIL un premio assicurativo a tutela dei propri dipendenti contro infortuni e malattie professionali. Questo premio è calcolato in base al livello di rischio associato al lavoro svolto all’interno dell'organizzazione.
La normativa prevede agevolazioni mirate a ridurre gli importi dovuti all’INAIL. Per questo, annualmente (di norma, a inizio agosto) viene reso disponibile il modulo di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per la prevenzione. Grazie all'art. 23 delle modalità per l'applicazione delle tariffe dei premi, le imprese possono ottenere un risparmio sul proprio premio assicurativo. Questo beneficio è, però, riservato solo alle aziende che dimostrano di aver adottato degli interventi di miglioramento indicati nel modulo OT23. Nei primi due anni di inizio di attività della PAT (posizione assicurativa territoriale), la riduzione ha una misura fissa dell’8%. Passato il biennio:

L’importanza di queste agevolazioni non si limita al solo aspetto economico, per quanto cruciale. Secondo gli ultimi dati, il Return on Prevention (ROP), cioè il ritorno sull'investimento in sicurezza e prevenzione da malattie e infortuni, è pari a 2.2. In altre parole, ogni euro speso per la salute e la sicurezza sul lavoro genera un valore più che doppio.

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Interventi migliorativi e punteggi 

Ricordiamo che, per ottenere i benefici destinati alle aziende meritevoli, l’INAIL struttura gli interventi in diverse sezioni. Nello specifico:

Ciascun intervento è valutato con un punteggio che varia da un minimo di 40 a un massimo di 100 punti. Affinché un'azienda possa beneficiare della riduzione, è necessario che abbia implementato interventi migliorativi tali da raggiungere un punteggio complessivo di almeno 100. Questo punteggio viene calcolato separatamente per ciascuna posizione assicurativa territoriale (PAT). Nel caso in cui un’impresa ne detenga più di una, è essenziale che gli interventi migliorativi effettuati su tutte le PAT sommino un punteggio minimo di 100.

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Pubblicato il nuovo bando ISI 2023

Intanto, mentre si avvicina la scadenza di OT23, a fine dicembre Inail ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo bando ISI 2023², che sarà attivo a partire dal prossimo mese di febbraio.
L'obiettivo del bando ISI è incentivare la sicurezza sul lavoro e sostenere le micro e piccole imprese nel settore della produzione primaria agricola nell’acquisto di macchinari eco-sostenibili. Rivolto a imprese e enti del terzo settore in tutto il territorio nazionale, il bando prevede diversi assi tematici, ciascuno destinato a finanziare progetti specifici. I finanziamenti a fondo perduto, con un totale di 508 milioni di euro, coprono progetti con valori compresi tra 5.000 e 130.000 euro, a seconda dell’asset tematico. Le imprese devono presentare progetti volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso l'adozione di tecnologie innovative. I finanziamenti sono suddivisi in diversi assi, tra cui:

La partecipazione è aperta a imprese iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Le domande devono essere presentate tramite il sito ufficiale dell'INAIL, seguendo le procedure telematiche che inizieranno nel febbraio 2024.

Siamo a disposizione per assisterti in vista della scadenza di OT23 e nell’adozione di interventi che consentano di raggiungere gli obiettivi per la riduzione del premio INAIL.
Per informazioni contattaci.
Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

NOTE 

¹ Qui è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024 (OT23

² Per saperne di più: Bando ISI Inail 2023

Torniamo a occuparci di OT23. Di recente, infatti, è stata pubblicata dall’INAIL la versione aggiornata del modulo¹, con la relativa guida alla compilazione per inoltrare la domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024. Poche novità rispetto alla versione precedente, limitate alla riformulazione di alcuni specifici interventi. Come abbiamo visto in un precedente articolo, questa agevolazione premia coloro che attuano miglioramenti nelle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, oltre a quelli già stabiliti dalla legge. In questo articolo cerchiamo di rispondere in modo efficace alle domande che possono sorgere alle imprese leggendo il nuovo modello OT23 2024.

Quanto si risparmia?

Tra le conferme del modello OT23 2024, c’è quella relativa alla portata della riduzione del premio INAIL. Nei primi due anni di inizio di attività della PAT (posizione assicurativa territoriale), la riduzione ha una misura fissa dell’8%. Passato questo biennio, la percentuale di riduzione è determinata in relazione al numero dei lavoratori-anno del triennio della stessa PAT. Nel dettaglio:

La riduzione è, comunque, concessa solamente dopo l’accertamento dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente come precisato nella circolare Inail n.61 del 26 giugno 2015². Inoltre, devono essere state osservate tutte le disposizioni in materia di prevenzione infortuni e di salute sul lavoro.

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Come accedere alla riduzione del tasso INAIL

La domanda per il modulo OT23 2024 può essere presentata da tutte le aziende. Questo a prescindere dall’anzianità dell’attività, purché abbia almeno una posizione assicurativa territoriale (PAT) e gli interventi migliorativi siano stati realizzati nell’anno precedente quello di presentazione della domanda. Quindi, nel caso del modello OT23 2024, l’anno di riferimento è il 2023.
Per ottenere la riduzione, l’azienda deve compilare e inviare un’apposita istanza, denominata “Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione” esclusivamente in modalità telematica attraverso la sezione Servizi Online sul sito INAIL, entro il 29 febbraio 2024.
Tanto l’azienda quanto l’INAIL hanno la facoltà di fornire o richiedere ulteriore documentazione per dimostrare quanto dichiarato nel modulo.

LEGGI ANCHE: Investire in sicurezza conviene: un euro ne genera due

Interventi migliorativi OT23 2024: qualche esempio

Nel modulo OT23 2024 è presente una tabella con tutti i miglioramenti che comportano una riduzione del tasso medio per la prevenzione. In particolare, restano 6 le macro sezioni, a loro volta suddivise in micro sezioni più specifiche. Facciamo qualche esempio:

Un altro esempio di intervento migliorativo è l’acquisto o installazione di sistemi di comunicazione per cellulari con dispositivo fisso di chiamata vocale diretta su tutti i veicoli aziendali. Questo intervento può essere eseguito solo da aziende che dispongano di veicoli propri condotti da loro dipendenti.

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Quanti punti vale ogni intervento?

Ogni intervento ha un punteggio che va da un minimo di 40 a un massimo di 100 punti. Per poter accedere alla riduzione, è necessario che l’azienda abbia effettuato degli interventi migliorativi tali che la somma dei punteggi sia pari almeno a 100. Il punteggio, poi, viene calcolato per ogni PAT. Se un’azienda ne possiede di più, per tutte le PAT è necessario aver effettuato interventi migliorativi che diano come punteggio almeno 100.

L’opportunità di adottare un SGSL

Nella tabella INAIL sono presenti, inoltre, interventi contrassegnati dalla lettera P, ovvero con valenza pluriennale. Significa che, in caso di attuazione di interventi pluriennali, bisogna presentare il Modulo OT23 ogni anno per attestare il loro mantenimento e la loro continuità. La riduzione ha validità solo per l’anno in cui viene presentata la domanda.
Tuttavia, è possibile rendere pluriennale la riduzione del premio INAIL. Per esempio, adottando un Sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL). Si tratta, a tutti gli effetti, di una grande opportunità. Non solo per l’allungamento temporale, ma anche e soprattutto per creare un ambiente di lavoro sano e sicuro, prendendo tutte le misure necessarie a prevenire infortuni e incidenti. L’efficacia e la validità prevenzionale dei SGSL è dimostrata da numerose ricerche, che evidenziano riduzioni rilevanti nella gravità e nella frequenza degli infortuni all’interno delle aziende che li hanno adottati.

Siamo a disposizione per assisterti nell’adozione di interventi che permettano di raggiungere gli obiettivi di OT23 2024, massimizzando il beneficio economico dell’incentivo.
Per saperne di più, contattaci.
Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

NOTE

¹ Qui è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024 (OT23)
² Per saperne di più: Circolare Inail n. 61 del 26 giugno 2015 
³ Per approfondire: Decreto Legislativo 17/2010

Torniamo a occuparci di OT23. Si tratta, come noto, di un’agevolazione che premia chi mette in atto interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Oltre, naturalmente a quelli già previsti dalla normativa vigente. Parliamo, nello specifico, del nuovo Modello OT23 per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per il 2023. Lo scorso agosto, infatti, l’Inail ha pubblicato il nuovo modello OT23 2023¹. Gli interventi previsti sono sostanzialmente quelli già previsti dal modello per il 2022. Tuttavia, qualche novità c’è: andiamo allora a scoprirle.

Modello OT23: di cosa si tratta?

Ogni azienda è tenuta a versare all’Inail un premio assicurativo annuale in favore dei propri dipendenti contro gli infortuni e le malattie professionali. Si tratta di un premio calcolato considerando il livello di rischio dei lavoratori all’interno dell’organizzazione. Tuttavia, la normativa riconosce un sistema di agevolazioni finalizzate a ridurre le somme dovute all’Istituto.
Ogni anno, dai primi di agosto, è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per la prevenzione. Grazie a quanto previsto dall’art. 23 delle modalità per l’applicazione delle tariffe dei premi, le aziende possono risparmiare sul proprio premio assicurativo. Un vantaggio riservato, però, solo alle imprese che avranno dimostrato di aver intrapreso gli interventi di miglioramento previsti dal mod. OT23. Nel dettaglio, gli incentivi consentono una riduzione del tasso medio di tariffa dal 10% al 28%, a seconda che le imprese abbiamo più di 50 o meno di 10 dipendenti.
Si tratta, dunque, di agevolazioni degne di nota. Specie in un periodo, come quello attuale, in cui le aziende devono fare i conti con il caro energia. Non c’è, tuttavia, solo la sfera economica, comunque importante. Il ROP (return on prevention), ovvero il ritorno dell’investire in sicurezza e prevenzione da malattie e infortuni è pari a 2.2. Ovvero, ogni euro speso in SSL genera un valore più che doppio. Ne parlavamo in questo nostro articolo del 2018, recentemente ripreso da Econopoly, blog del Sole 24 Ore².

OT23
Fonte: www.inail.it

Le novità introdotte…

L’opportunità, insomma, c’è per le aziende. Naturalmente, a patto che vengano osservate tutte le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione e salute sul lavoro. Sostanzialmente, gli interventi previsti dall’OT23 sono quelli già presenti negli anni precedenti. A eccezione, come anticipato, di alcune importanti novità. Partendo dalla prevenzione degli infortuni mortali, il cui punteggio agli interventi A-1.2 e A-1.4 è passato da 50 a 70 punti. Una decisione che, data la crescita degli incidenti mortali degli ultimi anni, sottolinea la volontà dell’Inail di incentivare maggiormente tali interventi. I cambiamenti interessano anche la riformulazione dell’intervento B1 della sezione prevenzione del rischio stradale. Per i veicoli con massa superiore a 35 quintali destinati al trasporto di merci e quelli destinati al trasporto di più di nove persone, infatti, la prova pratica potrà essere effettuata anche con simulatori di guida.

LEGGI ANCHE: Da OT24 a OT23: ecco cosa cambia

… e i cambiamenti in vista

Rispetto il modello OT23 dello scorso anno, per il 2023 viene inserito anche l’intervento E-19. L’azienda interessata, infatti, deve aver adottato un modello organizzativo e gestionale di cui all’art. 30 del D.lgs. 81/08, definito in conformità alla norma UNI 11857-1. Le novità non terminano qui. La riduzione del tasso medio di tariffa prevede, inoltre:

Infine, il modello Inail OT23 prevede la riformulazione dell’intervento F2, previsto per aziende per le quali non è obbligatoria l’adozione di un defibrillatore.

Interventi e punteggi ammessi

Ricordiamo che, ai fini della concessione dei benefici per le aziende meritevoli, l’Inail articola gli interventi nelle sezioni:

A ogni intervento è attribuito un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa, quindi, è necessario aver effettuato interventi tali per cui la somma dei loro punteggi sia almeno 100.

LEGGI ANCHE: OT23 2021: un SGSL per ottenere l’incentivo Inail

Attenzione alla scadenza OT23

L’OT23 rappresenta, dunque, un premio, un’opportunità, un investimento strategico. Del resto ce n’è bisogno: in fatto di SSL bisogna lavorare a livello culturale ma anche a livello strutturale e questi incentivi danno il loro contributo. Come fare, dunque, per poter usufruire di tali agevolazioni? Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare l’apposita domanda e la documentazione richiesta dall’Inail³, esclusivamente online entro il 28 febbraio 2023. La domanda può essere presentata a prescindere dall’anzianità dell’attività. A patto, però, che gli interventi migliorativi siano stati realizzati nell’anno precedente quello di presentazione della domanda.

NOTE

¹ Per approfondire: Modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2023 (OT23)

² Scopri di più: Salute e sicurezza sul lavoro: ogni euro investito ne genera due

³ Domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione, guida alla compilazione - anno 2023

Un rischio in conceria, ma non solo. Abbiamo spesso nominato gli “spazi confinati”, evidenziando alcuni dei rischi che si possono incontrare all’interno di essi. Ma di cosa si tratta con esattezza? Lo vediamo insieme in questo articolo, approfondendo i principali pericoli connessi e cosa dice la legislazione in merito.

Cosa sono gli spazi confinati

L’ambiente confinato, come suggerisce il nome, è un ​​luogo totalmente o parzialmente chiuso, con poche aperture di accesso e una ventilazione naturale sfavorevole. Ciò, tuttavia, non basta a definire uno spazio come confinato. Questo, infatti, deve rispondere a certe caratteristiche. Non deve, ad esempio, essere stato progettato e costruito per essere occupato in permanenza da persone, né destinato a esserlo. All’occasione, però, può essere occupato in forma temporanea per l’esecuzione di interventi come:

Rientrano nella categoria degli spazi confinati: vasche, canalizzazioni, tubazioni, serbatoi, recipienti, silos. Ma anche pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie, caldaie e simili. A dirlo è il D.Lgs. 81 del 2008.

I principali rischi

È proprio il Testo Unico sulla sicurezza a prevedere, in una sua appendice, un elenco esemplificativo dei possibili fattori di rischio in ambienti confinati, con le cause potenziali. I fattori di rischio negli ambienti chiusi sono molteplici e vanno dall’esplosione all’incendio, dall’intossicazione alla caduta. Ma possono esserci anche:

Vi sono, poi, il rischio biologico e quello chimico. In questo senso, uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dalla possibile formazione di gas nocivi, primo fra tutti l’idrogeno solforato.

Cosa dice la legislazione italiana

Di spazi confinati non parla solo il D.Lgs. 81/2008. È anche il tema attorno a cui ruota il Dpr 177/11. All’articolo 2 si dice che negli spazi confinati le attività possono essere svolte unicamente da imprese o da lavoratori autonomi qualificati. Questi devono possedere specifici requisiti elencati nel decreto stesso. Il datore di lavoro committente deve informare tutti i lavoratori che andranno a operare in ambienti confinati o sospetti di inquinamento su:

Valutazione del rischio e spazi confinati: gli obblighi del datore di lavoro

Tra i diversi obblighi del datore di lavoro vi è quello di fare una precisa e puntuale valutazione di tutti i rischi. A seguito della quale va elaborato il documento di valutazione del rischio (DVR). Tra i rischi da valutare rientrano anche quelli legati agli spazi confinati. Questi, infatti, non sempre sono chiaramente identificabili come tali. È il caso, ad esempio, di vasche interrate e serbatoi pensili per l’acqua potabile. Nel DVR devono essere riportati sia i lavori in ambienti confinati sia i possibili pericoli riscontrabili in tali luoghi. Nel documento di valutazione del rischio va, inoltre, precisato che si sono prese tutte le misure possibili per eliminare il rischio alla fonte. Come, ad esempio, modalità di lavoro alternative all’ingresso in ambienti o spazi confinati.

Ambienti confinati e OT23

È importante, dunque, approfondire il rischio connesso all’attività in spazi confinati. Il datore di lavoro deve individuare, mappare e valutare il rischio per ciascun ambiente confinato. Del tema si occupa anche il modello OT23. Alle aziende viene riconosciuto un punteggio, se queste adottano misure di prevenzione negli ambienti confinati e sospetti di inquinamento.

OT23, lo ricordiamo, è l’agevolazione che ha preso il posto, ormai da qualche anno, di OT24. Con questo incentivo, le aziende ottengono dall’Inail uno sconto sul tasso medio applicato, che varia dal 5 al 28% in ragione della dimensione aziendale. Tuttavia, per potervi accedere, è necessario dimostrare di aver eseguito investimenti in materia di salute e sicurezza. Tra gli interventi ammessi per il raggiungimento dei 100 punti necessari all’accesso all’incentivo, ci sono anche quelli relativi agli spazi confinati. Più precisamente, questi si trovano nella categoria A-1: Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento. Gli investimenti in materia di ambienti confinati, in particolare, contribuiscono da un minimo di 50 a un massimo di 80 punti.

OT23: cosa fare per accedere all’incentivo

Nel paragrafo precedente abbiamo analizzato come l’incentivo OT23 tratta gli ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento. Più nello specifico si attribuiscono:

I punti A-1.3 e A-1.4 del modello di domanda di riduzione del tasso Inail necessitano di una valutazione preliminare del rischio ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento. Questo per capire i corretti sistemi per un lavoro sicuro e per fare la formazione necessaria.

Siamo al tuo fianco per supportarti su questo tema: scopri il nostro corso locali confinati.

Foto in evidenza: freepik.com

Colpisce spesso senza preavviso e può capitare a chiunque: età, sesso e condizioni fisiche non contano. Parliamo dell’arresto cardiaco. Mai come in questo caso, sapere cosa fare è essenziale: in gioco, del resto, c’è una vita. La buona notizia è che la vita in questione si può salvare: bisogna, però, intervenire subito. In caso di arresto cardiaco, le chance di sopravvivere si riducono, infatti, del 10% al trascorrere di ogni minuto. E solo attraverso le corrette manovre di rianimazione cardio polmonare e l’utilizzo di un defibrillatore si riesce ad aumentare (realmente), addirittura triplicare le possibilità di sopravvivenza. I DAE sono sempre più diffusi nelle nostre città. Ma che cos’è un DAE e cosa prevede la legge in Italia? Ne parliamo in questo articolo, scoprendo perché è utile avere un defibrillatore in azienda e cosa bisogna sapere in materia.

DAE, questo (s)conosciuto

L’acronimo DAE sta per “defibrillatore (semi)automatico esterno”. Si tratta di un dispositivo di dimensioni contenute che effettua la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore. Dà, insomma, una scossa. Per meglio dire, eroga (se necessario e possibile) una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In Italia si sta gradualmente diffondendo la presenza e la cultura del DAE: resta, però, ancora molto da fare. L'aspetto essenziale da sottolineare è che il defibrillatore semiautomatico è facile da usare. A seconda dei modelli presenta solo uno o due tasti, molti meno di un qualsiasi elettrodomestico. Ma può fare davvero la differenza e salvare una vita. Non “fa tutto lui”, ma guida al meglio e in modo semplice chi lo sta utilizzando. Determina, per esempio, da solo se è necessaria o meno una scarica e seleziona il livello di energia necessario.

Cosa prevede la legge

Abbiamo detto che nel nostro Paese si sta gradualmente diffondendo la presenza e la cultura del DAE. Per quanto riguarda l’obbligo della presenza di un defibrillatore, però, resta ancora un po’ di confusione. Proviamo a fare chiarezza.

Con la Legge n.120 del 3 aprile 2001, l’uso del DAE è stato esteso anche al personale non sanitario. I cosiddetti “operatori laici” devono, però, aver ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio polmonare.

Il Testo Unico sulla sicurezza non rende obbligatorio per le aziende dotarsi di DAE, ma prevede comunque l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso. Ribadendo, così, l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato.

È il Decreto Ministeriale del 18 Marzo 2011, invece, a determinare i criteri e le modalità di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni. Questa deve essere capillare e strategica in modo tale da riuscire a fornire la defibrillazione entro cinque minuti dall'arresto cardiaco. Tra le aree indicate per il posizionamento di un DAE, vi sono anche le strutture industriali.

Il Decreto Balduzzi, nel 2013, ha reso obbligatoria la presenza del defibrillatore, tra le altre, in società sportive e dilettantistiche e palestre. 

Defibrillatore in azienda: non è obbligatorio, ma...

La legislazione italiana non prevede per le aziende l’obbligatorietà di dotarsi di un DAE. Ci si limita, al più, a suggerirne l’installazione. Del resto, circa il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. E possono colpire anche soggetti senza una patologia cardiaca nota. La presenza di un defibrillatore in azienda permette di alzare la probabilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco dal 5% a oltre il 50%. Avere un defibrillatore negli spazi aziendali è importante anche per la presenza di fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari. Tra queste:

Ok, installo un DAE: cosa devo sapere?

Nessun obbligo, dunque, a oggi per le aziende di dotarsi di un DAE. Potremmo parlare, piuttosto, di una scelta responsabile e un’opportunità. Tutto passa da un’accurata valutazione delle caratteristiche aziendali. Tra i fattori da considerare:

In generale, i DAE dovrebbero essere percepiti come indispensabili all’interno di un’azienda tanto quanto i sistemi antincendio.
Va tenuto conto, però, che la presenza di un DAE in azienda comporta diversi obblighi. A tal proposito, i già citati Decreti del 2011 e del 2013 precisano che:

* L'articolo 6 del Disegno di legge 1441 Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici rende obbligatoria la registrazione dei defibrillatori alle centrali operative del sistema di emergenza sanitaria 118.

Ci sono anche gli incentivi

Una spinta alla scelta di installare in azienda un DAE è data anche dagli incentivi economici. Con il modello OT23, in particolare, le aziende che abbiano effettuato interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro possono richiedere all’Inail la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione. Per accedere a tale riduzione, è necessario aver effettuato interventi nell’anno precedente a quello della richiesta. Viene in seguito attribuito un punteggio: per accedere alla riduzione del premio Inail è necessario arrivare a un punteggio pari a 100. Il DAE, in tal senso, dà un contributo significativo. L’adozione di un defibrillatore e la specifica formazione (corso BLSD) del personale addetto al suo utilizzo permettono di acquisire 40 punti.

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Sei un’azienda e hai eseguito nel 2019 interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro? L'Inail ti premia con uno "sconto" sul premio Inail del 2020. Un incentivo denominato "oscillazione per prevenzione" che può arrivare fino al 28%, a prescindere dal costo degli interventi. Questo è OT24. O meglio: era. Da quest’anno, infatti il modulo OT24 viene sostituito da uno nuovo: OT23. Non ci sono variazioni di rilievo sulle modalità di richiesta del contributo. Il modulo di domanda, presentabile entro il 29 febbraio 2020, è reperibile sul sito dell’Inail e qui potete trovare la comoda guida alla compilazione.

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La revisione dei premi Inail

Dopo quasi 20 anni dall’ultima revisione, le tariffe dei premi INAIL 2019 per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali sono state aggiornate. Inoltre, sono state ridotte per una media del 32% rispetto alla tariffa piena.

Le modifiche, tuttavia, hanno anche altre conseguenze. Alcune aziende virtuose che disponevano di un tasso INAL già basso per non aver avuto infortuni o malattie professionali da molti anni, possono trovarsi a pagare un premio superiore. Per questo, può essere utile il ricorso a incentivi come OT23.

Cosa cambia nell’OT23

Il modello OT23, come il suo predecessore, riguarda lo sconto dei premi assicurativi per interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro adottati dalle imprese assicurate in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente. Per accedere all’incentivo occorre raggiungere la quota di 100 in base ai punteggi che l’Inail assegna a ogni intervento ammesso. Rispetto a OT24, OT23 introduce poche novità. Eccone un paio:

Gli interventi ammessi

Le azioni e i miglioramenti considerati validi per ottenere il beneficio richiesto sono articolate in 5 sezioni:

Novità fra gli interventi ammessi

OT23: da guardare con attenzione

Siamo a disposizione per assistervi nell’adozione di interventi che vi permettono di raggiungere gli obiettivi di OT23 massimizzando il beneficio economico dell’incentivo. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

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