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Dal 21 ottobre il Codice di prevenzione incendi subirà delle modifiche che andranno a interessare le aziende. Anche alla luce dell’incidente della fabbrica di vernici di Brendola avvenuto a inizio luglio, è una buona occasione per tutti per fare un controllo delle proprie misure di sicurezza anti incendio.

Per facilitare il lavoro di individuazione delle criticità, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha reso disponibile una check list. Analizziamola nel dettaglio e capiamo come utilizzarla.

La check list

Il documento diffuso dai Vigili del Fuoco sulla sicurezza anti incendio serve per individuare gli elementi significativi per la sicurezza di tutte le persone nei luoghi di lavoro. In particolar modo per le persone con disabilità. Questa lista di controllo non pretende di essere esaustiva, in quanto ogni realtà aziendale presenta criticità particolari. Per una completa valutazione del rischio e la stesura di un piano d'emergenza è, quindi, necessario affidarsi a dei professionisti. Le domande sono divise in modo da ripercorrere il percorso da quando si sente l’allarme a quando si raggiunge un luogo sicuro. Le risposte possibili sono tre:

Percezione dell’allarme incendio

La check list inizia con una serie di domande sulla percezione dell’allarme. Questo è un punto fondamentale in quanto permette di ridurre i tempi di risposta al pericolo. L’allarme deve essere dato in modo da coinvolgere più sensi. In questo modo, ad esempio, anche le persone non udenti possono percepire il pericolo.

Orientamento durante l’evacuazione

In seguito, la check list si sofferma su l'evacuazione e sulla segnaletica che guida verso la salvezza. La segnalazione di vie di fuga e di uscite di sicurezza deve essere necessariamente inclusa tra le misure necessarie in caso di incendio, tenendo conto anche di persone  con disabilità sensoriale.

È ampiamente comprovato, del resto, che anche i normodotati, in caso di incendio traggono beneficio da un sistema di segnalazione pensato con tali caratteristiche. Ad esempio nei casi in cui il fumo provoca una riduzione della visibilità.

In questa area di valutazione rientrano anche gli aspetti legati all’informazione e alla formazione del lavoratore sul comportamento da tenere in caso di incendio, con particolare riferimento alle prove di evacuazione.

Mobilità negli spazi interni

Questa sezione della check list va dall’abbandono della postazione di lavoro al raggiungimento del luogo sicuro. Sono inclusi sia la percorrenza di spazi interni (mobilità orizzontale e verticale), sia il transito attraverso le porte interne quelle che portano all’esterno. La struttura deve essere fatta in modo che le persone con disabilità riescano a raggiungere i punti sicuri autonomamente. Ciò dipende sia da fattori ambientali e dalle singole persone presenti. Questa sezione si suddivide in diverse aree:

Siamo a disposizione per la valutazione del rischio incendi nella vostra azienda, per la verifica della conformità normativa delle dotazioni e per individuare opportune misure necessarie a prevenire il pericolo di roghi (o delle sanzioni per il mancato rispetto della norma). Da anni, inoltre, organizziamo corsi di formazione obbligatoria per il personale aziendale. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Manca una settimana all'entrata in vigore di GDPR, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali: un tema al quale abbiamo dedicato numerosi articoli su questo blog. GDPR in pratica impone a tutte le aziende di adeguare le proprie procedure di raccolta, utilizzo e conservazione di qualunque dato riferito a persone, compresi clienti, fornitori e dipendenti. La scadenza è vicina, le sanzioni salate, ma la confusione sull'applicazione delle norme è ancora tanta. In questo post prendiamo alcuni casi concreti di trattamento dei dati comuni alla maggior parte delle aziende e individuiamo le disposizioni previste da GDPR.

Cliccando qui potrete scaricare inoltre una check list con cui verificare se siete pronti a GDPR.

Adempimenti che richiedono il trattamento di dati

Trattamento di dati di clienti e/o fornitori per adempiere ad un obbligo contrattuale o fornire una prestazione di beni/servizi (ragione sociale, generalità e recapiti, codice fiscale e/o partita Iva, estremi bancari, ecc.).
Tali trattamenti sono necessari per la definizione dell'accordo contrattuale e per la sua successiva attuazione. Pertanto occorre informare il cliente, ma non è richiesto il suo consenso. (Tranne nel caso in cui siano conferiti dati "sensibili", p. es. relativi alla salute). In caso di rifiuto a conferire i dati personali, tutti o alcuni servizi non potranno essere forniti.

Trattamento di dati per adempiere ai vigenti obblighi amministrativi, contabili e fiscali (generalità e recapiti, codice fiscale e/o partita Iva. estremi bancari, ecc.).
Occorre informare il cliente, ma per tali finalità il trattamento è effettuato senza necessità di acquisirne il consenso. Occorre inoltre informarlo che alcuni dati vengono comunicati a terzi in adempimento ad obblighi di legge (p.es. lo spesometro). In caso di rifiuto a conferire i dati personali, i servizi  non potranno essere forniti.

Newsletter e altre forme di marketing

Trattamento di dati dei clienti effettuato per inviare newsletter messaggi promozionali e pubblicità in genere (mail, numero di cellulare, ecc...).
Per tale finalità il cliente deve esprimere il consenso al trattamento, revocabile in qualsiasi momento. L'azienda deve stabilire un termine massimo per la conservazione di tali dati da riportare nell'informativa.

Censimento delle banche dati

Per mettere GDPR in pratica vi consigliamo di censire tutte le banche dati aziendali in cui sono registrati dipendenti, clienti e fornitori. A partire da quelle che possono apparire più scontate. Tra queste Home banking, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Enasarco qualora ci si avvalga di agenti, CONAI, Camera di commercio e Associazioni di Categoria. Vanno considerati anche i dati inseriti nei software in uso. Ivi compresi programmi per posta elettronica, software utilizzati direttamente su browser, gestionali e CRM, software per la gestione del magazzino e la fatturazione...

GDPR in pratica: misure di sicurezza

Le misure di sicurezza da adottare devono essere individuate dal titolare del trattamento. Tali misure, tecniche e organizzative, vengono assunte in rapporto ai rischi individuati in fase di analisi. Devono garantire, in modo dimostrabile, che il trattamento è effettuato conformemente al Regolamento europeo. Questo tenuto conto della natura, dell'ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento. Nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Buone prassi per il trattamento dei dati

Dopo il 25 maggio non sussisteranno più obblighi generalizzati di adozione di misure minime di sicurezza (vedi alleg. B del Codice della privacy). Tuttavia è corretto presumere che saranno consigliate come buone prassi e, che siano da mantenere. È consigliato inoltre censire tutte le dotazioni in uso, verificare frequenza e effettivo funzionamento dei backup, firewall, antivirus.

Siamo a disposizione per offrirvi tutta la consulenza necessaria a mettere in regola la vostra azienda dal punto di vista della tutela dei dati e della privacy in vista della scadenza del 25 maggio 2018. Per qualsiasi informazione, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

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