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Torniamo a parlare di OT23. Si avvicina la scadenza per compilare il modulo per la domanda di accesso ai contributi INAIL OT23 2024¹. Appuntamento fissato il 29 febbraio 2024.
Questa agevolazione premia coloro che attuano miglioramenti nelle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, oltre a quelli già stabiliti dalla legge. Facciamo un recap di tutte le informazioni più importanti in vista della scadenza OT23. 

Come presentare domanda prima della scadenza di OT23 

Tutte le imprese possono presentare la domanda per OT23, indipendentemente dall'anzianità dell’attività. Ciò a condizione che dispongano di almeno una posizione assicurativa territoriale (PAT) e abbiano implementato gli interventi migliorativi nell'anno precedente a quello di presentazione della richiesta.
Nel caso specifico del modello OT23 per il 2024, l’anno di riferimento è il 2023. Per ottenere la riduzione, l’azienda deve compilare e inviare il “Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione” esclusivamente per via telematica, utilizzando la sezione Servizi Online sul sito dell’INAIL. Sia l'azienda, sia l’Istituto hanno il diritto di richiedere o fornire ulteriore documentazione al fine di verificare le informazioni dichiarate nel modulo. Quest’anno, come ricordato in precedenza, la scadenza è fissata il 29 febbraio 2024.

LEGGI ANCHE: Quanto posso risparmiare con il modello OT23 2024?

Di cosa si tratta OT23 e quanto si risparmia

Ogni impresa ha l’obbligo di versare annualmente all'INAIL un premio assicurativo a tutela dei propri dipendenti contro infortuni e malattie professionali. Questo premio è calcolato in base al livello di rischio associato al lavoro svolto all’interno dell'organizzazione.
La normativa prevede agevolazioni mirate a ridurre gli importi dovuti all’INAIL. Per questo, annualmente (di norma, a inizio agosto) viene reso disponibile il modulo di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per la prevenzione. Grazie all'art. 23 delle modalità per l'applicazione delle tariffe dei premi, le imprese possono ottenere un risparmio sul proprio premio assicurativo. Questo beneficio è, però, riservato solo alle aziende che dimostrano di aver adottato degli interventi di miglioramento indicati nel modulo OT23. Nei primi due anni di inizio di attività della PAT (posizione assicurativa territoriale), la riduzione ha una misura fissa dell’8%. Passato il biennio:

L’importanza di queste agevolazioni non si limita al solo aspetto economico, per quanto cruciale. Secondo gli ultimi dati, il Return on Prevention (ROP), cioè il ritorno sull'investimento in sicurezza e prevenzione da malattie e infortuni, è pari a 2.2. In altre parole, ogni euro speso per la salute e la sicurezza sul lavoro genera un valore più che doppio.

LEGGI ANCHE: Investire in sicurezza conviene: un euro ne genera due 

Interventi migliorativi e punteggi 

Ricordiamo che, per ottenere i benefici destinati alle aziende meritevoli, l’INAIL struttura gli interventi in diverse sezioni. Nello specifico:

Ciascun intervento è valutato con un punteggio che varia da un minimo di 40 a un massimo di 100 punti. Affinché un'azienda possa beneficiare della riduzione, è necessario che abbia implementato interventi migliorativi tali da raggiungere un punteggio complessivo di almeno 100. Questo punteggio viene calcolato separatamente per ciascuna posizione assicurativa territoriale (PAT). Nel caso in cui un’impresa ne detenga più di una, è essenziale che gli interventi migliorativi effettuati su tutte le PAT sommino un punteggio minimo di 100.

LEGGI ANCHE: Prevenzione sul lavoro: che cos’è e come si attua concretamente in azienda 

Pubblicato il nuovo bando ISI 2023

Intanto, mentre si avvicina la scadenza di OT23, a fine dicembre Inail ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo bando ISI 2023², che sarà attivo a partire dal prossimo mese di febbraio.
L'obiettivo del bando ISI è incentivare la sicurezza sul lavoro e sostenere le micro e piccole imprese nel settore della produzione primaria agricola nell’acquisto di macchinari eco-sostenibili. Rivolto a imprese e enti del terzo settore in tutto il territorio nazionale, il bando prevede diversi assi tematici, ciascuno destinato a finanziare progetti specifici. I finanziamenti a fondo perduto, con un totale di 508 milioni di euro, coprono progetti con valori compresi tra 5.000 e 130.000 euro, a seconda dell’asset tematico. Le imprese devono presentare progetti volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso l'adozione di tecnologie innovative. I finanziamenti sono suddivisi in diversi assi, tra cui:

La partecipazione è aperta a imprese iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Le domande devono essere presentate tramite il sito ufficiale dell'INAIL, seguendo le procedure telematiche che inizieranno nel febbraio 2024.

Siamo a disposizione per assisterti in vista della scadenza di OT23 e nell’adozione di interventi che consentano di raggiungere gli obiettivi per la riduzione del premio INAIL.
Per informazioni contattaci.
Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

NOTE 

¹ Qui è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024 (OT23

² Per saperne di più: Bando ISI Inail 2023

C’è, ma non si vede. Il rischio chimico riguarda da vicino tutte le aziende che utilizzano sostanze potenzialmente pericolose per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Si tratta di una delle fonti di pericolo più diffuse. Contrariamente a quanto si pensi, non s’insidia soltanto in aziende chimiche e laboratori, ma coinvolge un’ampia gamma di industrie e settori.
Non a caso, il D.Lgs. 81/2008, dedica ampio spazio alla valutazione del rischio chimico. Chiarendo, tra l’altro, obblighi del datore di lavoro e misure per la prevenzione e per la protezione dei lavoratori. Per agevolare il processo di valutazione, il team di e_labo ha messo appunto una soluzione specifica che raccoglie i dati delle schede di sicurezza dei prodotti. Si chiama “Gestione prodotti e schede di sicurezza”: scopriamo come funziona.

Valutazione del rischio chimico per la sicurezza dei lavoratori

La valutazione del rischio chimico è una componente imprescindibile per la sicurezza sul lavoro. Tanto da rendere obbligatorie specifiche misure di prevenzione e protezione dei lavoratori. In questo ambito, il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro si integra con i regolamenti europei:

Quest’ultimo, in particolare, prevede che i produttori di sostanze chimiche pericolose provvedano all'identificazione dei rischi fornendo agli utilizzatori finali le informazioni necessarie all’uso del prodotto. Un prodotto classificato come pericoloso deve essere sempre accompagnato dalla relativa scheda di sicurezza. Il Safety Data Sheet (SDS) è uno strumento fondamentale per la valutazione del rischio chimico, poiché fornisce le informazioni connesse all'uso, allo stoccaggio e all’esposizione alla sostanza. 

LEGGI ANCHE: SDS: cosa cambia da gennaio 2023

Gestione prodotti e schede di sicurezza: il software per il rischio chimico

Conoscere le caratteristiche di pericolosità delle sostanze chimiche, così come la capacità di leggere etichette e schede di sicurezza, sono elementi cruciali per limitare i rischi dovuti all’esposizione a sostanze pericolose.
È partendo da questo assunto che il nostro team di ricerca e sviluppo ha realizzato “Gestione prodotti e Schede Di Sicurezza". Si tratta di un software per la valutazione del rischio chimico che si basa su un semplice form, creato con Excel. Lo scopo principale è raccogliere dati provenienti dalle schede di sicurezza dei prodotti chimici. Restituendo un elenco di tutte le proprietà specifiche di ogni prodotto, il programma consente di avere una visione globale ma di dettaglio dei rischi introdotti dall’azienda all’interno del ciclo di produzione. È, infatti, possibile capire nell’immediato se sono presenti sostanze pericolose come, per esempio, quelle estremamente preoccupanti (SVHC) nonché quelle cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. In questo senso, più il software viene aggiornato con i prodotti chimici presenti in azienda, più la valutazione del rischio chimico sarà precisa.

LEGGI ANCHE: Scenari di esposizione e valutazione del rischio chimico

Principali funzioni e vantaggi per le aziende

Il software e_labo per la valutazione del rischio chimico è applicabile ed è già utilizzato in svariati ambiti e settori, dall’industria conciaria a quella metalmeccanica. Più ampiamente, dà il suo contributo in tutte le realtà che fanno utilizzo di prodotti chimici. Nei campi dell'industria tessile e di quella conciaria, per esempio, aiuta l'azienda a tenere sotto controllo i livelli di conformità di ogni prodotto. Tra le funzioni offerte spicca, inoltre, la possibilità di controllare:

Oltre a fornire una visione generale di tutte le caratteristiche dei prodotti presenti in azienda, il programma consente alle imprese di essere sempre al passo con normative e protocolli vigenti. Ciò è possibile grazie all’aggiornamento costante del database da parte degli sviluppatori di e_labo. L’applicativo è di facile utilizzo: non sono, infatti, necessari particolari programmi per implementare il servizio in azienda; bastano pc con sistema operativo Windows 8 o superiori e Microsoft Excel. 

Vuoi saperne di più?
Scrivici per ricevere più informazioni su “Gestione prodotti e schede di sicurezza”
o per prenotare una prova gratuita
del nostro software per la valutazione del rischio chimico presso la tua azienda.

NOTE

¹ Per approfondire: Il regolamento Reach in breve, INAIL
² CLP - Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele, Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Torniamo a occuparci di OT23. Di recente, infatti, è stata pubblicata dall’INAIL la versione aggiornata del modulo¹, con la relativa guida alla compilazione per inoltrare la domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024. Poche novità rispetto alla versione precedente, limitate alla riformulazione di alcuni specifici interventi. Come abbiamo visto in un precedente articolo, questa agevolazione premia coloro che attuano miglioramenti nelle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, oltre a quelli già stabiliti dalla legge. In questo articolo cerchiamo di rispondere in modo efficace alle domande che possono sorgere alle imprese leggendo il nuovo modello OT23 2024.

Quanto si risparmia?

Tra le conferme del modello OT23 2024, c’è quella relativa alla portata della riduzione del premio INAIL. Nei primi due anni di inizio di attività della PAT (posizione assicurativa territoriale), la riduzione ha una misura fissa dell’8%. Passato questo biennio, la percentuale di riduzione è determinata in relazione al numero dei lavoratori-anno del triennio della stessa PAT. Nel dettaglio:

La riduzione è, comunque, concessa solamente dopo l’accertamento dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente come precisato nella circolare Inail n.61 del 26 giugno 2015². Inoltre, devono essere state osservate tutte le disposizioni in materia di prevenzione infortuni e di salute sul lavoro.

LEGGI ANCHE: Il puzzle della sicurezza sul lavoro: normative e adempimenti

Come accedere alla riduzione del tasso INAIL

La domanda per il modulo OT23 2024 può essere presentata da tutte le aziende. Questo a prescindere dall’anzianità dell’attività, purché abbia almeno una posizione assicurativa territoriale (PAT) e gli interventi migliorativi siano stati realizzati nell’anno precedente quello di presentazione della domanda. Quindi, nel caso del modello OT23 2024, l’anno di riferimento è il 2023.
Per ottenere la riduzione, l’azienda deve compilare e inviare un’apposita istanza, denominata “Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione” esclusivamente in modalità telematica attraverso la sezione Servizi Online sul sito INAIL, entro il 29 febbraio 2024.
Tanto l’azienda quanto l’INAIL hanno la facoltà di fornire o richiedere ulteriore documentazione per dimostrare quanto dichiarato nel modulo.

LEGGI ANCHE: Investire in sicurezza conviene: un euro ne genera due

Interventi migliorativi OT23 2024: qualche esempio

Nel modulo OT23 2024 è presente una tabella con tutti i miglioramenti che comportano una riduzione del tasso medio per la prevenzione. In particolare, restano 6 le macro sezioni, a loro volta suddivise in micro sezioni più specifiche. Facciamo qualche esempio:

Un altro esempio di intervento migliorativo è l’acquisto o installazione di sistemi di comunicazione per cellulari con dispositivo fisso di chiamata vocale diretta su tutti i veicoli aziendali. Questo intervento può essere eseguito solo da aziende che dispongano di veicoli propri condotti da loro dipendenti.

LEGGI ANCHE: Il DAE in azienda: tra obblighi, suggerimenti e buon senso

Quanti punti vale ogni intervento?

Ogni intervento ha un punteggio che va da un minimo di 40 a un massimo di 100 punti. Per poter accedere alla riduzione, è necessario che l’azienda abbia effettuato degli interventi migliorativi tali che la somma dei punteggi sia pari almeno a 100. Il punteggio, poi, viene calcolato per ogni PAT. Se un’azienda ne possiede di più, per tutte le PAT è necessario aver effettuato interventi migliorativi che diano come punteggio almeno 100.

L’opportunità di adottare un SGSL

Nella tabella INAIL sono presenti, inoltre, interventi contrassegnati dalla lettera P, ovvero con valenza pluriennale. Significa che, in caso di attuazione di interventi pluriennali, bisogna presentare il Modulo OT23 ogni anno per attestare il loro mantenimento e la loro continuità. La riduzione ha validità solo per l’anno in cui viene presentata la domanda.
Tuttavia, è possibile rendere pluriennale la riduzione del premio INAIL. Per esempio, adottando un Sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL). Si tratta, a tutti gli effetti, di una grande opportunità. Non solo per l’allungamento temporale, ma anche e soprattutto per creare un ambiente di lavoro sano e sicuro, prendendo tutte le misure necessarie a prevenire infortuni e incidenti. L’efficacia e la validità prevenzionale dei SGSL è dimostrata da numerose ricerche, che evidenziano riduzioni rilevanti nella gravità e nella frequenza degli infortuni all’interno delle aziende che li hanno adottati.

Siamo a disposizione per assisterti nell’adozione di interventi che permettano di raggiungere gli obiettivi di OT23 2024, massimizzando il beneficio economico dell’incentivo.
Per saperne di più, contattaci.
Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

NOTE

¹ Qui è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2024 (OT23)
² Per saperne di più: Circolare Inail n. 61 del 26 giugno 2015 
³ Per approfondire: Decreto Legislativo 17/2010

Ridurre l’affaticamento muscolare, soprattutto a livello delle spalle e della schiena del lavoratore, aumentare la sicurezza, prevenire infortuni. È il contributo offerto dall’esoscheletro per lavoro. Non si tratta di un sogno futuristico o utopico: sono sempre più numerose le aziende in Italia che decidono di dotare i loro dipendenti di questo tipo di supporto, dalle grandi potenzialità. Attraverso il racconto del nostro Lorenzo Reniero, RSPP e Formatore di sicurezza, parliamo di un caso di studio e_labo in corso d’opera, con l’esoscheletro per lavoro che entra per la prima volta in un’azienda conciaria. In primis, però, vediamo che cos’è un esoscheletro, come funziona e quali benefici porta a livello professionale.

Esoscheletro occupazionale: supporto attivo e passivo

L’esoscheletro per lavoro è un dispositivo che può essere impiegato all’interno di ogni azienda per supportare i lavoratori che svolgono attività manuali. Progettati per supportare meccanicamente il corpo umano durante il sollevamento delle merci o per attività particolarmente gravose, gli esoscheletri riducono il carico nello sforzo fisico umano. In questo modo, limitano l’impatto di carichi pesanti e concorrono a evitare il rischio di danni a livello muscolo scheletrico. Nello specifico:

Per comprendere meglio differenze e peculiarità, ricorriamo a una metafora. Immaginiamo di pedalare prima su una bicicletta normale, poi su una bici elettrica, infine di guidare un motorino. Lavorare senza esoscheletro è come pedalare su un bici normale: la fatica è tutta di chi sta in sella. Utilizzare un esoscheletro passivo è come andare su una bici elettrica: si è facilitati, ma comunque va fatto un po’ di sforzo. Usare, invece, un esoscheletro attivo è come guidare un motorino.
Attualmente nel mondo ci sono una decina di aziende che producono l’esoscheletro per lavoro. Una di queste è Comau, che si appoggia per la distribuzione alla padovana AZeta Solutions, con la quale stiamo collaborando per un’applicazione in una conceria di Arzignano.

Malattie professionali: l’importanza della prevenzione

Uno degli scopi principali dell’esoscheletro per lavoro ruota intorno alla prevenzione delle malattie professionali. A livello europeo, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute per il lavoro, i disturbi muscolo scheletrici legati al lavoro (DMS) rappresentano il 60% di tutte le malattie professionali e possono essere colpiti i lavoratori di tutti i settori. In Italia, le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL nei primi nove mesi dell’anno sono state 43.933¹, +8,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. E le patologie del sistema osteo muscolare restano nella top 3 delle malattie professionali per incidenza.

In questo contesto, l’esoscheletro rappresenta un’opportunità, in più ambiti industriali, limitando i fattori di rischio da sovraccarico biomeccanico e diminuendo fino al 40% lo sforzo fisico degli operatori².

Leggi anche: Dms e movimentazione manuale dei carichi: novità con la UNI ISO 11228-1:2022 

L’esoscheletro per il lavoro in conceria: l’esperienza e_labo

Come si diceva, l’esoscheletro per lavoro è già realtà. O, perlomeno, lo sta diventando, con molteplici esperienze sul campo. Una di queste ci vede protagonisti: per la prima volta l’esoscheletro entra in un’azienda conciaria. Accade nella nostra Arzignano, dove abbiamo fatto da intermediari tra l’azienda produttrice e la conceria.

Nel dettaglio, l’inserimento dell’esoscheletro serve per risolvere il peso delle pelli che vengono sollevate. Bagnate, possono arrivare a pesare fino a 20 o 30 Kg. Una condizione che, alla lunga, può causare seri problemi osteo articolari agli operatori. Anche perché il movimento viene eseguito continuativamente per 8 ore al giorno, ovviamente con le dovute pause previste dalla legge. In tale contesto, l’esoscheletro si sta dimostrando molto efficace. «Questo dispositivo è funzionale in base ai gradi di apertura del braccio che si ottengono quando esso si muove per sollevare le merci – spiega Reniero –. Tra 0° e 20° l’efficienza dell’esoscheletro è nulla, mentre diventa molto efficace tra i 90° e 135°».
Il modello di esoscheletro passivo per arti superiori, MATE-XT di Comau, che l’azienda conciaria sta utilizzando, va a defaticare del 30% gli arti superiori del lavoratore che svolge l’attività. Così il sollevamento delle pelli si fa più agevole. Tuttavia un rischio c’è, ovvero che l’esoscheletro venga inquadrato come uno strumento che diminuisca il peso della merce. È opportuno evidenziare che, attraverso l’esoscheletro, l’operatore risulta facilitato nell’operazione di sollevamento e percepirà meno la pesantezza delle pelli. Il carico, però, non cambia.

Valutazione del rischio e formazione

Quando si parla della possibilità d’integrare un esoscheletro per lavoro in azienda, si parte di norma da una proposta e si passa, poi, alla prova. Solo in un secondo momento ci sarà un noleggio dello strumento. In generale, quando siamo chiamati ad affrontare sperimentazioni di questo tipo, iniziamo con una valutazione del rischio.
Nel caso specifico, si valuta il rischio ergonomico attraverso un'analisi approfondita finalizzata anche all'individuazione di misure di prevenzione. «L’esoscheletro non è ovviamente l'unica soluzione – specifica Reniero –: come avviene in molti casi, sono una visione e un approccio d'insieme e la cooperazione di più elementi a far la differenza. Nel dettaglio, per le attività che prevedono un movimento ripetitivo si ricorre all’alternanza di turno e il cambio di postazione tra i dipendenti».
«Una volta che il cliente acquista o noleggia un esoscheletro, è necessario un piccolo addestramento, di circa un’ora, in modo tale da conoscere a fondo caratteristiche e funzionalità» conclude Reniero. Anche in questo caso, dunque, la formazione riveste un ruolo importante. Per prendere confidenza con questa tipologia di dispositivi, ma non solo. La rilevanza del tema è confermata dalla presenza della prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici e dei movimenti ripetitivi tra gli argomenti del corso di formazione specifica per i lavoratori, obbligatorio per legge.

NOTE

Foto in evidenza: Esoscheletro passivo MATE-XT by Comau.com

¹ Per approfondire: Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi nove mesi del 2022

² Per saperne di più: Innovazione per la sicurezza, ecco i prototipi degli esoscheletri di Inail e IIT per i lavoratori e le lavoratrici del futuro

Torniamo a occuparci di OT23. Si tratta, come noto, di un’agevolazione che premia chi mette in atto interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Oltre, naturalmente a quelli già previsti dalla normativa vigente. Parliamo, nello specifico, del nuovo Modello OT23 per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per il 2023. Lo scorso agosto, infatti, l’Inail ha pubblicato il nuovo modello OT23 2023¹. Gli interventi previsti sono sostanzialmente quelli già previsti dal modello per il 2022. Tuttavia, qualche novità c’è: andiamo allora a scoprirle.

Modello OT23: di cosa si tratta?

Ogni azienda è tenuta a versare all’Inail un premio assicurativo annuale in favore dei propri dipendenti contro gli infortuni e le malattie professionali. Si tratta di un premio calcolato considerando il livello di rischio dei lavoratori all’interno dell’organizzazione. Tuttavia, la normativa riconosce un sistema di agevolazioni finalizzate a ridurre le somme dovute all’Istituto.
Ogni anno, dai primi di agosto, è disponibile il modello di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per la prevenzione. Grazie a quanto previsto dall’art. 23 delle modalità per l’applicazione delle tariffe dei premi, le aziende possono risparmiare sul proprio premio assicurativo. Un vantaggio riservato, però, solo alle imprese che avranno dimostrato di aver intrapreso gli interventi di miglioramento previsti dal mod. OT23. Nel dettaglio, gli incentivi consentono una riduzione del tasso medio di tariffa dal 10% al 28%, a seconda che le imprese abbiamo più di 50 o meno di 10 dipendenti.
Si tratta, dunque, di agevolazioni degne di nota. Specie in un periodo, come quello attuale, in cui le aziende devono fare i conti con il caro energia. Non c’è, tuttavia, solo la sfera economica, comunque importante. Il ROP (return on prevention), ovvero il ritorno dell’investire in sicurezza e prevenzione da malattie e infortuni è pari a 2.2. Ovvero, ogni euro speso in SSL genera un valore più che doppio. Ne parlavamo in questo nostro articolo del 2018, recentemente ripreso da Econopoly, blog del Sole 24 Ore².

OT23
Fonte: www.inail.it

Le novità introdotte…

L’opportunità, insomma, c’è per le aziende. Naturalmente, a patto che vengano osservate tutte le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione e salute sul lavoro. Sostanzialmente, gli interventi previsti dall’OT23 sono quelli già presenti negli anni precedenti. A eccezione, come anticipato, di alcune importanti novità. Partendo dalla prevenzione degli infortuni mortali, il cui punteggio agli interventi A-1.2 e A-1.4 è passato da 50 a 70 punti. Una decisione che, data la crescita degli incidenti mortali degli ultimi anni, sottolinea la volontà dell’Inail di incentivare maggiormente tali interventi. I cambiamenti interessano anche la riformulazione dell’intervento B1 della sezione prevenzione del rischio stradale. Per i veicoli con massa superiore a 35 quintali destinati al trasporto di merci e quelli destinati al trasporto di più di nove persone, infatti, la prova pratica potrà essere effettuata anche con simulatori di guida.

LEGGI ANCHE: Da OT24 a OT23: ecco cosa cambia

… e i cambiamenti in vista

Rispetto il modello OT23 dello scorso anno, per il 2023 viene inserito anche l’intervento E-19. L’azienda interessata, infatti, deve aver adottato un modello organizzativo e gestionale di cui all’art. 30 del D.lgs. 81/08, definito in conformità alla norma UNI 11857-1. Le novità non terminano qui. La riduzione del tasso medio di tariffa prevede, inoltre:

Infine, il modello Inail OT23 prevede la riformulazione dell’intervento F2, previsto per aziende per le quali non è obbligatoria l’adozione di un defibrillatore.

Interventi e punteggi ammessi

Ricordiamo che, ai fini della concessione dei benefici per le aziende meritevoli, l’Inail articola gli interventi nelle sezioni:

A ogni intervento è attribuito un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa, quindi, è necessario aver effettuato interventi tali per cui la somma dei loro punteggi sia almeno 100.

LEGGI ANCHE: OT23 2021: un SGSL per ottenere l’incentivo Inail

Attenzione alla scadenza OT23

L’OT23 rappresenta, dunque, un premio, un’opportunità, un investimento strategico. Del resto ce n’è bisogno: in fatto di SSL bisogna lavorare a livello culturale ma anche a livello strutturale e questi incentivi danno il loro contributo. Come fare, dunque, per poter usufruire di tali agevolazioni? Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare l’apposita domanda e la documentazione richiesta dall’Inail³, esclusivamente online entro il 28 febbraio 2023. La domanda può essere presentata a prescindere dall’anzianità dell’attività. A patto, però, che gli interventi migliorativi siano stati realizzati nell’anno precedente quello di presentazione della domanda.

NOTE

¹ Per approfondire: Modello di domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione per l’anno 2023 (OT23)

² Scopri di più: Salute e sicurezza sul lavoro: ogni euro investito ne genera due

³ Domanda per la riduzione del tasso medio per prevenzione, guida alla compilazione - anno 2023

Non parole, ma fatti. Del resto, il termine innovazione contiene già in sé il concetto di azione. Le nuove tecnologie influenzano sempre di più il nostro quotidiano, contribuendo a ridisegnare le nostre abitudini e pure il lavoro. Da questo punto di vista, il connubio tra IoT e Dpi rappresenta una svolta significativa nel campo della tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. L’adozione di dispositivi di protezione individuale, resi smart grazie all’Internet of Things, può contribuire a ridurre in modo sensibile il rischio d’infortuni.

Intelligenza in rete: cosa s’intende con Internet of Things

Prima di concentrarci su IoT e Dpi, serve una piccola introduzione. Che cos’è l’Internet of Things? Potremmo definirlo un percorso nello sviluppo tecnologico. Attraverso la rete Internet, ogni oggetto dell’esperienza quotidiana acquista potenzialmente una sua identità nel mondo digitale. Il punto centrale dell’IoT è che oggetti smart siano tra loro interconnessi così da potersi scambiare le informazioni possedute, raccolte e/o elaborate.
Sono passati più di mezzo secolo dalla nascita di Internet, nel 1969, e oltre 20 anni da quando è stata coniata l’espressione Internet of Things¹. In questo lasso di tempo, lo sappiamo, le tecnologie si sono fortemente evolute. Oggi sono molteplici, anche in Italia², gli esempi concreti di IoT: dalla casa all'industria, dalle auto all’illuminazione pubblica delle città, dalla logistica al settore medicale. Del resto, l’interconnessione degli oggetti intelligenti è un paradigma che, sulla carta, non ha confini applicativi e può creare valore in numerosi ambiti, anche in quello della sicurezza sul lavoro.

LEGGI ANCHE: Luce blu: il troppo stroppia. Come proteggersi

La tecnologia ridisegna la sicurezza sul lavoro

L’internet of Things rappresenta, dunque, un’opportunità da cogliere. Questo anche nel campo della tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, con un accento sulla prevenzione. Del resto, come più volte abbiamo ricordato, siamo in presenza di una materia fluida e in costante evoluzione, non solo dal punto di vista normativo.
Lo sviluppo dell’elettronica e delle nuove tecnologie hanno già iniziato a incidere notevolmente sulla gestione e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Da questo punto di vista, grazie all’IoT, i Dpi possono acquisire informazioni in tempo reale e scambiarsi dati. Partendo da questo punto di vista si può, quindi, comprendere come i device intelligenti possano migliorare la gestione della prevenzione sul lavoro. Vi sono già esempi sul campo: speciali sensori riescono a rilevare, per esempio, la presenza di gas tossici o misurare la temperatura esterna. E ciò, in condizioni particolari, come un intervento in spazi confinati, può salvare delle vite.

Foto da Freepik

IoT e Dpi: alcuni esempi

Sono già numerosi i casi di studio interessanti da citare parlando di IoT e Dpi. Tra questi troviamo dispositivi in grado di:

Un esempio interessante per comprendere bene cosa voglia dire Internet of Things applicato ai dispositivi di protezione individuale è offerto dai Vigili del Fuoco. Sensori integrati negli indumenti protettivi indossati monitorano le funzioni del corpo come frequenza respiratoria, battito cardiaco e pressione sanguigna. Queste informazioni in tempo reale offrono preziose indicazioni in merito alle condizioni operative degli operatori, individuando per tempo possibili situazioni di crisi.

IoT e Dpi: il futuro della sicurezza

L’innovazione, specialmente quando impatta sulla salute e sulla sicurezza, necessita di requisiti e regole che ne indichino le corrette modalità e i limiti d’impiego. A tal proposito, di recente è arrivato il rapporto tecnico UNI TR 11858: 2022³ dedicato proprio al tema delle tecnologie IoT applicate ai Dpi. Si tratta del primo documento normativo italiano che affronta la questione IoT e Dpi, parlando della gestione e dell’interazione con l’ambiente di lavoro.

Il documento affronta, tra l’altro, le modalità con cui i Dpi possono essere corredati di tag, attivi e passivi. Ogni tag deve essere associato a un dispositivo e rilevato in abbinamento al lavoratore che ne farà uso. Grazie a questo sistema smart, è possibile collezionare dati utili per incrementare la sicurezza. Da un lato il datore di lavoro ha un quadro generale del comportamento degli operatori nell’utilizzo dei Dpi. Dall’altro, il lavoratore viene guidato nell’utilizzo corretto dei dispositivi.

LEGGI ANCHE: Dpi e formazione: al via la collaborazione con Shop Sicurezza

Vantaggi e punti nodali

Come sappiamo, a seconda della situazione e del tipo di lavoro, i rischi variano notevolmente. Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Il Documento di valutazione del rischio è lo strumento primario per assolvere a quest’obbligo. E, all’interno del DVR, per ogni rischio sono indicati i dispositivi di protezione individuale che vanno usati durante l'attività lavorativa per ridurre al minimo la probabilità che si verifichi un evento dannoso.
In tal senso, i vantaggi dell’implementazione di IoT e Dpi sono notevoli. L’introduzione di queste tecnologie, intanto, contribuisce a semplificare le attività di gestione e manutenzione dei Dpi. Possono, inoltre, essere introdotte funzionalità a sostegno della sicurezza, come, per esempio, la segnalazione del mancato o non corretto utilizzo dei Dpi. Ancora, è possibile:

Per l’Inail, l’impiego di tali tecnologie amplierà il ruolo dei Dpi, contribuendo a migliorare le condizioni di salute e sicurezza. Resta aperta la questione privacy: ogni evoluzione, non è un segreto, porta con sé anche qualche criticità da affrontare. In attesa di ulteriori indicazioni in merito, il riferimento resta il GDPR.

NOTE

¹ L'espressione Internet of Things è stata formulata per la prima volta nel 1999 dall'ingegnere inglese Kevin Ashton, cofondatore dell'Auto-ID Center di Massachusetts.

² Per approfondire: Osservatorio Internet of Things 2021-22.

³ Per saperne di più: Inail, Pubblicato il rapporto tecnico UNI TR 11858:2022.

185. Tante sono state nel primo trimestre 2021 le denunce di infortunio mortale arrivate all’INAIL. Si tratta di 19 in più dello scorso anno, in cui sono state 1.270 complessivamente le morti bianche, oltre 3 al giorno. In lieve calo, invece, nei primi tre mesi dell’anno le denunce di infortunio sul lavoro, ma il dato (128.671) seguita a essere elevato. Il tema della salute e della sicurezza sul lavoro resta, insomma, e deve restare in primo piano. Una sfida che passa anche dalla manutenzione delle strumentazioni di lavoro. Ne parliamo in questo articolo, chiarendo quali sono gli obblighi del datore di lavoro in materia.

Manutenzione: che cos’è?

La manutenzione è la combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali eseguite nel ciclo di vita di un’apparecchiatura, impianto o luogo di lavoro. È la norma UNI EN 13306:2018 a definirla così. Queste azioni sono destinate a preservare o a riportare l’apparecchiatura/impianto in uno stato da cui si possa eseguire la funzione richiesta.

Si distingue tra manutenzione correttiva e preventiva. La prima è volta a riparare un sistema per renderlo nuovamente funzionante in caso di un guasto imprevisto. La seconda è eseguita, invece, a intervalli predeterminati o secondo criteri prestabiliti per ridurre la probabilità di guasto o di degrado del funzionamento di un elemento. È il caso, per esempio, della sostituzione di componenti, della lubrificazione o della pulizia.

I rischi legati alla manutenzione

Perché è importante parlare di manutenzione? Perché anche in questa fase, specie nella manutenzione correttiva, si possono verificare infortuni. L’INAIL li quantifica tra il 15 e il 20% del totale. Senza dimenticare che anche una manutenzione inadeguata o assente può essere causa di situazioni pericolose, infortuni e problemi di salute.

La legge stabilisce che il datore di lavoro deve garantire la sicurezza e la salute di tutti i suoi lavoratori. Tra questi sono compresi gli addetti alla manutenzione. Nella valutazione del rischio, infatti, il datore di lavoro deve tener conto anche dei pericoli durante le fasi di manutenzione. E, qualora tale attività sia affidata a ditte esterne, si accerterà che l’appaltatore ottemperi alle prescrizioni previste dalla verifica di idoneità tecnica. Lo vedremo meglio più sotto. Gli addetti alla manutenzione, svolgendo una vasta gamma di attività, possono essere esposti a numerosi pericoli:

Non bisogna scordare, poi, i pericoli psicosociali, legati per esempio a una scarsa organizzazione del lavoro e al rischio di stress lavoro-correlato.

Gli obblighi del datore di lavoro

Il D.lgs. 81 del 2008 elenca, all’articolo 64, gli obblighi del datore di lavoro. Egli deve agire in modo che:

Il datore di lavoro deve fare un’accurata valutazione del rischio, compilando un DVR (Documento di valutazione del rischio). Deve, inoltre, adottare adeguate misure di protezione, di tipo tecnico e organizzativo. Una di queste misure di prevenzione è proprio la manutenzione continua delle attrezzature di lavoro.

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Qualifica professionale delle ditte incaricate

Il datore di lavoro, nel caso affidi la manutenzione delle attrezzature a terzi, deve verificare la loro idoneità tecnico professionale. Ciò in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare, sia in appalto sia mediante contratto d’opera o di somministrazione. Deve, inoltre, fornire informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui questi sono destinati a operare. E sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

L’imprenditore committente risponde con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori per i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato a opera dell’INAIL o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di tessera di riconoscimento con le sue generalità e l’indicazione del datore di lavoro.

Strumenti e buone pratiche per la manutenzione in azienda

Abbiamo, dunque, visto che la manutenzione è un elemento cruciale  in azienda. Un’attenta pianificazione delle attività manutentive è essenziale per ridurre al minimo i rischi.  

I sistemi di gestione generale prevedono di rispettare la legge cogente, quindi anche la salute e sicurezza sul lavoro. Prevedono, inoltre, di gestire l’ambiente di lavoro (e, quindi, anche la manutenzione). Non c’è, però, solo il rispetto degli obblighi di legge. Una buona gestione delle attività di manutenzione produce, infatti, anche effetti sulla qualità di ciò che l’azienda produce. In questo senso, dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL) non è un obbligo di legge ma un’opportunità. Nell’ottica di migliorare gli standard di salute e sicurezza. 

La messa in atto di sistemi di lavoro sicuri consente una pianificazione proficua della manutenzione per ridurre al minimo i tempi di fermo. E ciò garantisce anche tempo e risorse sufficienti per effettuare l’attività. Un approccio alla manutenzione di questo tipo prevede:

Coinvolgere i dipendenti di tutte le parti dell’organizzazione, infine, può favorire il raggiungimento dell’obiettivo, ovvero una manutenzione efficiente e sicura.

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Denuncia impianti di messa a terra: si cambia. Fino al 2019, per denunciare l’impianto di messa a terra o per comunicare l’organismo abilitato alle verifiche periodiche, si doveva mandare una PEC all’INAIL. Ora, invece, è necessario ricorrere a CIVA, un applicativo messo a disposizione dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Come fare per non sbagliare? Abbiamo preparato una speciale guida al portale CIVA dell'INAIL, di facile consultazione, per aiutarti nell’adempimento di questi obblighi normativi. 

L’applicativo CIVA: che cos’è

CIVA è un applicativo che consente all’INAIL di gestire telematicamente tutti i servizi di certificazione e verifica degli impianti e degli apparecchi. Questi includono, tra gli altri, impianti in pressione, impianti termici e apparecchi di sollevamento. Oggi i servizi di certificazione e verifica di impianti e apparecchi devono essere richiesti esclusivamente utilizzando questo applicativo.
Non solo comunicazioni relative all’impianto di messa a terra. CIVA permette, infatti, di effettuare operazioni di comunicazione e monitoraggio relative alle altre attività sottoposte al controllo dell’INAIL. È il caso, per esempio, di:

Guida al portale CIVA dell’INAIL

Nella nostra guida al portale CIVA, vediamo come effettuare la denuncia all’INAIL dell’impianto di messa a terra e la comunicazione dell’organismo che ha effettuato la verifica dell’impianto stesso. Il documento, inoltre, ti aiuta a orientarti in tutte le fasi del procedimento. Dall’accesso e registrazione al portale alla denuncia dell’impianto e alla verifica dello stato pratiche. Spazio anche ad approfondimenti su:

Insomma, uno strumento snello ma anche completo con cui mettiamo a tua disposizione la nostra esperienza per orientarti al meglio.  

Consulta e scarica la nostra guida al portale CIVA INAIL.
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Quando è scoppiata la pandemia di Coronavirus, in molti non lo conoscevano. Ora è salito alla ribalta. Di cosa parliamo? Di smart work e sicurezza sul lavoro. In questo post, vedremo: 

Smart work: gli italiani dicono sì

Lo smart work (anche chiamato lavoro agile) non è una tipologia contrattuale, bensì una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato in cui mancano vincoli orari o spaziali. Per operare in smart work, si usano strumenti che consentono di lavorare da remoto, come computer, tablet e smartphone. Come abbiamo visto in un post precedente, lo smart work viene definito nella Legge n. 81/2017 ed è organizzato per fasi, cicli e obiettivi che vengono accordati tra datore di lavoro e dipendente. 

Secondo un recente sondaggio l’80% degli italiani che lavora da casa giudica positivamente questa modalità e il 37% sarebbe disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare con modalità smart work. Tuttavia, è da tenere in considerazione che un italiano su tre ha problemi per l’accesso alla rete o non ha disponibilità di computer e apparecchi tecnologici.

Smart work e telelavoro

Molto spesso, i termini smart work e telelavoro vengono usati erroneamente come sinonimi. In realtà, infatti, queste sono due modalità di lavoro distinte. Le differenze tra le due, sono soprattutto per quanto riguarda orario e luogo di lavoro. 

Questa distinzione è importante, perché nel caso di telelavoro (ma non in caso di smart working, dato il carattere di flessibilità di questa modalità) l’azienda è tenuta a fornire al lavoratore una postazione ergonomica in cui svolgere l’attività. Nel caso di smart working, invece, particolare attenzione deve essere posta al “diritto alla disconnessione” del lavoratore.

Smart work e sicurezza: cosa deve fare il datore di lavoro

Secondo l'articolo 22 del d.lgs. n. 81/2017, il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità smart working. Deve, tra le altre cose, consegnare al lavoratore (ed eventualmente al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. 

Verifiche e sorveglianza

Il datore di lavoro, teoricamente, sarebbe tenuto anche per i lavoratori in smart work a verificare tramite sopralluogo la corretta attuazione della normativa in materia di salute e sicurezza. Tuttavia in pratica ciò non è sempre possibile. Qualora la prestazione sia svolta prevalentemente presso il domicilio del lavoratore infatti, la verifica è subordinata al preavviso e al consenso dello stesso. Se necessario i lavoratori devono anche essere sottoposti a sorveglianza sanitaria (p. es. in relazione ai rischi connessi all’uso continuativo di videoterminale).

Tutela contro infortuni

In materia di smart work e sicurezza, l'articolo 23 del suddetto d.lgs., riconosce al lavoratore il diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali.  Prevede inoltre la tutela INAIL per infortuni e malattie professionali (secondo le modalità illustrate nella Circolare n. 48/2017) e anche per infortuni in itinere. In quest’ultimo caso, tuttavia, la copertura è limitata agli spostamenti dettati da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Smart work e formazione obbligatoria

Anche i lavoratori in smart working sono sottoposti agli obblighi formativi come tutti gli altri lavoratori. Oltre alla formazione generale, in base alla mansione svolta, il datore di lavoro dovrà considerare anche corsi relativi ai rischi specifici connessi al lavoro agile. Per esempio: la scelta del luogo di lavoro, l’allestimento della postazione, l’uso degli strumenti tecnologici. Ricordiamo che molti corsi di formazione possono essere erogati a distanza: una modalità particolarmente utile in caso di lavoro agile. I corsi in videoconferenza, in ogni caso, dovranno essere privilegiati per tutti i lavoratori (salvo impossibilità oggettive) fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

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Obblighi del lavoratore

Il lavoratore, dal canto suo, ha l’obbligo di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi a un ambiente diverso dal luogo di lavoro. Deve, inoltre, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze che possano rappresentare un pericolo per se stessi o per terzi.

Informativa Inail sullo smart work

L’INAIL ha rilasciato un’informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile ai sensi dell’articolo 22, comma 1, L. 81/2017 (scaricabile al seguente link) così strutturata:

Alla fine dell’informativa, è riportata una tabella riepilogativa in cui si indica in quali dei diversi scenari lavorativi dovranno trovare applicazione le informazioni contenute nei diversi capitoli.

Rischi specifici dello smart work

La modalità di lavoro agile, oltre ai rischi generici connessi al tipo di mansione (relativi ad esempio l’uso di videoterminali o alla postura di lavoro), presenta anche dei rischi specifici. Ecco alcuni esempi che dovrebbero essere tenuti in considerazione dal datore di lavoro in materia di smart work e sicurezza. Ad esempio può valutare la possibilità di un aggiornamento del DVR e la creazione di piani formativi ad hoc:

Smart work e Decreto Rilancio

Con lo scoppio della pandemia di Coronavirus, per far fronte a tale emergenza, il Governo ha emanato il 1° marzo 2020 il Decreto Rilancio che interviene anche sulle modalità di accesso allo smart working. Stabilisce che i datori di lavoro potranno applicare la modalità di smart work a ogni rapporto di lavoro subordinato fino alla cessazione dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020. È stata anche introdotta una nuova procedura semplificata per la comunicazione dei dati dei lavoratori in lavoro agile.

I lavoratori con almeno un figlio a carico che abbia meno di 14 anni avranno diritto al lavoro agile a condizione che: 

La Finanziaria 2019 contiene diversi articoli concernenti la tutela del lavoro (a questo link il testo ufficiale della Legge di bilancio). In questo post prenderemo in considerazione i principali, relativi a: 

Aumento sanzioni a contrasto del lavoro irregolare

La legge di bilancio 2019 prevede un aumento del 20% delle sanzioni per l’impiego di lavoratori senza averlo in precedenza comunicato al Centro per l’impiego, per la mancata comunicazione del distacco transnazionale, per la somministrazione irregolare di lavoro e in caso di inosservanza delle norme sull’orario di lavoro. In più, se il datore di lavoro risulta recidivo, tali maggiorazioni vengono raddoppiate.

Nuovi ispettori del lavoro

Anche per i controlli relativi al rispetto delle norme sono attesi aumenti in base alla Finanziaria 2019. Secondo la legge di bilancio 2019 nei prossimi tre anni verranno assunti, presso l’ispettorato nazionale del lavoro, circa mille nuovi ispettori. In particolare, quest’anno verranno assunti 300 ispettori. Lo stesso discorso vale per l’anno prossimo, mentre per il 2021 le unità previste sono 330.

Riduzione premio Inail

La legge di bilancio 2019 prevede la revisione dei premi Inail, che verranno fissati dallo stesso Istituto, in modo da abbassare del 30% il costo per le imprese. Non verranno revisionati solo i premi, ma anche le tutele. Infatti, in sede di erogazione di una prestazione, l'Inail dovrà tenere in considerazione tutte le indennità percepite dal beneficiario per lo stesso evento.

Proroga incentivo formazione industria 4.0

Il credito d’imposta per attività di formazione 4.0 è stato prorogato per il 2019. Tale bonus verrà attribuito in percentuale diversa alle aziende tenendo conto delle loro dimensioni. Il totale annuo sarà di 300 mila euro e coprirà il 50% delle spese affrontate dalle piccole imprese. Per quanto riguarda le medie imprese, la percentuale si abbassa al 40%. Per le grandi imprese, si parla del 30% con un limite annuo di 200 mila euro.

L’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori non si esaurisce fra le mura dell’azienda. Gli incidenti stradali infatti sono la prima causa di morte sul lavoro. Questo è il motivo per cui numerose aziende fanno della gestione del rischio stradale la priorità in ambito di salute e sicurezza.  E anche l’Inail da quest’anno ha incluso azioni a prevenzione del rischio di incidenti d’auto tra gli interventi ammessi in ottica OT24 (l’incentivo che permette alle aziende che investono in salute e sicurezza di scontare il premio assicurativo dei dipendenti).

La prevenzione del rischio stradale

La valutazione del rischio stradale si basa principalmente sull’analisi di tre elementi: il guidatore, il veicolo e lo spostamento. Gli stessi che ispirano anche le strategie di prevenzione attuabili dal datore di lavoro. Fra queste:

Tragitto casa lavoro

L’infortunio in itinere è definito dall’art. 12 del D. Lgs. 38 del 2000, come quello occorso alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro. Rientrano in questa definizione anche gli infortuni che occorrono al lavoratore:

Il rischio stradale in OT24 2019

Una novità del bando OT24 per il 2019 è l’inserimento di misure a prevenzione del rischio stradale fra gli interventi ammessi per accedere all’incentivo. (Abbiamo già parlato di novità relative ai Sistemi di gestione della sicurezza) Ricordiamo che possono ottenere lo sconto sul tasso Inail previsto da OT24 le aziende che hanno eseguito nell’anno precedente interventi migliorativi del livello di salute e sicurezza. (Abbiamo già descritto il funzionamento di OT24 in questo articolo). Nel bando 2019 rientrano i seguenti interventi:

  1. l’installazione su tutti i mezzi aziendali di sistemi di comunicazione per telefono cellulare dotati di dispositivi fissi con chiamata diretta vocale (linea di intervento C14, 20 punti);
  2. dispositivi fissi per la rilevazione e l’allarme in caso di colpo di sonno  (linea di intervento C15, 30 punti).  

Siamo a disposizione per assistervi nella realizzazione entro il 31 dicembre gli interventi che vi permettono di raggiungere gli obiettivi di OT24 massimizzando il beneficio economico dell’incentivo. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Anche quest’anno, investire in sicurezza fa risparmiare grazie ad OT24 2019. Torniamo a parlare di “Oscillazione del tasso”: la riduzione fino al 28% del premio Inail concessa alle aziende migliorano i livelli di salute e sicurezza. Il nuovo bando OT24 2019 pubblicato a fine giugno funziona come quello degli scorsi anni. La principale novità tra gli interventi ammessi riguarda la presenza, nell’ambito sistemi di gestione della sicurezza, della nuova norma UNI ISO 45001:2018 (il nuovo standard che sostituirà definitivamente OHSAS 18001:07 nel giro di tre anni).

Sistemi di gestione della sicurezza

Il modello OT24 2019, come di consueto, comprende una lista di interventi ammessi a ciascuno dei quali è associato un punteggio. Per accedere all’incentivo, un’azienda deve aver portato a termine nell’anno solare precedente interventi che assommano un totale di 100 punti. Adottare un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL) è fra gli interventi che bastano da soli per raggiungere questo obiettivo.

Gli SGSL ammessi da OT24 2019

Su questo blog abbiamo già parlato del ritorno economico degli investimenti in sicurezza dei vantaggi dell’adozione di un sistema di gestione. I principali standard ammessi da OT24 2019 sono i seguenti:

Le altre novità di OT24 2019

La lista di interventi ammessi da OT24 2019 assomma in tutto a 62, tra cui, per esempio, l’adozione di un piano d’emergenza o la gestione dei “mancati infortuni”. Rispetto alla passata edizione segnaliamo altre novità. La prima riguarda l’attuazione dell’Accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro del 26 aprile 2007 (linea di intervento A10, 40 punti). Le altre due si riferiscono alla prevenzione del rischio stradale:

Come accedere ad OT24 2019

In questo articolo avevamo parlato in dettaglio dei requisiti di base (regolarità contributiva e assicurativa e rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro), nonché dei criteri di riduzione del tasso medio applicato (dal 5% per aziende con oltre 200 lavoratori, al 28% per quelle con meno di 10). Il modello OT24 2019, già disponibile sul sito dell’Inail insieme alla Guida per la compilazione, deve essere restituito compilato entro il 28 febbraio 2019.

Siamo a disposizione per assistervi nell’adozione di un SGSL o per la realizzazione di altri interventi che vi permettono di raggiungere gli obiettivi di OT24 massimizzando il beneficio economico dell’incentivo. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza

Foto: Freepick

I disturbi muscolo scheletrici, come il mal di schiena, sono tra le patologie più frequenti in ambito lavorativo. Secondo l'ultimo rapporto Inail sono addirittura il 65% di tutte le malattie professionali denunciate. Non pensare ad una prevenzione adeguata, quindi, si traduce in una minor qualità della vita per i lavoratori. E, per le aziende, in un calo della produttività. Un modo per contrastare mal di schiena e dolori cervicali sono esercizi per migliorare la postura. Eccone 10 consigliati per ogni giorno sul posto di lavoro.

Posture scorrette

In un precedente post avevamo parlato dei movimenti ripetitivi e dei disturbi che possono causare alle articolazioni. (In particolare quelle degli arti superiori) Concentrandoci sul mal di schiena, o “rachialgia”, vediamo che alla sua origine ci sono spesso posture scorrette. Una posizione di lavoro non ergonomica, infatti, può comportare lo schiacciamento e l’infiammazione dei cuscinetti inter-vertebrali. Si tratta di un rischio, che, in quanto tale, è obbligo del datore di lavoro valutare e prevenire.

Prevenire il mal di schiena

Assicurare posizioni di lavoro ergonomiche e una corretta formazione circa i movimenti corretti (anche per mettersi al riparo da possibili cause legali), comunque, non dovrebbe essere visto solo come un obbligo. È noto, infatti, il ritorno positivo di investimenti delle aziende per la promozione della salute tra i lavoratori. In questo ambito possiamo includere anche i disturbi muscolo-scheletrici. Promuovere campagne di sensibilizzazione volte a ridurre l'insorgere di questi problemi, migliora infatti anche la produttività.

Esercizi consigliati

  1. Respirazione diaframmatica da seduti: inspirare profondamente l’aria dal naso gonfiando la pancia ed espirare lentamente dalla bocca a labbra socchiuse sgonfiando l’addome.
  2. Seduti sulla sedia, con le ginocchia alla stessa altezza del sedile. Inarcare leggermente la schiena inspirando. Quindi, espirando, piegarsi leggermente in avanti. (Da ripetere 5-10 volte).
  3. Ripetere l’esercizio precedente, ma in posizione eretta, con i piedi ben appoggiati e paralleli tra loro e le ginocchia leggermente piegate.
  4. Da seduti o in piedi, eseguire delle circonduzioni ampie e lente con le spalle, prima indietro e poi avanti. (Ripetere 5-10 volte).

In piedi o seduti?

  1. Per chi lavora per molto tempo seduto. In piedi, appoggiare le mani sulla parte posteriore dei fianchi, quindi, espirando, estendere lentamente all’indietro la colonna vertebrale. (Da ripetere 3-5 volte).
  2. Per chi lavora per molto tempo in piedi. Assumere la “posizione del cocchiere”: gambe divaricate e gomiti appoggiati sulle cosce, vicino alle ginocchia. Rilassarsi per qualche minuto abbandonando corpo e testa alla forza di gravità.

Esercizi per il collo

  1. Da seduti sbilanciare la testa in avanti, con una lieve flessione del collo, espirando. Poi, inspirando, piegarla all’indietro con una lieve estensione. Infine ritornare alla posizione intermedia. (Da ripetere 5-10 volte).
  2. Da seduti, raggiungere con la mano destra l’orecchio sinistro passando dietro la nuca. Quindi, espirando, aiutare la rotazione del capo. (Da ripetere per 3-4 volte, su ambo i lati).
  3. Da seduti, con gli arti superiori flessi che tirano verso l’alto il capo, inspirare allontanando l’orecchio destro dalla spalla destra ed espirare tornando alla posizione di partenza. (Ripetere 5-10 volte, su ambo i lati).
  4. Seduti, arti superiori flessi con le mani appoggiate dietro al collo,  piegare indietro la testa espirando. Quindi, inspirando, ritornare alla posizione di partenza. (Da ripetere 5-10 volte, lentamente).

Per le imprese con meno di 10 dipendenti dotarsi di un piano d’emergenza non è obbligatorio. Ma per loro il vantaggio può essere duplice. Non solo aumentare il livello di sicurezza, ma anche... risparmiare. Dotarsi di un piano d’emergenza, infatti, è uno degli interventi ammessi da OT24 per le micro imprese. Prosegue così la nostra rubrica dedicata all’incentivo che sconta il premio Inail fino al 28%, in relazione al numero di dipendenti. Tutti i dettagli su OT24 2018 in questo post.

Il piano d'emergenza vale 40 punti su 100

Per ottenere l’incentivo OT24 è necessario totalizzare 100 punti in un anno realizzando interventi indicati da Inail. Per le aziende con meno di 10 lavoratori e non soggetta ai Vigili del fuoco (appartenenti a tutti i Grandi gruppi a parte il GG3) disporre di un piano d’emergenza vale ben 40 punti. Ad esempio, basta combinarlo con l’adozione di una procedura per la gestione dei mancati infortuni (di cui abbiamo già parlato in un precedente post) per raggiungere il target OT24.

Che cos’è un piano d’emergenza

Il piano di emergenza è il documento che mira a garantire la gestione ottimale dei possibili scenari incidentali in azienda. Ad esempio: incendio, calamità naturale, dispersione chimica... Contiene le procedure più idonee per controllarne le conseguenze, in mancanza delle quali uno stato d’emergenza causa confusione ed incomprensione, aumentando il rischio di infortuni e danni. Vi sono indicate inoltre le informazioni da fornire ai soccorritori e le modalità di addestramento dei lavoratori.

Il piano antincendio

Fra gli incidenti più comuni ci sono gli incendi. Il piano d’emergenza in caso d’incendio viene redatto considerando le condizioni particolari di ciascuna singola azienda. Ci sono comunque fattori comuni da considerare, per esempio:

Requisiti per accedere ad OT24

Per accedere ad OT24 2018 l’azienda con meno di 10 dipendenti deve adottare il piano di emergenza in caso d’incendio e svolgere la prova di evacuazione entro il 31 dicembre 2017. L’Inps richiede oltre al documento datato e firmato, anche il verbale descrittivo delle modalità di svolgimento e degli esiti della simulazione antincendio 2017, oltre all’elenco dei lavoratori coinvolti.

Ottimizzare gli interventi

Per ottimizzare gli investimenti è utile sapere che il modello OT24 prevede anche altri interventi collegati all’adozione di un piano d’emergenza. Uno, che vale 20 punti, prevede che l’azienda formi i lavoratori (oltre agli obblighi di legge) sul  rischio sismico. Un altro intervento da 20 punti sono le visite mediche per i lavoratori incaricati delle squadre di emergenza. Visite mirate al fine di accertarne i requisiti psicofisici.

Siamo a disposizione per assistervi nella realizzazione di un piano di emergenza antincendio e di altri interventi che consentano alla vostra impresa di raggiungere gli obiettivi per accedere ad OT24 entro il 31 dicembre. Per informazioni, contattaci.

Uno strumento online per misurare il livello di stress sul posto di lavoro. Lo mette a disposizione Inail, che ha recentemente aggiornato la propria piattaforma web attraverso la quale le aziende possono svolgere una valutazione del rischio di stress lavoro-correlato basandosi su una metodologia scientificamente valida.

Stress lavoro-correlato

Lo stress è una condizione dovuta al non sentirsi in grado di rispondere alle aspettative che altri ripongono in noi stessi ed è accompagnato da disturbi di natura fisica, psicologica e sociale. Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di come esso abbia un impatto enorme sia sulla salute che sull’efficienza produttiva degli individui.

Obbligo di prevenzione

Per i datori di lavoro sussiste l'obbligo di valutare questa fonte di rischio (D. Lgs. 81/2008). La verifica va effettuata ogni due anni. In caso di livelli  significativi le aziende devono inoltre promuovere interventi che favoriscano il benessere del lavoratore attraverso l'ottimizzazione della struttura organizzativa.

Meno stress più performance

In quest'ottica, il processo di valutazione del rischio stress si inserisce nell'ambito della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma rappresenta anche una grande opportunità di crescita e di sviluppo aziendale. L'incremento del welfare organizzativo infatti è associato al miglioramento delle performance aziendali.

Il metodo Inail

La metodologia di valutazione proposta da Inail si compone di quattro fasi:

Un percorso sistematico che permette al datore di lavoro di valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato ai sensi Testo unico in maniera integrata.

Come accedere

Registrandosi alla piattaforma di applicativi online dell’Istituto, le aziende possono effettuare la valutazione del rischio utilizzando gli strumenti a disposizione. Oltre a nuovi sistemi di calcolo e presentazione dei risultati, la nuova piattaforma si arricchisce di numerose risorse documentali.

Siamo a vostra disposizione per offrirvi consulenza nella valutazione del rischio stress, supportandovi anche per un corretto uso del portale Inail. Vi  assistiamo anche nella realizzazione degli interventi necessari a contrastarlo e prevenirlo. Per qualsiasi informazione ecco i nostri contatti.

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