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Il 31 dicembre 2022 è una data cerchiata in rosso sul calendario. Almeno su quelli delle imprese che partecipano al trasporto di merci pericolose come speditori. Si avvicina, infatti, l’entrata in vigore dell’ADR 2023. Il nuovo dispositivo normativo sopprime la deroga 1.6.1.44 dell’ADR 2019 relativa alla nomina del consulente per la sicurezza dei trasporto di merci pericolose da parte degli speditori. Cosa fare per farsi trovare pronti alla deadline di fine anno e cosa cambia? Facciamo il punto in questo articolo, tornando anche sulla figura (preziosa) del consulente ADR.

Trasporto di merci pericolose: cosa cambia

Acronimo di Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road, ADR è l’accordo sul trasporto di merci pericolose. Si tratta di una normativa internazionale¹ che mira a rendere il più sicuro possibile il trasporto di merci pericolose su strada. Stabilisce che ogni impresa la cui attività comporta la spedizione o il trasporto di tali materiali, così come operazioni di imballaggio, carico, riempimento o scarico, nomini uno o più consulenti per la sicurezza dei trasporti.
Con l’entrata in vigore dell’ADR 2023, come anticipato, viene soppressa la deroga 1.6.1.44 dell’ADR 2019. Oltre alle aziende che trasportano merci pericolose, le norme saranno applicabili anche a chi effettua operazioni accessorie al trasporto. Tra le figure interessate troviamo:

Allo stesso modo, l’obbligo di nomina del consulente ADR è esteso anche alle imprese che effettuano spedizioni occasionali o trasportano quantitativi minimi di merci pericolose.

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Nomina consulente ADR: a fine anno si cambia

Novità in vista, dunque. L’ADR 2023, infatti, prevede la nomina del consulente ADR per tutte le aziende che partecipano al trasporto di merci o rifiuti pericolosi entro il 31 dicembre 2022. A partire dal 1 gennaio 2023 vigerà, infatti, l’obbligo di nomina del consulente ADR per tutti gli speditori.
Si tratta di un consueto aggiornamento biennale, previsto negli anni dispari: in effetti, l’ADR 2023 segue l’ADR 2021 e l’ADR 2019. Come nei precedenti casi, è previsto un semestre di transizione, fino all’1 luglio 2023, ma il consulente ADR risulta obbligatorio già da gennaio. Si tratta di una figura di garanzia per la tutela della sicurezza in azienda. Tanto importante che, non a caso, la sua mancata nomina può costare al legale rappresentante dell’impresa una sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 euro a 36.000 euro².

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Come deve comportarsi l’azienda

Lo speditore di merci pericolose, nonché l'impresa che spedisce merci per conto proprio o per conto terzi, ha l’obbligo di presentare al trasporto una spedizione conforme alle disposizione dell’ADR. In particolare deve:

Nel caso in cui lo speditore faccia ricorso ai servizi di altri operatori, dovrà prendere le appropriate misure affinché sia garantito che la spedizione rispetti le prescrizioni dell’ADR. La storia cambia se, invece, lo speditore agisce per conto di un terzo. In tal caso, quest’ultimo sarà tenuto a segnalare per iscritto allo speditore che si tratta di merci pericolose. Dovrà, inoltre, mettere a sua disposizione le informazioni e i documenti necessari all’esecuzione dei suoi obblighi.

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Esenzioni alla nomina del consulente ADR

Secondo quanto prescritto dall’ADR, uno speditore è esente dalla nomina del consulente ADR solo se l’autorità competente di riferimento prevede un dispositivo di legge nazionale che consente l’esenzione dalla nomina. Tuttavia, a oggi, l’autorità competente italiana non ha previsto esenzioni dall’obbligo di nomina per le aziende definite speditori di merci. Dunque, fino a quando non verrà pubblicato un dispositivo normativo in grado di definire quali aziende siano esonerate dalla nomina del consulente ADR, tutte le aziende che si configurano come speditori sono tenute a nominare un consulente per la sicurezza entro il 31 dicembre 2022.

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NOTE

¹ Per approfondire: About the ADR, Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road

² Fonte: Articolo 11 D.Lgs. 35/2010

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