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Torniamo a occuparci di prevenzione incendi. Il 4 ottobre 2022 è entrato in vigore il nuovo D.M. 21 settembre 2021 sulla gestione in esercizio e in emergenza della sicurezza antincendio. L’atto normativo sostituisce il precedente decreto del 10 marzo 1998. Una grande novità riguarda la cadenza dell’aggiornamento degli addetti antincendio. Infatti, la frequenza dei corsi di aggiornamento diventa quinquennale anziché triennale, come in precedenza considerato. Se sono trascorsi più di cinque anni dall’ultima formazione o aggiornamento al momento dell’entrata in vigore del decreto, lobbligo di aggiornamento deve essere adempiuto entro il 4 ottobre 2023.

Nuove denominazioni in base al rischio incendio

Come evidenziato in un precedente articolo, con il nuovo decreto ministeriale sono state introdotte nuove denominazioni per i percorsi formativi, suddividendoli in tre gruppi in base al livello di rischio dell’attività. Nel dettaglio:

Il nuovo decreto, inoltre, promuove l’utilizzo di metodologie di apprendimento innovative per la parte teorica dei corsi, incluso l’uso della formazione in videoconferenza. Tuttavia, per ogni livello di attività è richiesta una parte pratica da svolgere in presenza.

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Corsi di aggiornamento addetti antincendio

Con la nuova suddivisione delle attività, anche i corsi di aggiornamento formazione per addetti antincendio sono suddivisi in tre tipologie in base al livello di rischio.
Per le attività del Livello 1, il corso di aggiornamento antincendio di tipo 1-AGG, della durata di 2 ore, si concentra sulle esercitazioni pratiche. I partecipanti si aggiornano sulle misure di sorveglianza e sull’uso degli estintori portatili, con una prova di spegnimento su apposito focolare.
Per le attività di Livello 2, il corso di tipo 2-AGG, della durata di 5 ore, comprende una parte teorica in aula, che riguarda gli argomenti del corso di formazione iniziale, ed esercitazioni pratiche. Si trattano i principi dell’incendio, la prevenzione, la protezione antincendio e procedure da attuare in caso di incendio. Infine, per le attività del terzo livello, il corso di tipo 3-AGG, della durata di 8 ore, include una parte teorica ed esercitazioni pratiche. Gli argomenti trattati sono selezionati dal corso di formazione iniziale e comprendono l’incendio, la prevenzione, la protezione antincendio e le procedure di intervento.

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Ogni quanto va aggiornato il corso antincendio?

Riepilogando, per gli addetti alla prevenzione incendi le scadenza da tenere a mente sono le seguenti:

Ricordiamo che i corsi antincendio sono obbligatori per tutte quelle attività con almeno un dipendente o collaboratore. Le novità riguardano anche noi formatori. I professionisti antincendio, per mantenere la qualifica di formatore in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, devono svolgere corsi di aggiornamento entro cinque anni dal rilascio dell’attestato. L’aggiornamento quinquennale prevede almeno 16 ore per i docenti che erogano sia moduli teorici sia pratici, 12 ore per quelli che erogano solo moduli teorici e 8 ore per quelli che erogano solo moduli pratici. La partecipazione a corsi di base e seminari di aggiornamento può essere considerata come attività di aggiornamento per la parte teorica.

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NOTE

¹ Per approfondire: Decreto 2 settembre 2021, Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio

Siamo agli sgoccioli. Manca sempre meno, infatti, al 4 ottobre 2022. È la data in cui è prevista l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021. Come avevamo anticipato in un precedente articolo, l’atto stabilisce i criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio e in emergenza e le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio. Novità in vista anche sul fronte della formazione antincendio: una materia che ci riguarda da vicino. Scopriamo insieme cosa cambia e quel che c’è da sapere sul tema.

Corsi di formazione antincendio: cosa cambia

Fare formazione in azienda, come noto, significa investire sulle persone per aumentare le competenze, del singolo e del gruppo di lavoro. Non fa eccezione la formazione antincendio, cui l’allegato III del Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021¹ fa riferimento. Il provvedimento illustra le nuove indicazioni circa i corsi di formazione e aggiornamento per gli addetti al servizio antincendio. Vengono, inoltre, definiti tre livelli in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio. A seconda di tali distinzioni, ogni corso si articolerà in maniere differente.

LEGGI ANCHE: Perché la formazione antincendio è un investimento strategico 

Corsi di aggiornamento: occhio alle scadenze

Parlare di formazione antincendio ci dà l’opportunità di aprire una parentesi anche sulla questione dei corsi di aggiornamento. Il nuovo decreto, infatti, prevede l’aggiornamento almeno ogni 5 anni della formazione per gli addetti antincendio. Da questo punto di vista, coloro che hanno sostenuto l’ultimo aggiornamento prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto dovranno completare la prossima formazione entro 5 anni. Se, invece, al 4 ottobre 2022 dovessero essere trascorsi più di 5 anni dall’ultimo corso, gli addetti antincendio dovranno aggiornare la propria formazione entro il 4 ottobre 2023. Oltre questa data sarà necessario ripetere l’intero coso antincendio. Mai come in questo caso, dunque, porre attenzione alle scadenze è fondamentale.

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Modifiche anche per docenti e formatori

Con il DM 02 settembre 2021, novità in vista anche per docenti e formatori, partendo dai requisiti di qualificazione. I professionisti dovranno, infatti, essere in possesso almeno del diploma di scuola secondaria di secondo grado. Tra gli altri requisiti:

In mancanza del diploma, i docenti con esperienza almeno quinquennale di formazione antincendio (minimo 400 ore anno) saranno ritenuti comunque idonei.

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formazione antincendio

Gestione della sicurezza: le novità in vista

Si diceva che il DM 02/09/2021 prevede diversi cambiamenti. Non solo a livello di formazione antincendio, ma anche di informazione e designazione dei lavoratori e degli addetti. Nello specifico, nei primi due allegati viene approfondita la gestione della sicurezza antincendio e le misure da adottare nel normale esercizio e in emergenza. A tal proposito, una delle principali novità riguarda la stesura del piano di emergenza. È obbligatorio per:

L’obbligo riguarda anche le aziende soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Vale a dire quelle presenti nell’elenco dell’Allegato I al Decreto del Presidente della Repubblica 151/2011². Infine, all’interno del piano di emergenza dovranno essere indicati i nomi degli addetti alla prevenzione incendi.

Le giuste misure

Per gli ambienti di lavoro che non rientrano nei casi sopra elencati sarà necessario adottare idonee misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Parametri che andranno riportati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Infine, come già previsto dal DM 10 marzo 1998, tutte le aziende con l’obbligo di predisporre il piano di emergenza dovranno effettuare una volta l’anno un’esercitazione antincendio. Su questo fronte, il decreto specifica delle azioni aggiuntive in carico al datore di lavoro. Infatti, se il numero dei lavoratori dovesse subire un incremento significativo, o qualora vengano apportate modifiche al sistema d’esodo, si dovrà predisporre un’esercitazione extra. Inoltre, sarà necessario adottare provvedimenti nel caso in cui emergano gravi carenze durante tali esercitazioni.

NOTE

¹ Per approfondire: Allegato III, decreto 2 settembre 2021

² Decreto del presidente della Repubblica 1° agosto 2011 , n. 151

Manca poco, meno di un anno. Entrerà, infatti, in vigore dal 4 ottobre 2022. Stiamo parlando del Decreto Ministeriale del 2 settembre scorso. L’atto normativo introduce novità in materia di gestione della sicurezza antincendio, formazione dei lavoratori e degli addetti alla prevenzione incendi. Cambiamenti, dunque, all’orizzonte per le aziende: vediamoli nello specifico.

La nuova normativa antincendio

Il D.M. stabilisce i  criteri  per  la  gestione  in esercizio e in emergenza della sicurezza antincendio. Ciò in attuazione dell'art. 46 del D.Lgs. 81/2008. Trova applicazione nei luoghi di lavoro, così come definiti nell’articolo 62 del D.Lgs. 81/08¹. Per quanto riguarda i cantieri temporanei o mobili, invece, tali disposizioni si applicano in maniera limitata.
Il decreto affronta vari aspetti riguardo la sicurezza antincendio. Per prima cosa, disciplina la gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio e in emergenza. Segnala, poi, gli obblighi correlati all’informazione e formazione dei lavoratori. Riporta, infine, indicazioni per gli addetti al servizio antincendio, toccando anche i vari aspetti transitori relativi all’aggiornamento pregresso.

Leggi anche: Nuovo codice di prevenzione incendi: cosa è cambiato?

Gestione della sicurezza 

Il decreto comprende cinque allegati. Nei primi due documenti viene approfondita, nello specifico, la gestione della sicurezza antincendio e le misure da adottare nel normale esercizio e in emergenza. Dall’indicare i nomi degli addetti alla prevenzione incendi ed emergenza ai criteri da rispettare all’interno dei piani di emergenza.
Una delle novità più rilevanti sta nel fatto che la necessità della redazione del piano di emergenza dipende dal numero degli occupanti presenti a qualsiasi titolo all'interno dell'attività. Il piano di emergenza dovrà essere presente in luoghi di lavoro occupati da meno di 10 lavoratori, ma non solo. Anche in luoghi di lavoro aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di 50 persone (indipendentemente dal numero dei lavoratori). E nei luoghi di lavoro rientranti nell’elenco dell’Allegato I al Decreto del Presidente della Repubblica 151 del 1° agosto 2011. È il caso, ad esempio, di stabilimenti e impianti dove si producono e/o impiegano gas infiammabili.
Per quanto riguarda i luoghi di lavoro fuori da questi elenchi il piano di emergenza non è obbligatorio. Ferma restando la necessità di adottare misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio, da riportare nel Documento di Valutazione dei Rischi.

La formazione antincendio

L’allegato III della nuova normativa antincendio² specifica le nuove indicazioni circa i corsi di aggiornamento e formazione antincendio. Sono definiti tre livelli in base al rischio delle attività in questione. I corsi di formazione antincendio si articoleranno in maniera differente a seconda del livello dell’attività:

Formare i formatori

I corsi previsti dalla nuova normativa antincendio, tuttavia, non si rivolgono solamente ai lavoratori. Anche i formatori devono, infatti, ricevere un’adeguata formazione antincendio. Questa, secondo quanto previsto dall’Allegato V, si suddivide in tre categorie, a seconda se si voglia diventare formatore di tipo teorico, pratico o di entrambi i tipi. I corsi per formatori si dividono nei seguenti tipi:

Ci sono, infine, novità anche per i requisiti di qualificazione dei docenti antincendio. Questi, infatti, dovranno essere in possesso almeno del diploma di scuola secondaria di secondo grado. E almeno uno tra i requisiti, differenti a seconda che il soggetto si dedichi alla docenza di tipo teorico e pratico o solo a uno dei due.

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NOTE

¹ Per “luoghi di lavoro” s’intendono i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.

² Per approfondire: Decreto 2 settembre 2021.

Nel mare delle ditte che rilasciano attestati di sicurezza, si può incappare anche in qualche truffa. Quindi bisogna tenere gli occhi aperti. In questo post vi parleremo di come riconoscere gli attestati validi da quelli falsi e di cosa rischia un datore di lavoro che compra attestati di sicurezza falsi.

Attestati di sicurezza validi

Per essere considerato valido a livello nazionale, gli attestati di sicurezza devono riportare le seguenti diciture:

Occhio all’e-learning

Bisogna stare particolarmente attenti a quando un corso viene offerto in e-learning. Secondo l’Accordo Stato-Regioni del 7 Luglio 2016, non tutti gli attestati di sicurezza, infatti, possono essere ottenuti con corsi online. Tra questi:

I rischi di acquistare falsi attestati

È capitato anche che sia lo stesso datore di lavoro a rivolgersi a società disoneste per ottenere falsi attestati, convinto così di risparmiare tempo e denaro. Questo è un reato penale. Ma cosa comporta tutto ciò? 

La formazione conviene

La formazione dei lavoratori in realtà è un vantaggio per il datore di lavoro, in quanto è correlata ad un aumento della produttività, come testimonia una ricerca dell’Isfol. Comporta inoltre altri vantaggi

Inoltre, la formazione è incentivata attraverso i fondi interprofessionali. Questi sono organismi di natura associativa il cui scopo è proprio quello di promuovere attività di formazione dirette ai lavoratori.

Siamo a disposizione per offrire corsi di formazione su tutti i principali temi della sicurezza sul lavoro (vedi elenco) alternando lezioni frontali, esercitazioni pratiche e discussioni di gruppo. Siamo un centro di formazione accreditato dalla Regione Veneto che rilascia crediti riconosciuti attraverso i propri corsi. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Photo: Freepik

Dal 21 ottobre il Codice di prevenzione incendi subirà delle modifiche che andranno a interessare le aziende. Anche alla luce dell’incidente della fabbrica di vernici di Brendola avvenuto a inizio luglio, è una buona occasione per tutti per fare un controllo delle proprie misure di sicurezza anti incendio.

Per facilitare il lavoro di individuazione delle criticità, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha reso disponibile una check list. Analizziamola nel dettaglio e capiamo come utilizzarla.

La check list

Il documento diffuso dai Vigili del Fuoco sulla sicurezza anti incendio serve per individuare gli elementi significativi per la sicurezza di tutte le persone nei luoghi di lavoro. In particolar modo per le persone con disabilità. Questa lista di controllo non pretende di essere esaustiva, in quanto ogni realtà aziendale presenta criticità particolari. Per una completa valutazione del rischio e la stesura di un piano d'emergenza è, quindi, necessario affidarsi a dei professionisti. Le domande sono divise in modo da ripercorrere il percorso da quando si sente l’allarme a quando si raggiunge un luogo sicuro. Le risposte possibili sono tre:

Percezione dell’allarme incendio

La check list inizia con una serie di domande sulla percezione dell’allarme. Questo è un punto fondamentale in quanto permette di ridurre i tempi di risposta al pericolo. L’allarme deve essere dato in modo da coinvolgere più sensi. In questo modo, ad esempio, anche le persone non udenti possono percepire il pericolo.

Orientamento durante l’evacuazione

In seguito, la check list si sofferma su l'evacuazione e sulla segnaletica che guida verso la salvezza. La segnalazione di vie di fuga e di uscite di sicurezza deve essere necessariamente inclusa tra le misure necessarie in caso di incendio, tenendo conto anche di persone  con disabilità sensoriale.

È ampiamente comprovato, del resto, che anche i normodotati, in caso di incendio traggono beneficio da un sistema di segnalazione pensato con tali caratteristiche. Ad esempio nei casi in cui il fumo provoca una riduzione della visibilità.

In questa area di valutazione rientrano anche gli aspetti legati all’informazione e alla formazione del lavoratore sul comportamento da tenere in caso di incendio, con particolare riferimento alle prove di evacuazione.

Mobilità negli spazi interni

Questa sezione della check list va dall’abbandono della postazione di lavoro al raggiungimento del luogo sicuro. Sono inclusi sia la percorrenza di spazi interni (mobilità orizzontale e verticale), sia il transito attraverso le porte interne quelle che portano all’esterno. La struttura deve essere fatta in modo che le persone con disabilità riescano a raggiungere i punti sicuri autonomamente. Ciò dipende sia da fattori ambientali e dalle singole persone presenti. Questa sezione si suddivide in diverse aree:

Siamo a disposizione per la valutazione del rischio incendi nella vostra azienda, per la verifica della conformità normativa delle dotazioni e per individuare opportune misure necessarie a prevenire il pericolo di roghi (o delle sanzioni per il mancato rispetto della norma). Da anni, inoltre, organizziamo corsi di formazione obbligatoria per il personale aziendale. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

L’incidente avvenuto negli scorsi giorni nella fabbrica di vernici di Brendola che ha causato un vasto incendio con danni ingentissimi e ricadute su tutta la popolazione del territorio riporta l’attenzione sugli adempimenti connessi alla prevenzione degli incendi e sulle norme antincendio. Una riflessione che tutte le aziende dovrebbero prendere in considerazione anche in vista dell’aggiornamento normativo che entrerà in vigore il 21 ottobre.

Cosa cambia nella prevenzione incendi

Con il Decreto Ministeriale 12 aprile 2019, vigente dal prossimo autunno, viene modificato il Codice di prevenzione incendi in vigore dal 2015 (D.M. 03 agosto 2015).

Sinteticamente: la principale novità riguarda l’eliminazione del “doppio binario” per la progettazione antincendio.

Cosa vuol dire doppio binario? Fino a ottobre 2019 sarà ancora possibile scegliere se gestire la prevenzione incendi secondo le prescrizioni del D.M. 10/03/1998 o del D.M. 03/08/2015. Da ottobre l’unica via sarà quella del D.M. 03/08/2015.

È un vantaggio per le aziende? Sì. Il nuovo metodo di approccio alla sicurezza antincendio, introdotto dal D.M. 03/08/2015, è un valido strumento che può consentire il superamento di criticità antincendio che qualche azienda può essersi trovata a fronteggiare negli anni passati. 

È obbligatorio gestire la sicurezza antincendio con norme antincendio in azienda?

Sì. Tutti i luoghi di lavoro devono gestire la sicurezza antincendio, ma non allo stesso modo. Per alcune aziende, infatti, può esserci l’obbligo di dotarsi di Segnalazione Certificata di Inizio Attività Antincendio (ex CPI); queste sono le aziende con una o più attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (clicca qui per verificare se nella tua azienda ci sono attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco).

Se ho un’azienda con attività soggette al controllo dei VV.F. cosa devo fare?

Il regolamento di prevenzione incendi in vigore dal 2011 prevede procedure differenziate per le aziende in funzione della complessità antincendio delle attività presenti. Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi vengono infatti suddivise in 3 categorie:

A, B e C. 

Qui sotto uno schema riassuntivo dell’iter per differenti categorie di aziende

Siamo a disposizione per la valutazione del rischio incendi nella vostra azienda, per la verifica della conformità normativa delle dotazioni e per individuare opportune misure necessarie a prevenire il pericolo di roghi (o delle sanzioni per il mancato rispetto della norma). Da anni, inoltre, organizziamo corsi di formazione obbligatoria per il personale aziendale. Per informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

e_Labo srl e Studio Chimico Busolo hanno il piacere di presentare un evento interamente dedicato alle più recenti normative in materia di sostanze chimiche e sulla loro applicazione, cercando di fornire indicazioni operative per la gestione integrata del rischio chimico.

Durante l’evento parleremo di:

Quando: martedì 21 maggio 9.00 - 13.00
Dove: Hotel Fracanzana, Via Fracanzana, 3 – 36054 Montebello Vicentino (VI)
Destinatari: responsabili di produzione, responsabili HSE, responsabili ricerca e sviluppo, RSPP, ASPP, consulenti.

È richiesta l'iscrizione. Accedi al modulo online cliccando qui

Quota di iscrizione:

Il numero dei posti è limitato. Nel caso le adesioni superassero il numero massimo stabilito si farà riferimento all'ordine cronologico di arrivo delle iscrizioni. Ai partecipanti all’evento verrà rilasciato un attestato valido anche ai fini dell'aggiornamento obbligatorio quinquennale per RSPP e ASPP.

Per le imprese con meno di 10 dipendenti dotarsi di un piano d’emergenza non è obbligatorio. Ma per loro il vantaggio può essere duplice. Non solo aumentare il livello di sicurezza, ma anche... risparmiare. Dotarsi di un piano d’emergenza, infatti, è uno degli interventi ammessi da OT24 per le micro imprese. Prosegue così la nostra rubrica dedicata all’incentivo che sconta il premio Inail fino al 28%, in relazione al numero di dipendenti. Tutti i dettagli su OT24 2018 in questo post.

Il piano d'emergenza vale 40 punti su 100

Per ottenere l’incentivo OT24 è necessario totalizzare 100 punti in un anno realizzando interventi indicati da Inail. Per le aziende con meno di 10 lavoratori e non soggetta ai Vigili del fuoco (appartenenti a tutti i Grandi gruppi a parte il GG3) disporre di un piano d’emergenza vale ben 40 punti. Ad esempio, basta combinarlo con l’adozione di una procedura per la gestione dei mancati infortuni (di cui abbiamo già parlato in un precedente post) per raggiungere il target OT24.

Che cos’è un piano d’emergenza

Il piano di emergenza è il documento che mira a garantire la gestione ottimale dei possibili scenari incidentali in azienda. Ad esempio: incendio, calamità naturale, dispersione chimica... Contiene le procedure più idonee per controllarne le conseguenze, in mancanza delle quali uno stato d’emergenza causa confusione ed incomprensione, aumentando il rischio di infortuni e danni. Vi sono indicate inoltre le informazioni da fornire ai soccorritori e le modalità di addestramento dei lavoratori.

Il piano antincendio

Fra gli incidenti più comuni ci sono gli incendi. Il piano d’emergenza in caso d’incendio viene redatto considerando le condizioni particolari di ciascuna singola azienda. Ci sono comunque fattori comuni da considerare, per esempio:

Requisiti per accedere ad OT24

Per accedere ad OT24 2018 l’azienda con meno di 10 dipendenti deve adottare il piano di emergenza in caso d’incendio e svolgere la prova di evacuazione entro il 31 dicembre 2017. L’Inps richiede oltre al documento datato e firmato, anche il verbale descrittivo delle modalità di svolgimento e degli esiti della simulazione antincendio 2017, oltre all’elenco dei lavoratori coinvolti.

Ottimizzare gli interventi

Per ottimizzare gli investimenti è utile sapere che il modello OT24 prevede anche altri interventi collegati all’adozione di un piano d’emergenza. Uno, che vale 20 punti, prevede che l’azienda formi i lavoratori (oltre agli obblighi di legge) sul  rischio sismico. Un altro intervento da 20 punti sono le visite mediche per i lavoratori incaricati delle squadre di emergenza. Visite mirate al fine di accertarne i requisiti psicofisici.

Siamo a disposizione per assistervi nella realizzazione di un piano di emergenza antincendio e di altri interventi che consentano alla vostra impresa di raggiungere gli obiettivi per accedere ad OT24 entro il 31 dicembre. Per informazioni, contattaci.

La formazione antincendio non è solo un obbligo di legge, ma un investimento strategico per ogni azienda. In un luogo di lavoro che rispetta le norme di sicurezza il propagarsi di un incendio rappresenta una possibilità abbastanza remota. Eppure la cronaca di questi giorni ci ricorda (come se ce ne fosse bisogno) che una fiamma incontrollata può provocare una catastrofe in termini di danni alle persone, alle cose e all’ambiente. La presenza di personale formato a evitare il propagarsi di un incendio è dunque fondamentale.

Gli obiettivi

Il corso antincendio è rivolto ai dipendenti addetti alla lotta antincendio e la sua finalità è quella di assolvere alla formazione in tema di prevenzione e protezione antincendio ai sensi dell’art.18 comma 1 lett. b) del decreto legislativo 81/2008, secondo le prescrizioni fornite dal DM 10/03/1998.  Ha una durata di 4 ore per i lavoratori di aziende classificate a basso rischio incendio, di 8 ore per quelli di aziende a medio rischio. Il corso va aggiornato con cadenza triennale e l’afggiornamento ha durata di 2 ore (basso rischio) o 5 ore (rischio medio).

Contenuti: l'incendio e la prevenzione incendi

Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio

Esercitazioni pratiche

Superare il corso

Per il superamento del corso è necessario frequentare almeno il 90% del monte ore totale (assenze non superiori al 10%) e superare un test finale, semplice ed accessibile ma che richiede una conoscenza di base della lingua italiana. Il mancato superamento non darà luogo a rimborso. Al superamento del corso viene rilasciato un regolare attestato di frequenza in conformità a quanto richiesto dal D.Lgs. 81/08. Per saperne di più e scoprire le prossime date visitate il nostro sito.

Il costo è di 190 euro + iva per i lavoratori delle aziende con rischio incendio medio e di 120 euro + iva per quelli delle aziende a basso rischio. Il corso di aggiornamento ha il costo di 150 euro + iva  i lavoratori delle aziende con rischio incendio medio e di  80 euro + iva per quelli delle aziende a basso rischio.

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