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La corretta redazione del DVR è una delle azioni fondamentali che, secondo le normative vigenti, il datore di lavoro deve compiere in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In un precedente articolo abbiamo parlato di che cosa sia il Documento di Valutazione del Rischio, di quali siano le leggi che ne regolano l’utilizzo e del perché sia importante redigerlo in modo preciso. Oggi invece vogliamo parlarvi delle modalità e delle regole da seguire quando si elabora il DVR.  

Di cosa si ha bisogno prima della redazione del DVR?

Prima di tutto il DVR ha bisogno di un’attenta analisi dell’ambiente di lavoro nella sua totalità. In particolare si vanno ad indagare gli aspetti strutturali e le condizioni ambientali, ma anche le attività e le mansioni che i lavoratori svolgono e le attrezzature che essi utilizzano.  I dati acquisiti durante l’indagine preliminare vengono poi a loro volta analizzati e si procede con l’individuazione di possibili fonti di pericolo.

Con quali criteri si valuta il rischio per ogni possibile fonte?

La valutazione del rischio può essere espressa con un criterio di Probabilità/Gravità. Si definisce la probabilità che quell’evento possa accadere e se ne valuta la gravità qualora accadesse. Per adempiere a questo compito esistono delle procedure standardizzate proposte dal Ministero del Lavoro da utilizzare come guida per la compilazione del DVR. È importante ricordare che all’interno del DVR dovranno comparire inoltre tutte le misure di prevenzione e protezione messe in atto dall’azienda a seguito della valutazione del rischio.

Quando si deve compilare?

Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e ad elaborare il relativo documento entro 90 giorni dalla data di inizio della propria attività. Per dimostrare di aver effettuato immediatamente la valutazione dei rischi è comunque opportuno predisporre il DVR prima dell’inizio attività.

Il DVR ha una scadenza?

No, il documento di valutazione dei rischi non ha una scadenza. Deve però essere aggiornato entro 30 giorni a seguito di:

Siamo a disposizione per affiancare le aziende nella redazione del documento di valutazione del rischio a partire dall’analisi iniziale fino all’assunzione dell’incarico di RSPP e alla formazione delle altre figure previste dalla legge. Per ulteriori informazioni contattaci. Ci trovi ad Arzignano in provincia di Vicenza.

Il regolamento europeo UE N.895/2014 ha classificato la formaldeide come sostanza cancerogena ma quali sono gli ambienti lavorativi con le maggiori esposizioni a questa sostanza? Un documento della Regione Lombardia può aiutarci a fare un po’ di ordine e a dare qualche consiglio utile parlando di questa sostanza.

Ambito Sanitario

Questo è senza dubbio l’ambiente in cui la formaldeide è più utilizzata. Viene impiegata per alcuni processi connessi agli interventi chirurgici o alla conservazione dei tessuti.

Per quanto riguarda le sale operatorie il documento sottolinea che data la scarsa quantità di sostanza con cui il personale medico entra in contatto, l’esposizione non è da considerarsi pericolosa ma ne viene comunque raccomandata la manipolazione sotto cappa o sistema aspirante.

Più complicata è invece la situazione delle cosiddette sale di riduzione (dove vengono trattati campioni bioptici e chirurgici). Qui l’esposizione a sostanze derivate dalla formaldeide è considerevolmente più elevata. Infatti è necessario che il personale addetto sia dotato di protezioni individuali e che venga effettuata una sorveglianza sanitaria più frequente rispetto ad altri ambienti.

Lavorazione del legno

Qui le sostanze a base di formaldeide sono utilizzate nelle resine ureiche per la produzione di pannelli. A causa di alcuni fenomeni chimici la formaldeide viene continuamente liberata nell’aria dalla stessa resina. Il problema è stato già notato infatti il mercato del legno ha da qualche anno introdotto una classificazione dei prodotti in base alle loro emissioni di formaldeide.

Fonderie di ghisa

La pericolosità risiede nelle resine fenoliche. Queste possiamo trovarle sotto varie forme come polvere, scaglie o solide ma le più diffuse sono le resine liquide. Sono utilizzate in parecchie fasi della lavorazione e quindi comporta un’esposizione più prolungata.

Settore metalmeccanico

Gli oli lubrificanti sono uno dei prodotti derivati dalla formaldeide che più utilizziamo nelle fabbriche. Trovano spazio in moltissime fasi come il taglio, la tranciatura, la fresatura, la tornitura.

Occorre insomma prestare un’attenzione maggiore soprattutto in questi ambiti produttivi in attesa, speriamo, di regolamenti più specifici. Nel frattempo, vi consigliamo di effettuare dei campionamenti ambientali per valutare l’eventuale presenza e concentrazione di tale sostanza cancerogena.

 

e_labo fornisce servizi di consulenza al fine di valutare l'esposizione dei lavoratori ad agenti chimici, cancerogeni e biologici, attraverso una attenta analisi del rischio.

Siamo in grado di supportare la vostra organizzazione a trovare le soluzioni di adeguamento e miglioramento più opportune per le seguenti fasi :

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