logo elabo bianco 20 anni

Torniamo a occuparci di prevenzione incendi. Il 4 ottobre 2022 è entrato in vigore il nuovo D.M. 21 settembre 2021 sulla gestione in esercizio e in emergenza della sicurezza antincendio. L’atto normativo sostituisce il precedente decreto del 10 marzo 1998. Una grande novità riguarda la cadenza dell’aggiornamento degli addetti antincendio. Infatti, la frequenza dei corsi di aggiornamento diventa quinquennale anziché triennale, come in precedenza considerato. Se sono trascorsi più di cinque anni dall’ultima formazione o aggiornamento al momento dell’entrata in vigore del decreto, lobbligo di aggiornamento deve essere adempiuto entro il 4 ottobre 2023.

Nuove denominazioni in base al rischio incendio

Come evidenziato in un precedente articolo, con il nuovo decreto ministeriale sono state introdotte nuove denominazioni per i percorsi formativi, suddividendoli in tre gruppi in base al livello di rischio dell’attività. Nel dettaglio:

Il nuovo decreto, inoltre, promuove l’utilizzo di metodologie di apprendimento innovative per la parte teorica dei corsi, incluso l’uso della formazione in videoconferenza. Tuttavia, per ogni livello di attività è richiesta una parte pratica da svolgere in presenza.

LEGGI ANCHE: Antincendio: novità su formazione e non solo

Corsi di aggiornamento addetti antincendio

Con la nuova suddivisione delle attività, anche i corsi di aggiornamento formazione per addetti antincendio sono suddivisi in tre tipologie in base al livello di rischio.
Per le attività del Livello 1, il corso di aggiornamento antincendio di tipo 1-AGG, della durata di 2 ore, si concentra sulle esercitazioni pratiche. I partecipanti si aggiornano sulle misure di sorveglianza e sull’uso degli estintori portatili, con una prova di spegnimento su apposito focolare.
Per le attività di Livello 2, il corso di tipo 2-AGG, della durata di 5 ore, comprende una parte teorica in aula, che riguarda gli argomenti del corso di formazione iniziale, ed esercitazioni pratiche. Si trattano i principi dell’incendio, la prevenzione, la protezione antincendio e procedure da attuare in caso di incendio. Infine, per le attività del terzo livello, il corso di tipo 3-AGG, della durata di 8 ore, include una parte teorica ed esercitazioni pratiche. Gli argomenti trattati sono selezionati dal corso di formazione iniziale e comprendono l’incendio, la prevenzione, la protezione antincendio e le procedure di intervento.

LEGGI ANCHE: Perché la formazione antincendio è un investimento strategico

Ogni quanto va aggiornato il corso antincendio?

Riepilogando, per gli addetti alla prevenzione incendi le scadenza da tenere a mente sono le seguenti:

Ricordiamo che i corsi antincendio sono obbligatori per tutte quelle attività con almeno un dipendente o collaboratore. Le novità riguardano anche noi formatori. I professionisti antincendio, per mantenere la qualifica di formatore in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, devono svolgere corsi di aggiornamento entro cinque anni dal rilascio dell’attestato. L’aggiornamento quinquennale prevede almeno 16 ore per i docenti che erogano sia moduli teorici sia pratici, 12 ore per quelli che erogano solo moduli teorici e 8 ore per quelli che erogano solo moduli pratici. La partecipazione a corsi di base e seminari di aggiornamento può essere considerata come attività di aggiornamento per la parte teorica.

Scopri le prossime date dell’aggiornamento corso antincendio: consulta il calendario e prenota il tuo posto

NOTE

¹ Per approfondire: Decreto 2 settembre 2021, Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio

È un’attrezzatura che trova impiego all’interno di stabilimenti produttivi, magazzini ma anche cantieri, porti e depositi ferroviari. Parliamo della gru a ponte o, più comunemente, carroponte. Si tratta di un macchinario automatizzato destinato allo spostamento di materiali e merci particolarmente pesanti e di grosse dimensioni. Il suo impiego comporta diverse situazioni di rischio per gli operatori responsabili del suo utilizzo e per coloro che lavorano negli stessi ambienti. È, dunque, necessario informare e addestrare gli addetti al corretto utilizzo di tali macchinari attraverso un’adeguata formazione. Scopriamo cosa propone il corso carroponte, la durata e la frequenza dell’aggiornamento.

Corso carroponte: durata e programma

L’utilizzo delle attrezzature di movimento, come carroponte e gru a bandiera, richiede conoscenze, competenze e responsabilità specifiche. Motivi per i quali è indispensabile, affinché si possa operare in sicurezza e legalmente, frequentare un corso abilitante. Per accedervi è necessario aver prima frequentato i corsi di formazione generale e specifica. Per la natura del ruolo, è richiesto il possesso dei requisiti psico-fisici. Il corso carroponte prevede:

Il corso carroponte, organizzato di norma presso l’azienda che ne fa richiesta, fornisce ai lavoratori tutte le conoscenze necessarie per l’utilizzo in sicurezza delle attrezzature di sollevamento. La durata del corso carroponte non è normata e può essere di 4 o 8 ore, al termine della quali, a fronte della frequenza del 90% delle monte ore totale, viene rilasciato un attestato di frequenza. Per quanto riguarda l’aggiornamento della formazione, è opportuno prevederlo ogni cinque anni.

LEGGI ANCHE: Formazione generale sulla sicurezza: un obbligo ma non solo

Cosa dice la normativa

Per legge, come approfondito in un precedente articolo, le attrezzature di sollevamento come carroponti e gru a bandiera, sono soggette a specifici adempimenti ed è richiesta un’apposita documentazione. I lavoratori addetti all’utilizzo del carroponte devono essere formati e addestrati all’uso sicuro di tale attrezzatura. Dai DPI alla scelta dei mezzi di imbracatura e degli accessori di sollevamento come ganci funi e catene. Dalle norme di comportamento alla segnaletica di sicurezza. Il datore di lavoro deve provvedere affinché, per ogni attrezzatura di lavoro a disposizione, i lavoratori addetti ricevano una formazione e un addestramento adeguati. In tal senso, seppur in modo impreciso, si parla spesso di “patentino carroponte” per indicare l’attestato di formazione e addestramento ottenuto dai lavoratori che hanno frequentato il corso carroponte.

Hai necessità di organizzare un corso carroponte?
Contattaci per ricevere più informazioni al riguardo: troveremo insieme la soluzione migliore per la tua impresa.

Manca poco, meno di un anno. Entrerà, infatti, in vigore dal 4 ottobre 2022. Stiamo parlando del Decreto Ministeriale del 2 settembre scorso. L’atto normativo introduce novità in materia di gestione della sicurezza antincendio, formazione dei lavoratori e degli addetti alla prevenzione incendi. Cambiamenti, dunque, all’orizzonte per le aziende: vediamoli nello specifico.

La nuova normativa antincendio

Il D.M. stabilisce i  criteri  per  la  gestione  in esercizio e in emergenza della sicurezza antincendio. Ciò in attuazione dell'art. 46 del D.Lgs. 81/2008. Trova applicazione nei luoghi di lavoro, così come definiti nell’articolo 62 del D.Lgs. 81/08¹. Per quanto riguarda i cantieri temporanei o mobili, invece, tali disposizioni si applicano in maniera limitata.
Il decreto affronta vari aspetti riguardo la sicurezza antincendio. Per prima cosa, disciplina la gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio e in emergenza. Segnala, poi, gli obblighi correlati all’informazione e formazione dei lavoratori. Riporta, infine, indicazioni per gli addetti al servizio antincendio, toccando anche i vari aspetti transitori relativi all’aggiornamento pregresso.

Leggi anche: Nuovo codice di prevenzione incendi: cosa è cambiato?

Gestione della sicurezza 

Il decreto comprende cinque allegati. Nei primi due documenti viene approfondita, nello specifico, la gestione della sicurezza antincendio e le misure da adottare nel normale esercizio e in emergenza. Dall’indicare i nomi degli addetti alla prevenzione incendi ed emergenza ai criteri da rispettare all’interno dei piani di emergenza.
Una delle novità più rilevanti sta nel fatto che la necessità della redazione del piano di emergenza dipende dal numero degli occupanti presenti a qualsiasi titolo all'interno dell'attività. Il piano di emergenza dovrà essere presente in luoghi di lavoro occupati da meno di 10 lavoratori, ma non solo. Anche in luoghi di lavoro aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di 50 persone (indipendentemente dal numero dei lavoratori). E nei luoghi di lavoro rientranti nell’elenco dell’Allegato I al Decreto del Presidente della Repubblica 151 del 1° agosto 2011. È il caso, ad esempio, di stabilimenti e impianti dove si producono e/o impiegano gas infiammabili.
Per quanto riguarda i luoghi di lavoro fuori da questi elenchi il piano di emergenza non è obbligatorio. Ferma restando la necessità di adottare misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio, da riportare nel Documento di Valutazione dei Rischi.

La formazione antincendio

L’allegato III della nuova normativa antincendio² specifica le nuove indicazioni circa i corsi di aggiornamento e formazione antincendio. Sono definiti tre livelli in base al rischio delle attività in questione. I corsi di formazione antincendio si articoleranno in maniera differente a seconda del livello dell’attività:

Formare i formatori

I corsi previsti dalla nuova normativa antincendio, tuttavia, non si rivolgono solamente ai lavoratori. Anche i formatori devono, infatti, ricevere un’adeguata formazione antincendio. Questa, secondo quanto previsto dall’Allegato V, si suddivide in tre categorie, a seconda se si voglia diventare formatore di tipo teorico, pratico o di entrambi i tipi. I corsi per formatori si dividono nei seguenti tipi:

Ci sono, infine, novità anche per i requisiti di qualificazione dei docenti antincendio. Questi, infatti, dovranno essere in possesso almeno del diploma di scuola secondaria di secondo grado. E almeno uno tra i requisiti, differenti a seconda che il soggetto si dedichi alla docenza di tipo teorico e pratico o solo a uno dei due.

Scopri il nostro corso per addetti antincendio
e i prossimi eventi formativi in programma.

NOTE

¹ Per “luoghi di lavoro” s’intendono i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.

² Per approfondire: Decreto 2 settembre 2021.

Il tema della sicurezza sul lavoro resta di grande attualità. Anche perché l’attualità racconta di un contesto in cui resta molto da fare. Lo dicono i numeri¹: più di 100 morti al mese anche quest’anno in Italia tra gennaio e settembre, con un aumento dell’8,1% delle denunce complessive. Insomma, è tempo di agire: dai controlli alla formazione, passando per una nuova cultura in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Recentemente si è messo mano, per esempio, al Testo Unico sulla sicurezza. Vediamo cosa prevede il D.Lgs. 81 aggiornato e cosa cambia per imprese e lavoratori.

Cosa prevede il D.Lgs. 81 aggiornato

Semplificare e incentivare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. E favorire il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme di prevenzione. Così il ministero del Lavoro ha presentato le modifiche alla normativa vigente.
Il D.L. 146/2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine ottobre, ha apportato alcune modifiche al TUS. L’aggiornamento del Testo Unico sulla sicurezza riguarda principalmente due campi:

Parlando di sanzioni, con il D.Lgs. 81 aggiornato vengono inasprite le multe, amministrative e pecuniarie. Lo vediamo, nel dettaglio, più in basso. Per quanto riguarda l’attività degli enti di controllo, invece, vengono ampliate le competenze dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Inoltre, aumenta il personale ispettivo.

Leggi anche: RSPP, RLS, Preposti: ruoli e responsabilità della sicurezza

Le novità del D.Lgs 81/2008

Le modifiche al TUS, come abbiamo visto, interessano l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Con il D.Lgs. 81 aggiornato si assiste a un ampliamento delle competenze ispettive dell’INL negli ambiti della salute e sicurezza del lavoro. È, inoltre, previsto un coordinamento tra ASL e INL per quanto riguarda le attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro a livello provinciale.
Il D.Lgs. 81/2008 aggiornato contempla anche un aumento dell’organico: verranno, infatti, assunte oltre mille nuove unità. Aumenta anche il personale del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro. Saranno, poi, investiti poco meno di 4 milioni di euro in nuove tecnologie nel biennio 2022/2023. Tra le novità del Testo Unico sulla Sicurezza spicca il rafforzamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro². Con un SINP più “forte”, si punta a una definitiva messa a regime e a una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute.

Leggi anche: Spazi confinati: come valutare il rischio per prevenirlo

Occhio alle multe per chi “sgarra”

L’allegato I del D.Lgs. 81 aggiornato va a sostituire l’omonimo allegato del D.Lgs. 81/2008. In particolare, a una serie di fattispecie di violazione viene associato l’importo di una somma aggiuntiva. Ad esempio:

Gli introiti derivanti dalle sanzioni emanate dal personale dell’Ispettorato in materia di prevenzione andranno a finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro. Analogamente a ciò che avviene per le sanzioni adottate dal personale ispettivo delle Aziende sanitarie locali. 

Consulta il calendario
dei nostri prossimi corsi di formazione.

Più bassa la percentuale per la sospensione dell’attività in caso di violazioni

Il D.Lgs. 81 aggiornato vede, infine, aggiornata la percentuale che fa scattare l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni. Avverrà, infatti, in presenza del 10% e non più del 20% del personale “in nero”. Inoltre, non sarà più richiesta alcuna “recidiva” ai fini dell’adozione del provvedimento. Questo, dunque, sarà subito operativo a fronte di gravi violazioni di prevenzione.
La nuova disciplina prevede anche, per l’impresa destinataria del provvedimento, l’impossibilità di contrattare con la Pubblica Amministrazione durante la sospensione. Fare i “furbi” in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, insomma, conviene sempre meno. 

Leggi anche: Investire in sicurezza conviene: 1 euro ne genera 2

NOTE

¹ Fonte: Inail.

² Il SINP fornisce dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia delle attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Ciò relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici. Così dispone l’articolo 8 del Testo unico sulla sicurezza. Il Sistema contribuisce, inoltre, a indirizzare le attività di vigilanza. Questo attraverso l’uso integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate.

Siamo lieti di invitarvi al seminario gratuito "La nuova norma per i Sistemi di Gestione della Qualità: ISO 9001:2015", con la partecipazione dell'ente di certificazione Dasa-Rägister. L'incontro sarà incentrato sulla nuova norma UNI a cui le aziende devono adeguarsi entro il 15 settembre per mantenere la certificazione.

Dove e quando

Il seminario gratuito si svolgerà martedì 6 marzo 2018, dalle 14 alle 18, nella nostra sede di via dell'Industria 48/c ad Arzignano. Sarà l'occasione per approfondire i cambiamenti introdotti dalla nuova edizione del sistema di gestione della qualità con un esperto: l'ing. Massimo Carnelli, auditor di terza parte per lo schema 9001:2015.

A chi è rivolto

L'incontro è rivolto ad imprenditori, manager e a tutto il personale coinvolto nella gestione dei sistemi di qualità. In primis quelli delle aziende già certificate ISO 9001:2008, che per non perdere la certificazione devono obbligatoriamente adeguarsi entro settembre 2018. Ma anche a chi è interessato ad acquisire la certificazione per la prima volta.

Contenuti

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione e, su richiesta, crediti RSPP (il rilascio dei crediti è soggetto al pagamento di una quota di partecipazione).

I plus di ISO 9001:2015

Con oltre un milione di aziende certificate, la norma UNI EN ISO 9001 è probabilmente  la certificazione più diffusa al mondo. I vantaggi che porta sono molteplici:

Per iscrizione e maggiori informazioni sui contenuti del seminario o sulla transizione verso il nuovo standard ISO 9001:2015, contattaci. Ci trovi ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

E_LABO SRL
Via dell’Industria 48/C int.1 - 36071 Arzignano (VI)
C.F. e P.IVA IT 03093450249 | REA VI - 298371
Tel: 0444 478406 | E-mail: e-labo@e-labo.it
Created by Hassel Omnichannel
crossmenu linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram