Con l’uso sempre più diffuso di schermi elettronici nella vita di ogni giorno sono emerse nuove patologie da prendere in considerazione con attenzione come lo stress visivo, noto anche come affaticamento oculare o astenopia. Questa è una condizione sempre più frequente, legata all'eccessivo utilizzo di monitor che emettono delle luci blu, che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 380 e i 500 nanometri. Il legislatore regola all’interno del Titolo VII del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008)1 l’uso sul luogo di lavoro di questi dispositivi, chiamati videoterminali (VDT). In questo articolo facciamo chiarezza su questo argomento individuando i principali sintomi dello stress visivo, le cause più comuni e le disposizioni di legge a riguardo.
Nel TUSL il videoterminale viene definito «uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato». Questa tipologia di dispositivi è ormai diffusa in ogni ambiente non solo negli uffici, ma anche nei reparti di produzione dove viene impiegata in molte postazioni di controllo. Usare questi strumenti per molte ore in ambienti poco salubri può far insorgere stress visivo che presenta questi sintomi:
Rimanere per molte ore di seguito davanti a uno schermo può produrre non solo disturbi visivi, ma anche muscolo-scheletrici, come infiammazioni e tendiniti, dovuti ad una postura scorretta assunta nella postazione di lavoro. Inoltre è frequente incorrere nella stanchezza mentale che comporta una riduzione della capacità di concentrazione. Tutti questi problemi hanno ripercussioni sia sulla vita privata che in quella professionale, per questo la normativa stabilisce degli obblighi e delle sanzioni per i datori di lavoro.
Lo stress visivo è causato da una combinazione di fattori che complicano gli effetti dell’esposizione prolungata alla luce blu dei videoterminali e che riguardano abitudini sbagliate e postazioni di lavoro non adeguate. Queste sono le principali cause:
Per prevenire l’insorgenza dello stress visivo bisogna quindi prendere in considerazione anche l’ambiente di lavoro, che nella sua complessità deve essere salubre. Nello specifico le postazioni di lavoro devono rispettare i parametri tecnici di ergometria. Il TUSL, nell’articolo 175, inoltre prevede che il lavoratore che utilizza un VDT in modo sistematico o abituale, per 20 ore settimanali, abbia diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di impiego continuativo. Infine è prevista una sorveglianza sanitaria (art. 176) con particolare riferimento ai rischi per la vista e per gli occhi e quelli dell'apparato muscolo-scheletrico.
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Al di là degli obblighi di legge, fortunatamente esistono numerosi rimedi contro lo stress visivo che possono essere adottati proattivamente dal lavoratore in un'ottica di prevenzione:
Va inoltre sottolineato quanto sia sconsigliato l’uso di device elettronici come pc, smartphone e tablet la sera prima di coricarsi. Infatti i loro schermi emettono una luce blu che interferisce con la naturale produzione della melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia, creando così dei disturbi del sonno.
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NOTE
1 Leggi Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.