Chiara, semplice e comprensibile. La segnaletica di sicurezza è quell'insieme di strumenti che permettono di veicolare importanti informazioni nella maniera più immediata possibile.
Ciò è reso possibile dall’uso di cartelli o segnali uditivi o visivi, che in pochi istanti fanno capire a un lavoratore adeguatamente formato come comportarsi per evitare infortuni e incidenti. Sono però tante le forme, i colori e i pittogrammi utilizzati nella segnaletica di sicurezza. Questo articolo serve a far chiarezza sul loro significato e la loro importanza.
Prima di entrare nel dettaglio, spieghiamo cosa intendiamo col termine segnaletica di sicurezza. Con esso, infatti, si intendono tutti quei messaggi che avvertono di un rischio o impongono divieti e prescrizioni. Le forme che possono assumere queste comunicazioni sono molteplici:
Dunque, a cosa serve la segnaletica di sicurezza? Essa serve ad avvisare i lavoratori della presenza di rischi che non possono essere evitati o limitati con le procedure organizzative o con mezzi tecnici di protezione collettiva.
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Ogni forma di segnaletica di sicurezza è codificata dal D.Lgs. 81/20081, che è la principale fonte normativa in materia. In particolare, il Titolo V, composto dagli articoli dal 161 al 165, e i relativi allegati che stabiliscono le caratteristiche dei segnali, il campo di applicazione, la responsabilità del datore di lavoro e le sanzioni in caso di violazione degli obblighi di legge. In questi articoli del TUSL viene indicato anche dove va posizionata la segnaletica di sicurezza, ovvero all'ingresso dell'area a rischio o nelle immediate vicinanze del pericolo specifico. Nell’installazione dei cartelli si deve adottare l’accortezza di collocarli a un'altezza che li renda facilmente visibili. Va, inoltre, tenuto conto dell’illuminazione presente. Se quella naturale non è sufficiente, vanno utilizzati dei cartelli realizzati con materiali fosforescenti o riflettenti oppure si deve ricorrere all'illuminazione artificiale.
L’allegato XXIV del TUSL suddivide la segnaletica di sicurezza in due tipologie:
Colori, forme e pittogrammi dei cartelli di sicurezza sono codificati dalla legge. L’Allegato XXV del TUSL, indica forme, colori e pittogrammi da usare a seconda del messaggio da veicolare (vedi il prossimo paragrafo per ulteriori dettagli), mentre la norma UNI EN ISO 7010 definisce le caratteristiche tecniche (cromatiche e fotometriche) dei materiali da impiegare per i cartelli. Questa normativa ha l'obiettivo di standardizzare i segnali di sicurezza, garantendo che le comunicazioni relative ai pericoli sul posto di lavoro siano uniformi su tutto il territorio nazionale e immediatamente riconoscibili. In questo modo, i lavoratori, anche grazie a un’adeguata formazione, possono comprendere velocemente il rischio esistente e le azioni da adottare.
Per le dimensioni dei cartelli, la normativa raccomanda di osservare un rapporto tra la loro superficie e la distanza a partire dalla quale devono essere riconoscibili. Nello specifico viene indicata la seguente formula: A > L2/2000, in cui A rappresenta la superficie del cartello espressa in mq e L è la distanza in metri tra il luogo dove è presente il rischio e il punto in cui il cartello deve essere ancora riconoscibile.
Come anticipato, a seconda del messaggio che devono veicolare, i cartelli si suddividono in:






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Il datore di lavoro, in quanto responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro, è obbligato a installare la segnaletica di sicurezza in conformità ai rischi presenti in azienda. Deve anche adottare le misure necessarie per comunicare tutte quelle situazioni di pericolo non previste dalla legge. Infine, deve impiegare la segnaletica stradale, ferroviaria, fluviale, marittima o aerea, per regolare il movimento di mezzi all’interno degli spazi aziendali.
A suo carico esistono anche degli obblighi in ambito formativo. Il datore di lavoro deve, infatti, assicurarsi che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e i lavoratori siano informati su tutte le misure di sicurezza da adottare. Inoltre, la forza lavoro deve ricevere un’adeguata formazione sul significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di parole.
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NOTE
1 Titolo V - Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).