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Segnaletiche di sicurezza: tutto quello che c’è da sapere

Chiara, semplice e comprensibile. La segnaletica di sicurezza è quell'insieme di strumenti che permettono di veicolare importanti informazioni nella maniera più immediata possibile. 

Ciò è reso possibile dall’uso di cartelli o segnali uditivi o visivi, che in pochi istanti fanno capire a un lavoratore adeguatamente formato come comportarsi per evitare infortuni e incidenti. Sono però tante le forme, i colori e i pittogrammi utilizzati nella segnaletica di sicurezza. Questo articolo serve a far chiarezza sul loro significato e la loro importanza. 

Che cos’è la segnaletica di sicurezza 

Prima di entrare nel dettaglio, spieghiamo cosa intendiamo col termine segnaletica di sicurezza. Con esso, infatti, si intendono tutti quei messaggi che avvertono di un rischio o impongono divieti e prescrizioni. Le forme che possono assumere queste comunicazioni sono molteplici: 

  • cartelli segnaletici di sicurezza contenenti parole e pittogrammi, ovvero dei simboli stilizzati e universali; 
  • segnali luminosi; 
  • segnali acustici;
  • comunicazione verbale veicolata da una voce umana, che può essere registrata o realizzata con programmi di sintesi vocale; 
  • segnali gestuali, ovvero movimenti o pose codificati che forniscono istruzioni da seguire. 

Dunque, a cosa serve la segnaletica di sicurezza? Essa serve ad avvisare i lavoratori della presenza di rischi che non possono essere evitati o limitati con le procedure organizzative o con mezzi tecnici di protezione collettiva. 

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Norme e regole 

Ogni forma di segnaletica di sicurezza è codificata dal D.Lgs. 81/20081, che è la principale fonte normativa in materia. In particolare, il Titolo V,  composto dagli articoli dal 161 al 165, e i relativi allegati che stabiliscono le caratteristiche dei segnali, il campo di applicazione, la responsabilità del datore di lavoro e le sanzioni in caso di violazione degli obblighi di legge. In questi articoli del TUSL viene indicato anche dove va posizionata la segnaletica di sicurezza, ovvero all'ingresso dell'area a rischio o nelle immediate vicinanze del pericolo specifico. Nell’installazione dei cartelli si deve adottare l’accortezza di collocarli a un'altezza che li renda facilmente visibili. Va, inoltre, tenuto conto dell’illuminazione presente. Se quella naturale non è sufficiente, vanno utilizzati dei cartelli realizzati con materiali fosforescenti o riflettenti oppure si deve ricorrere all'illuminazione artificiale.

Qual è la differenza tra segnaletica permanente e occasionale?

L’allegato XXIV del TUSL suddivide la segnaletica di sicurezza in due tipologie: 

  • permanente, ovvero quella che deve essere installata in maniera fissa nel luogo di lavoro perché segnala la presenza di un rischio costantemente presente. Tale tipo di segnaletica è rappresentata in prevalenza dai cartelli, che descriveremo nel dettaglio nel paragrafo successivo;
  • occasionale, che viene usata in situazioni specifiche e limitate nel tempo come quando viene richiesto lo svolgimento di azioni specifiche oppure c’è l’urgenza di sgomberare un reparto o un immobile. Un altro ambito di applicazione sono i momenti in cui si devono guidare dei lavoratori che stanno eseguendo manovre rischiose o pericolose. Per la loro natura transitoria questi pericoli possono essere comunicati tramite cartelli removibili, segnali luminosi o acustici oppure comunicazioni verbali.

Simboli e colori dei cartelli di sicurezza 

Colori, forme e pittogrammi dei cartelli di sicurezza sono codificati dalla legge. L’Allegato XXV del TUSL, indica forme, colori e pittogrammi da usare a seconda del messaggio da veicolare (vedi il prossimo paragrafo per ulteriori dettagli), mentre la norma UNI EN ISO 7010 definisce le caratteristiche tecniche (cromatiche e fotometriche) dei materiali da impiegare per i cartelli. Questa normativa ha l'obiettivo di standardizzare i segnali di sicurezza, garantendo che le comunicazioni relative ai pericoli sul posto di lavoro siano uniformi su tutto il territorio nazionale e immediatamente riconoscibili. In questo modo, i lavoratori, anche grazie a un’adeguata formazione, possono comprendere velocemente il rischio esistente e le azioni da adottare.

Per le dimensioni dei cartelli, la normativa raccomanda di osservare un rapporto tra la loro superficie e la distanza a partire dalla quale devono essere riconoscibili. Nello specifico viene indicata la seguente formula: A > L2/2000, in cui A rappresenta la superficie del cartello espressa in mq e L è la distanza in metri tra il luogo dove è presente il rischio e il punto in cui il cartello deve essere ancora riconoscibile.  

Le diverse tipologie di cartelli di sicurezza 

Come anticipato, a seconda del messaggio che devono veicolare, i cartelli si suddividono in: 

  • cartelli di divieto che servono a indicare delle azioni che sono vietate per la sicurezza del lavoratore. Possono riguardare il divieto di accedere in un’area oppure di compiere una determinata azione. Sono di forma rotonda. Il pittogramma è nero su fondo bianco con una banda trasversale rossa che scende da sinistra verso destra con un’inclinazione di 45°. Il bordo è ricoperto da un cerchio rosso. Tale colore deve coprire almeno il 35% della superficie;
e_labo_Cartelli di divieto
  • cartelli di avvertimento di un pericolo per la salute del lavoratore, come la presenza di carichi sospesi, materiale radioattivo o infiammabile. Sono caratterizzati da un pittogramma nero su fondo giallo, che deve coprire almeno il 50% della superficie.  Hanno una forma triangolare con la punta rivolta verso l’alto;
e_labo_Cartelli di avvertimento
  • cartelli di prescrizione che comunicano quali dispositivi di protezione individuale DPI sono da utilizzare in determinate aree di lavoro. Hanno un pittogramma bianco su fondo azzurro (almeno per il 50% della superficie);
Cartelli di prescrizione
  • cartelli di salvataggio o soccorso che indicano le vie di uscita o le zone in cui sono presenti attrezzature di soccorso. Si riconoscono per la loro forma quadrata o rettangolare e il fondo verde (almeno per il 50% della superficie). Il pittogramma è bianco;
Cartelli di salvataggio e soccorso
  • cartelli antincendio che indicano la presenza di estintori, scale e lance. Oppure possono raffigurare delle frecce che indicano il percorso da seguire in caso di incendio. Sono di colore rosso (almeno per il 50% della superficie) e di forma quadrata o rettangolare. Il pittogramma è bianco.
Cartelli antincendio
  • cartelli di informazione. Di forma quadrata o rettangolare con pittogramma bianco su fondo blu, vengono usati per fornire informazioni utili per usufruire in sicurezza degli spazi di lavoro. Posso indicare, ad esempio, la presenza di videocamere di sorveglianza, di una messa a terra o di un serbatoio di gasolio.
Cartelli di informazione

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Il ruolo del datore di lavoro 

Il datore di lavoro, in quanto responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro, è obbligato a installare la segnaletica di sicurezza in conformità ai rischi presenti in azienda. Deve anche adottare le misure necessarie per comunicare tutte quelle situazioni di pericolo non previste dalla legge. Infine, deve impiegare la segnaletica stradale, ferroviaria, fluviale, marittima o aerea, per regolare il movimento di mezzi all’interno degli spazi aziendali. 

A suo carico esistono anche degli obblighi in ambito formativo. Il datore di lavoro deve, infatti, assicurarsi che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e i lavoratori siano informati su tutte le misure di sicurezza da adottare. Inoltre, la forza lavoro deve ricevere un’adeguata formazione sul significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di parole.

 

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NOTE 
1 Titolo V - Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).

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