e_labo blog logo bianco

RSPP e sicurezza: il fondamentale ruolo di supporto

RSPP fa rima con sicurezza. Si tratta, infatti, di una delle figure chiave per la prevenzione di infortuni e di malattie professionali. In questo articolo esploreremo le caratteristiche di questo ruolo e gli obblighi formativi che esso comporta, anche alla luce delle novità introdotte dal nuovo accordo Stato – Regioni.

RSPP, tra sicurezza e supporto

Il termine RSPP significa Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed è un ruolo previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs. 81/2008)1, che, nell’articolo 33, definisce i compiti e le funzioni a lui attribuiti, che sono:

  • individuare i fattori di rischio e partecipare alla stesura del documento di valutazione dei rischi; 
  • stabilire come rendere sicuri e salubri gli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente e sulla base delle specificità dell’organizzazione aziendale;
  • progettare le misure di prevenzione e protezione previste dalla valutazione dei rischi e individuare i sistemi per controllarne il funzionamento;
  • scrivere le procedure di sicurezza, ovvero le istruzioni pratiche da seguire per svolgere in modo sicuro le diverse attività in azienda;
  • proporre i programmi di formazione per i lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni sulla sicurezza, come le riunioni periodiche previste dalla legge per le aziende e unità produttive che occupano più di 15 lavoratori;
  • fornire ai lavoratori le informazioni utili sui rischi e sulle misure di prevenzione che devono conoscere per operare in sicurezza.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione ha, quindi, un ruolo di consulenza ed elaborazione di documenti e procedure. Non si occupa, però, della vigilanza sull'applicazione delle misure di sicurezza, competenza che spetta al datore di lavoro, ai preposti e ai dirigenti. 

LEGGI ANCHE: RSPP & co: ruoli e responsabilità delle figure della sicurezza sul lavoro

Chi può fare l’RSPP?

Il ruolo del RSPP può essere ricoperto da un dipendente, dal datore di lavoro oppure da un consulente esterno. Tale scelta dipende da diversi fattori e ha delle implicazioni pratiche.

  • Se il datore di lavoro nomina come RSPP un dipendente, è fondamentale che quest’ultimo abbia requisiti professionali adeguati alla natura dei rischi presenti in azienda. Inoltre, deve possedere almeno un diploma di scuola superiore e deve aver frequentato una formazione specifica sulla sicurezza.  
  • Affidandosi a un consulente esterno, l’azienda delega questo servizio a un professionista abilitato e  competente in grado di fornire supporto in ogni tipo di situazione. E_labo, ad esempio, offre questo tipo di servizio, assieme a un ampio ventaglio di consulenze sulla salute e sicurezza sul lavoro. La nomina di un professionista esterno è obbligatoria quando il datore di lavoro non dispone di figure interne che possano ricoprire tale incarico.
  • In alcune condizioni, definite dalla legge2, anche il datore di lavoro può diventare RSPP. È tenuto però a seguire un corso di formazione specifico, che è stato recentemente riformulato dal nuovo accordo Stato - Regioni. Attualmente, quindi, è previsto un modulo normativo - gestionale di 16 ore a cui si aggiungono 8 ore di un ulteriore modulo comune. I datori che operano in agricoltura, silvicoltura, edilizia, chimica-petrolchimica e zootecnia devono fare altre 16 ore di formazione specifica. Così come chi lavora nella pesca deve seguire 12 ore aggiuntive. Infine, è previsto un aggiornamento quinquennale, di durata minima di 8 ore.

Il legislatore impone che questo ruolo possa essere ricoperto solamente da una figura. Per ogni azienda dunque, vi potrà essere un solo e unico RSPP. Una scelta fatta allo scopo di mantenere l’efficacia della politica aziendale di sicurezza e igiene del lavoro, e garantire coerenza e uniformità nelle misure preventive.

Scopri il nostro corso RSPP destinato ai datori di lavoro e il relativo corso di aggiornamento

Quali sono le sanzioni per i datori di lavoro 

Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro stabilisce che l’RSPP deve essere obbligatoriamente istituito in qualsiasi realtà aziendale con dipendenti . La sua designazione spetta al datore di lavoro, che non può delegare questa scelta ad altri collaboratori. La mancata nomina del RSPP comporta un'ammenda compresa tra i 3.556,60 e i 9.112,57 euro oppure un arresto tra i 3 e i 6 mesi. Sono anche previste delle sanzioni pecuniarie e detentive anche nei casi in cui al RSPP non sia fornita la formazione obbligatoria.

Infine, nel caso si verifichino in azienda degli infortuni o, peggio, degli incidenti mortali dovuti a gravi mancanze nel rispetto delle norme di sicurezza, il datore di lavoro si espone a ulteriori sanzioni penali e al risarcimento, in sede civile, dei danni causati.

Evita il rischio di sanzioni: fatti affiancare da e_labo
per garantire sicurezza e salute nella tua azienda.
Contattaci per capire come possiamo aiutarti.

NOTE

1 Per approfondire: Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, ministero del Lavoro.
2 In aziende artigiane e industriali fino a 30 addetti; in agricoltura e zootecnia fino a 10 addetti; nel settore pesca fino a 20 addetti e per tutte le altre aziende fino a 200 addetti. Vedi Allegato II del TUSL.

E_LABO SRL
Via dell’Industria 48/C int.1 - 36071 Arzignano (VI)
C.F. e P.IVA IT 03093450249 | REA VI - 298371
Tel: 0444 478406 | E-mail: e-labo@e-labo.it
Informativa privacy per i clienti
Privacy Policy
Cookie Policy
Created by Hassel Omnichannel
crossmenu linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram