Priorità (e obbligo) per qualsiasi impresa responsabile, il primo soccorso aziendale rappresenta un pilastro fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sicuro. Un sistema di intervento immediato che, in caso di emergenza, consente di aiutare una o più persone in difficoltà, vittime di potenziali traumi fisici, psicologici o di malori improvvisi. Vediamo, nel dettaglio, cosa s’intende per primo soccorso aziendale e quali sono i 10 elementi principali da sapere in materia.
Con “primo soccorso” s’intende l’insieme di interventi, manovre e azioni eseguiti sulla vittima di un incidente o di un malore nell'immediatezza dell'accaduto, in attesa dell'arrivo del personale sanitario. Il primo soccorso in azienda è finalizzato a contrastare tempestivamente l’emergenza sanitaria sul posto di lavoro.
L’Italia, come molte altre nazioni, ha riconosciuto l’importanza di promuovere un ambiente di lavoro sicuro attraverso norme e leggi specifiche. Una questione che risulta sempre più integrata nel sistema organizzativo aziendale grazie al Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il complesso di norme definisce in modo preciso i ruoli e le funzioni di ciascun attore nell’organizzazione e nella gestione del primo soccorso.
Secondo la normativa, il datore di lavoro è obbligato a formare il piano di emergenza nominando gli addetti al primo soccorso aziendale. Tali figure, a fronte di un corso (tra quelli obbligatori di sicurezza sul lavoro), avranno il compito di intervenire e assistere l’infortunato attraverso azioni standardizzate.
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Dalla conoscenza dei rischi specifici dell’attività svolta alla verifica della sicurezza degli ambienti di lavoro: sono diverse le mansioni e i compiti che la normativa attribuisce all'addetto al primo soccorso aziendale.
Spicca la capacità di comunicare con gli organi preposti alle gestione delle emergenze, così da fornire tutte le informazioni necessarie per analizzare e valutare la gravità dell’emergenza. Per tale ragione, l’addetto al primo soccorso deve:
Come accennato, al datore di lavoro spetta la nomina degli addetti al primo soccorso. Si tratta di figure obbligatorie per tutte le attività che hanno almeno un dipendente, un socio lavoratore o un collaboratore. La designazione richiede la consultazione del RLS.
Il D.Lgs. 81/2008, tuttavia, non fornisce regole specifiche per definire il numero di addetti. Spetta sempre al datore, in funzione della valutazione del rischio, scegliere il numero di lavoratori deputati al primo soccorso aziendale, i quali dovranno garantire la copertura continua durante gli orari di lavoro. Per organizzare una distribuzione uniforme degli addetti nei diversi reparti o edifici, va quindi tenuto conto di eventuali turni o assenze per ferie o malattia.
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Il datore di lavoro nomina addetti al primo soccorso quelle figure che, per caratteristiche fisiche e psicologiche, ritiene più idonee a ricoprire un ruolo così precipuo. Occorre, inoltre, tenere conto della loro presenza in azienda. Nominare, infatti, un lavoratore che, per esigenze lavorative, si allontana spesso dai locali dell’azienda risulterebbe inutile.
Le figure designate dal datore di lavoro non possono rifiutare l’incarico di addetto al primo soccorso, se non per giustificate ragioni. Infine, è doveroso sottolineare che, a partire dal 2015, il datore stesso può assumere l’incarico di addetto al primo soccorso aziendale. Ciò vale anche per le imprese che contano più di 5 dipendenti.
La capacità di rispondere rapidamente ed efficacemente a situazioni di emergenza è essenziale per tutelare la salute e, talvolta, la vita dei lavoratori. Per attuare questi interventi in modo tempestivo, tuttavia, è necessario ricevere un’adeguata formazione, la cui durata varia a seconda del tipo di azienda.
I corsi di primo soccorso sono strutturati secondo la classificazione delle aziende presente nel Decreto Ministeriale n.388 del 15 luglio 2003. Secondo tale regolamento rientrano nel gruppo A:
Nel gruppo B, invece, si trovano le aziende con almeno tre lavoratori che non fanno parte della categoria A. Nel gruppo C, invece, rientrano le imprese con meno di tre lavoratori che non fanno parte della categoria A.
Obbligatori affinché un lavoratore sia considerato idoneo al ruolo di addetto al primo soccorso aziendale, i corsi di formazione dedicati hanno una durata variabile a seconda della classificazione delle aziende.
Tenuti esclusivamente da personale medico qualificato, si dividono in tre moduli (due teorici e uno pratico) per un totale di 16 ore per le aziende del gruppo A e 12 ore per le aziende classificate nei gruppi B e C.
Il D.M. 388/03, inoltre, prevede l’obbligo di aggiornamento della formazione ogni tre anni. La durata è di almeno 6 ore per le aziende appartenenti al gruppo A e di almeno 4 ore per quelle dei gruppi B e C.
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Gli addetti al primo soccorso in azienda sono esenti da responsabilità penali nell'adempimento dei propri compiti, a eccezione delle ipotesi di omissione di soccorso o di abuso di professione. Queste responsabilità sono in capo a chiunque si trovi di fronte a persone in difficoltà, a prescindere dal ruolo di addetto al primo soccorso.
Per il mancato adempimento agli obblighi normativi, anche il datore può andare incontro a sanzioni. Nello specifico, in caso di omessa nomina delle figure addette al primo soccorso aziendale può rischiare l’arresto da 2 a 4 mesi o una sanzione tra i 750 e i 4.000 euro.
Il D.Lgs. 81/2008 definisce e regola la presenza e l'utilizzo delle attrezzature di primo soccorso necessarie nel caso in cui si verifichi un incidente che richieda cure e medicazioni. Si tratta di una dotazione obbligatoria sempre e per tutte le aziende, che varia in relazione al numero di lavoratori e all’entità dei rischi. Nello specifico, si possono distinguere:
A garantire la presenza di tali presidi in azienda è il datore di lavoro, che deve posizionarli secondo criteri ben precisi, così da renderli facilmente reperibili in caso di situazioni d’emergenza.
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Ogni anno, in Italia, secondo gli ultimi dati, sono 60 mila gli arresti cardiaci (400 mila in Europa). Un evento che può colpire chiunque, quasi sempre senza preavviso e senza una storia clinica di cardiopatie. Sapere cosa fare in questi casi è fondamentale.
Proprio per migliorare l’assistenza all’arresto cardiaco, negli anni, sono stati adottati diversi programmi e iniziative: dall’addestramento del personale di primo soccorso aziendale alla diffusione di defibrillatori semiautomatici esterni in azienda. In base al Testo Unico sulla sicurezza, il DAE non è obbligatorio per le aziende, ma rappresenta comunque una grande opportunità, come spiegato in un precedente articolo. Il Decreto Ministeriale del 18 Marzo 2011 determina, invece, criteri e modalità di diffusione dei defibrillatori. Al suo interno, le strutture industriali vengono indicate tra le aree per il posizionamento di un DAE.
In situazioni di emergenza sanitaria vi sono accorgimenti e procedure che devono essere intraprese per gestire al meglio l’emergenza. È, quindi, fondamentale valutare le condizioni vitali dell’infortunato, mantenere la calma e agire tempestivamente allertando i soccorsi. Esistono, in parallelo, azioni che vanno assolutamente evitate. Tra queste, non bisogna:
NOTE
¹ Il contenuto della cassetta di primo soccorso e del pacchetto di medicazione è previsto nel D.M. 388/03. Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso può essere integrato sulla base dei rischi specifici presenti nel luogo di lavoro.
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