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Conosci la piramide della sicurezza sul lavoro?

Potremmo definirla una questione… geometrica. Come l’area di una piramide è quella della superficie totale, data dalla somma delle aree di tutte le facce, l’area della piramide della sicurezza è data dall’insieme di tutti gli aspetti essenziali per prevenire il rischio.
A volte, nel luogo di lavoro, può capitare di trovarsi ad affrontare situazioni in cui un istante di distrazione può farci sfiorare un pericolo. Momenti in cui, per un soffio, evitiamo un incidente. Sono i cosiddetti near misses, ovvero i mancati infortuni. Si tratta di eventi correlati al lavoro, che, pur potendo, non hanno dato luogo a lesioni o malattie. In altre parole, i mancati infortuni sono incidenti che non causano danni. Segnalare e analizzare i near misses è una grande opportunità per il miglioramento continuo del processo di valutazione dei rischi e per la prevenzione degli infortuni. Come fare? Un contributo è dato, per esempio, dalla piramide della sicurezza, che rappresenta la relazione tra gravità e frequenza degli infortuni. Uno strumento statistico per valutare e migliorare la sicurezza sul lavoro: conosciamolo meglio e scopriamo come applicarlo concretamente nella pratica quotidiana.

Che cos’è la piramide della sicurezza sul lavoro

Rilevare anomalie e mancati incidenti sul lavoro consente di prevedere situazioni che possono portare a infortuni anche gravi. In tal senso, la piramide della sicurezza sul lavoro è la dimostrazione di quanto, nella gestione degli incidenti, sia importante adottare un approccio olistico. Conosciuta anche come legge di Heinrich-Bird o triangolo della sicurezza, la piramide della sicurezza permette di visualizzare in uno stesso grafico, la relazione tra:

  • infortuni mortali o gravi;
  • infortuni minori;
  • near misses.

Questa teoria si basa sull’assunto secondo cui, agendo sulla riduzione degli eventi alla base della piramide (near misses), si possono prevenire eventi con conseguenze più serie. Nella maggioranza dei casi, infatti, gli infortuni più gravi rappresentano soltanto la punta dell’iceberg. Osservando il quadro completo, cioè tenendo conto dei near misses e dei comportamenti non sicuri, è possibile individuare le aree in cui possono essere apportati miglioramenti significativi.

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Cosa raffigura la piramide della sicurezza: Heinrich e Bird

Per comprendere come funziona la piramide della sicurezza e cosa raffigura, è utile risalire alle sue origini. Negli anni ’30 del secolo scorso, Herbert William Heinrich, sovrintendente della divisione di Ingegneria e ispezione della compagnia di assicurazioni The Travelers Companies, condusse una serie di ricerche empiriche sulla sicurezza sul lavoro.
Nella sua analisi di oltre 500.000 infortuni in contesti industriali negli Stati Uniti, identificò un rapporto quasi costante tra infortuni gravi, infortuni minori e near miss. Nel dettaglio, emerse che, per ogni infortunio grave (con lesioni gravi o mortali), si erano verificati 29 infortuni minori e 300 near misses. Da allora, il rapporto “1-29-300”, rappresentato sotto forma di piramide, divenne nota come legge di Heinrich.
Un trentennio più tardi, questo principio è stato rivisitato e ampliato dallo statistico Frank E. Bird. Sulle orme di Heinrich, venne introdotto un quarto livello nella piramide, distinguendo gli infortuni mortali dagli infortuni con lesioni gravi. Dopo aver analizzato oltre 1,7 milioni di incidenti segnalati, Bird arrivò alla conclusione secondo cui, per ogni incidente mortale sul lavoro, ci sono 10 infortuni che causano lesioni gravi, 30 infortuni che causano lesioni minori e 600 near misses.

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Come applicare il modello nella pratica

Sviluppata per aiutare le organizzazioni a comprendere meglio i rischi sul lavoro e adottare misure di prevenzione adeguate, la piramide della sicurezza, per anni, ha fornito una base importante di comprensione degli infortuni.
Il modello suggerisce che, rimuovendo abbastanza elementi dalla base della piramide, si potrà diminuire la probabilità di salire più in alto, ai livelli degli incidenti più gravi. Eppure, nonostante la sua popolarità, alcuni esperti hanno contestato la validità delle relazioni proposte da Heinrich e Bird. Mettendo in discussione se, riducendo gli infortuni minori, sia possibile abbassare la probabilità di quelli più gravi. Sebbene questi modelli abbiano il loro valore, per gli esperti è fondamentale evolvere e adattare le strategie di sicurezza all’ambiente lavorativo moderno. Diffondere la cultura della prevenzione utilizzando la piramide della sicurezza, dunque, è possibile se:

  • attraverso la formazione si lavora sulla percezione del pericolo dei lavoratori;
  • le segnalazioni sono analizzate per comprendere le cause di fondo;
  • le cause identificate vengono contrastate con azioni preventive e correttive;
  • i lavoratori sono incentivati a segnalare situazioni anomale e comportamenti pericolosi.

Soltanto investendo nella formazione e nella consapevolezza dei lavoratori, è dunque possibile trasformare ogni near miss e incidente minore in un’opportunità di apprendimento. Contribuendo, così, a creare un ambiente di lavoro più sicuro e a dare forma concreta alla piramide della sicurezza. Partire dalla base per puntare in alto.

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