L’Italia è il Paese più vecchio dell’Unione europea. A dirlo sono gli ultimi dati Istat, che evidenziano come gli over 65 rappresentano, oggi, il 23,5% della popolazione totale. Una percentuale destinata a crescere ancora, in futuro: si stima che nel 2050 potrebbe, infatti, essere del 34,9%.
Il governo ha deciso di intervenire con politiche in favore delle persone anziane. Il primo passo è stata la Legge n.33 del 23 marzo 2023¹, il secondo la nuova legge lavoratori anziani, approvata definitivamente l’11 marzo 2024. La Legge 29/2024 ha introdotto riforme significative per migliorare le condizioni di lavoro e il supporto economico diretto ai lavoratori anziani, cercando di garantire una transizione più agevole verso la pensione e una vita lavorativa più sostenibile.
L’obiettivo della legge anziani 2024 è migliorare le condizioni di vita di chi è in là con gli anni. Per far sì che ciò venga realizzato, il decreto attua tre principali deleghe degli articoli 3, 4 e 5 della legge 33 del 23 marzo 2023.
I vantaggi di queste deleghe sono molteplici e possono creare un sistema più inclusivo e sostenibile per gli anziani, migliorando la loro partecipazione attiva nella società e garantendo un supporto adeguato alle loro necessità .
Non solo inclusività e partecipazione nella vita di tutti i giorni, ma anche nei luoghi di lavoro. Ed è il punto che ci interessa maggiormente.
La nuova legge lavoratori anziani introduce, infatti, specifiche misure per promuovere la salute e l’invecchiamento attivo nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai lavoratori anziani (secondo l’Oms, chi ha oltre 55 anni). Queste misure sono fondamentali per adattare l’ambiente lavorativo alle esigenze di una forza lavoro in fase di invecchiamento.
In particolare, l’articolo 5 della nuova legge lavoratori anziani prevede l’obbligo per i datori di lavoro di valutare i fattori di rischio e attuare la sorveglianza sanitaria, tenendo conto delle indicazioni del Decreto legislativo n. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo include l’adozione del modello di promozione della salute nei luoghi di lavoro (Workplace health promotion) raccomandato dall’Oms e previsto dal Piano nazionale di prevenzione.
Inoltre, il nuovo decreto legge promuove il lavoro agile per i lavoratori anziani, consentendo loro di svolgere parte delle proprie mansioni da remoto, in conformità con le disposizioni dei contratti collettivi nazionali. Questo approccio flessibile non solo migliora la qualità della vita, ma contribuisce anche a mantenere la loro produttività e il loro benessere.
La nuova legge lavoratori anziani apre uno squarcio su un tema che riguarda da vicino tutte le aziende: l’anzianità lavorativa. L’innalzamento dell’età pensionabile allunga, giocoforza, la vita professionale. Per questo, diventa essenziale garantire condizioni di lavoro sicure e sane, a ogni età .
Il punto di partenza è la consapevolezza che il lavoro è positivo per la salute fisica, mentale e che una buona gestione della sicurezza e salute sul lavoro incrementa la produttività e l’efficienza, dei singoli e del gruppo. Il cambiamento demografico pone di fronte a sfide non da poco e a criticità da gestire. Tuttavia, come rilevano gli esperti², assicurare una vita professionale sostenibile, a tutte le età , aiuta a far fronte a queste sfide. Non si tratta solo di salvaguardare i lavoratori e di soddisfare obblighi di legge. Adottare buone pratiche di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro contribuisce a:
La gestione virtuosa della salute e della sicurezza sul lavoro nel contesto dell’invecchiamento della forza lavoro, porta con sé, insomma, anche numerosi vantaggi. Per i singoli lavoratori e per l’azienda.
Già oggi è, dunque, fondamentale approcciare al meglio la questione dell’anzianità lavorativa. Come? Allargando lo sguardo, ci sentiamo di dire. Passando, cioè, da un approccio quantitativo a uno qualitativo sul fronte della progettazione e della strutturazione delle azioni rivolte ai lavoratori.
Una piccola, grande rivoluzione che tocca da vicino anche la formazione. Del resto, si tratta di un’attività essenziale per la creazione di quella cultura e consapevolezza in materia di prevenzione di infortuni sul lavoro e malattie professionali. In questo senso, la formazione di domani (anzi, di oggi), per essere efficace, dovrà essere sempre più progettata e realizzata in modo calibrato. Pensata, cioè, in modo differente a seconda delle età e dei profili dei destinatari. Anche perché, come ben evidenziato per tempo da Eu-Osha³, nel microcosmo aziendale la gestione virtuosa dei lavoratori anziani si lega a quella di altre diversità sul posto di lavoro: dalle persone disabili ai lavoratori stranieri, passando per i collaboratori temporanei. È dal riconoscere e promuovere le differenze tra i collaboratori che le organizzazioni possono esaltare le potenzialità di ciascuno, creando ambienti di lavoro migliori e più sicuri.
NOTE
¹ Per approfondire: Legge n.33, 23 marzo 2023
² Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età , Quaderni della sicurezza, Aifos
³ La diversità della forza lavoro e la valutazione dei rischi, Eu-Osha