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Linee guida legionella: i piani di prevenzione

L’acqua è il suo habitat naturale, l’aria condizionata una delle principali fonti di propagazione e di diffusione. E d’estate entra spesso in scena. Parliamo della legionella, il batterio responsabile della legionellosi, un’infezione polmonare che si manifesta spesso come una forma acuta di polmonite. Secondo gli ultimi dati¹, nel 2022 sono stati notificati all’Istituto superiore di sanità 3.111 casi di legionellosi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.
La legionella è classificata tra gli agenti biologici per i quali il D.Lgs. 81/2008 prevede l’adozione di specifiche misure di prevenzione a seguito del procedimento di valutazione del rischio. Andiamo, allora, ad approfondire cosa prevedono le linee guida sulla legionella e cosa devono fare le aziende per mitigare il rischio. Anche alla luce delle novità normative in materia di acque potabili.

Che cos’è la legionella

La legionella è un batterio che si nasconde negli ambienti acquatici naturali, come sorgive, fiumi o laghi. Da qui è in grado di raggiungere condotte cittadine e impianti idrici degli edifici. Ciò significa che i sistemi di condizionamento dell’aria, così come serbatoi, fontane e piscine possono agire da amplificatori e disseminatori della legionella, creando una potenziale situazione di rischio per la salute. Specialmente durante i mesi estivi: come spiegato in questo articolo dai colleghi di Pragma Chimica, il rischio legionella si presenta maggiormente nella bella stagione. È in questo periodo che il batterio trova le condizioni ideali per la sua proliferazione. La legionella ha bisogno, infatti, di una temperatura dell’acqua compresa tra i 25° e i 42° C. Influiscono, però, anche condizioni di stagnazione, così come la presenza di incrostazioni, sedimenti e biofilm.
Anche per la sempre maggiore diffusione di sistemi idrici complessi, diventa essenziale rafforzare le misure di prevenzione per limitare la diffusione di questo pericoloso batterio. In questo senso, le linee guida sulla legionella e il D.Lgs. 81/2008 rappresentano i capisaldi legislativi.

Cosa dicono le linee guida legionella

Dal punto di vista normativo, le Linee guida per la prevenzione della legionella², pubblicate dal ministero della Salute, rappresentano il più importante riferimento normativo nazionale in materia.
Articolate in sei capitoli, riportano in un unico testo tutte le indicazioni e le norme tecniche del settore. All’interno degli aspetti generali, per esempio, vengono definite le fonti di infezione, le modalità di trasmissione e le diagnosi di laboratorio. Nella parte relativa alla sorveglianza e indagine epidemiologica vengono, invece, illustrati il sistema di notifica e tutte le procedure per la segnalazione dei casi all’interno del registro nazionale della legionellosi. Inoltre, tra gli argomenti affrontati, vi sono:

  • protocollo di controllo del rischio legionellosi;
  • metodi di prevenzione e controllo della contaminazione del sistema idrico;
  • indicazioni per la progettazione, realizzazione e gestione degli impianti;
  • rischio legionellosi associato ad attività professionale.

Emanate in attuazione al D.Lgs. 81/2008, le linee guida sulla legionella hanno carattere di obbligatorietà. Ciò significa che tutte le strutture potenzialmente a rischio devono rispettare le linee guida ministeriali.

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Sos rischio legionella: cosa fare

Classificata dal D.Lgs. 81/2008 tra gli agenti biologici di classe 2, ovvero come microrganismo infettivo e patogeno per l’uomo, per la legionella è prevista l’adozione di misure di prevenzione a seguito della valutazione del rischio.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di considerare che il rischio può riguardare ciascun sito di sua responsabilità. Ciò si concretizza nel Documento di valutazione del rischio, che individua e valuta tutti i potenziali rischi presenti in azienda che possono minacciare la sicurezza dei lavoratori. Nel dettaglio, il DVR sulla legionella prevede la valutazione, la gestione e la comunicazione del rischio.

  • Valutazione del rischio: si identificano le specificità degli impianti e delle strutture in cui possono verificarsi condizioni favorevoli alla proliferazione del batterio.
  • Gestione del rischio: vengono messe in atto le procedure e gli interventi necessari per limitare o eliminare le criticità rilevate.
  • Dal canto suo, la comunicazione del rischio include tutte le azioni finalizzate a informare, formare e sensibilizzare coloro che potrebbero essere interessati dal potenziale rischio.

Tale indagine deve essere redatta da personale qualificato e dovrà essere aggiornata ogni tre anni per la maggior parte delle strutture. Fanno eccezione gli stabilimenti ricettivi e le strutture sanitarie, per i quali è richiesto un aggiornamento più frequente. Ricordiamo, inoltre, che la valutazione del rischio legionella deve essere svolta ogniqualvolta vi siano state modifiche degli impianti.

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Mancata prevenzione legionella: cosa si rischia

Il mancato adempimento di quanto previsto dalle linee guida sulla legionella e dal D.Lgs. 81/2008 può esporre dirigenti e datori di lavoro a sanzioni di vario tipo. Nello specifico:

  • sanzioni pecuniarie, fino a 6.600€, per ogni obbligo non soddisfatto;
  • detenzione fino a 8 mesi;
  • chiusura della struttura;
  • sospensione definitiva dell’attività imprenditoriale.

Inoltre, potrebbero aggiungersi risarcimenti per danni biologici e alla salute dovuti alla mancata prevenzione del rischio legionella, oltre che un significativo danno reputazionale per l’azienda. Fare le cose per bene, insomma, conviene doppiamente.

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Prevenzione e contrasto della legionella: un pacchetto di servizi completo per le aziende

La legionella, insomma, è un nemico insidioso che può arrecare danni a più livelli. Tuttavia, come già evidenziato parlando dell’idrogeno solforato, non è un nemico invincibile. La strategia migliore è adottare un approccio globale.
In questo senso, in collaborazione con i tecnici di Pragma Chimica, offriamo alle aziende un pacchetto di servizi completo. Si parte dalla valutazione dei punti di rischio e dall’analisi preliminare degli impianti e si passa attraverso la redazione del protocollo di controllo del rischio legionellosi.
In caso di contaminazione, si procede alla bonifica dell’impianto idrico in questione con prodotti chimici specifici di comprovata efficacia, prevedendo controlli microbiologici periodici di mantenimento.

Scopri come possiamo supportarti nella prevenzione e contrasto della legionella:
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NOTE

¹ Fonte: 20/7/2023 - I nuovi dati sulla legionella, Istituto superiore di sanità

² Per approfondire: Linee guida per la prevenzioneed il controllo della legionellosi, ministero della Salute

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