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Legge 198/2025: cosa cambia per la sicurezza sul lavoro tra digitalizzazione, sorveglianza sanitaria e prevenzione delle molestie

Entrata in vigore lo scorso 31 dicembre, la Legge 198/2025 sulla sicurezza sul lavoro rappresenta uno degli aggiornamenti più rilevanti degli ultimi anni del testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008).1 Le novità introdotte agiscono su tre direttrici principali: digitalizzazione degli adempimenti, prevenzione sostanziale degli infortuni e maggiore attenzione alla salute psicologica e organizzativa dei lavoratori.1 Alcune misure sono già operative, mentre altre attendono ancora decreti applicativi, norme di dettaglio o linee guida. In questo articolo passeremo in rassegna le principali novità, distinguendo tra quelle già in vigore e quelle che richiedono ulteriori passaggi attuativi.

Legge 198/2025 e sicurezza sul lavoro: il nuovo quadro normativo

Il decreto sicurezza lavoro 2025 nato come DL 159/2025 e convertito poi in Legge2, interviene su più fronti:

  • premia le imprese virtuose nella prevenzione degli infortuni; 
  • potenzia l’attività ispettiva, soprattutto negli appalti e subappalti, introducendo strumenti digitali come il badge di cantiere;
  • rafforza la formazione dei dipendenti e la sorveglianza sanitaria; 
  • tutela maggiormente studenti e lavoratori fragili; 
  • prevede nuove misure di sostegno per i familiari delle vittime di infortuni o malattie professionali. 

L’intervento mira a rafforzarela sicurezza sul lavoro come parte integrante della qualità d’impresa, superando una logica puramente formale di compliance. Come vedremo di seguito, per le aziende ciò si traduce sia nell’adottare una nuova filosofia aziendale che nella necessità di dimostrare e documentare concretamente ciò che viene fatto in materia di sicurezza.

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Fascicolo elettronico del lavoratore e libretto formativo digitale

Una delle parole chiave della nuova stagione normativa è “tracciabilità”, ovvero la necessità di usare i nuovi strumenti tecnologici per registrare e comunicare dati cruciali. In questa nuova prospettiva rientra l’istituzione del fascicolo elettronico del lavoratore che ingloberà al suo interno anche i dati del libretto formativo digitale, in modo da rendere più semplice documentare e verificare la storia formativa e professionale del lavoratore. La direzione è quella di superare l’attuale frammentazione documentale causata da attestati difficili da recuperare nonché da registri non sempre aggiornati. In prospettiva, la tracciabilità della formazione nella sicurezza potrà aiutare aziende, consulenti, RSPP e organi di vigilanza ispettiva a verificare più rapidamente i corsi e gli aggiornamenti svolti dai lavoratori, le abilitazioni conseguite e il completamento dei corsi formativi obbligatori. Questo tema è particolarmente sentito nei settori caratterizzati da elevata rotazione del personale o in cui c’è un grande ricorso ad appalti e subappalti, come cantieri edili, aziende della logistica, turismo e ristorazione (HORECA). In questi contesti, infatti, la presenza di lavoratori temporanei, squadre esterne, turni variabili e frequenti cambi di mansione possono rendere più complessa la gestione della sicurezza. Per questo diventa essenziale garantire procedure chiare, formazione effettiva, tracciabilità delle presenze, corretta assegnazione dei compiti e un coordinamento costante tra tutti i soggetti coinvolti. Questo nuovo sistema non può ancora considerarsi pienamente operativo per le aziende, perché sono ancora necessarie indicazioni tecniche e applicative su modalità di caricamento, accesso, interoperabilità con SIISL e gestione dei dati. Nel frattempo, resta quindi necessario continuare a documentare la formazione con le modalità tradizionali, conservando attestati, registri e relative evidenze.

La patente a crediti 2026: tracciabilità come sinonimo di sicurezza

Una maggiore tracciabilità è prevista anche nei cantieri con il rafforzamento della patente a crediti e l’introduzione del badge di cantiere digitale, due strumenti pensati per aumentare la sicurezza e rendere più trasparente ciò che avviene negli appalti e nei subappalti e per contrastare con maggiore efficacia il lavoro irregolare. La patente a crediti, già operativa per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili, funziona come un sistema di qualificazione a punti: il punteggio può essere incrementato o decurtato in base alla regolarità dell’impresa, agli adempimenti in materia di sicurezza e alle eventuali violazioni accertate. La Legge 198/2025 ne rafforza l’impianto attraverso sanzioni più incisive e la possibilità per l’Ispettorato nazionale del lavoro di utilizzare anche le informazioni presenti nel Portale nazionale del sommerso (PNS), ovvero il database unico che raccoglie i dati che INL, INPS e INAIL condividono in seguito agli accertamenti ispettivi.

L’introduzione del badge digitale di cantiere

Il badge digitale di cantiere rappresenta una delle novità più visibili della norma. Si tratta di una tessera di riconoscimento dotata di codice univoco anticontraffazione, utilizzabile anche in formato digitale attraverso strumenti interoperabili con la piattaforma SIISL.3 Per le imprese non è quindi un semplice tesserino, ma uno strumento concreto per identificare i lavoratori, monitorare le presenze, rendere più trasparente la filiera di appalti e subappalti. Questo strumento permette, inoltre, di  collegare, in un sistema organizzato e verificabile, la gestione degli accessi, la documentazione del personale, la verifica dell’adempimento degli obblighi formativi e i controlli del committente. Va però precisato che il badge digitale non è ancora operativo, perché manca ancora il decreto attuativo del Ministero del Lavoro che dovrà stabilire modalità tecniche, dati da inserire, sistemi di controllo, interoperabilità con le banche dati pubbliche e tempi di avvio. Lo stesso decreto dovrà chiarire anche l’eventuale estensione dell’obbligo ad attività diverse dai cantieri edili, ma considerate ad alto rischio. Al momento resta fermo l’obbligo del tesserino di riconoscimento tradizionale. 

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Come cambia la sorveglianza sanitaria nel 2026

Con la Legge 198/2025 sulla sicurezza sul lavoro, la sorveglianza sanitaria assume un ruolo sempre più ampio e strategico. Il paradigma è cambiato: non si tratta più soltanto di adempiere a un obbligo normativo, ma di rafforzare la prevenzione delle patologie lavoro-correlate, tutelare anche la salute psicologica dei lavoratori e promuovere, in modo più strutturato, il benessere organizzativo nei luoghi di lavoro.

Per il medico competente, i nuovi obblighi sono legati a un ruolo più proattivo nella prevenzione, anche attraverso l’informazione sull’importanza degli screening oncologici dei lavoratori e una maggiore attenzione alla documentazione sanitaria pregressa. Particolarmente delicato è il tema della visita medica per alcol e droga sul lavoro, che deve essere svolta soprattutto per le mansioni che comportano un rischio per il lavoratore, per i colleghi o per terzi. I controlli devono essere fondati su rischi reali, protocolli sanitari corretti e, ove previsto, su un ragionevole motivo, sempre nel rispetto della dignità, della privacy e dei diritti del lavoratore. In base alla circolare INL n. 1 del 26 febbraio 2026, al fine di una corretta applicazione della disposizione in merito a condizioni e modalità dell’accertamento, è necessario attendere la pubblicazione del protocollo nazione unico previsto entro il 31 dicembre 2026. 4

Le molestie sul lavoro nel DVR

La nuova legge rafforza anche la tutela contro violenze e molestie sul lavoro, inserendo questi temi in una visione più ampia della salute e della sicurezza aziendale. La prevenzione non riguarda più solo i rischi fisici o tecnici, ma anche i fattori organizzativi e psicosociali che possono compromettere il benessere dei lavoratori. Per le imprese diventa quindi importante valutare se il proprio contesto richieda un aggiornamento del DVR, prevedendo procedure chiare di segnalazione, canali di ascolto, formazione specifica, ruoli definiti e misure concrete per prevenire e gestire comportamenti molesti, ostili o discriminatori. L’obiettivo è passare da una gestione solo reattiva delle situazioni critiche a un sistema capace di intercettare precocemente i segnali di disagio e tutelare in modo effettivo la dignità, la salute psicologica e la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro.

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Premialità INAIL per le imprese virtuose e near miss

La Legge 198/2025 ribadisce il principio di premialità INAIL per le imprese che dimostrano un andamento positivo sul fronte infortunistico e adottano comportamenti virtuosi nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori. Non a caso, nel suo primo articolo la legge autorizza l’Istituto previdenziali ad aggiornare dal 1° gennaio 2026 le aliquote in oscillazione INAIL, cioè i meccanismi che possono incidere sul premio assicurativo in base alla capacità dell’azienda di prevenire gli infortuni e migliorare le proprie performance di sicurezza. Accanto a questo, la norma introduce un’attenzione specifica ai cosiddetti near miss, o “mancati infortuni”: episodi in cui un incidente è stato evitato per caso, per prontezza di intervento o per una circostanza favorevole, ma che rivelano comunque la presenza di un rischio reale. La Legge 198/2025 introduce anche l’obbligo di identificare, registrare, analizzare e comunicare i near miss per le aziende con più di 15 dipendenti. Ciò è motivato dal fatto che segnalare e analizzare questi eventi significa trasformare un campanello d’allarme in un’occasione di apprendimento organizzativo: l’azienda può individuare criticità nei processi, nelle attrezzature, negli ambienti di lavoro o nei comportamenti, intervenendo prima che il pericolo si traduca in un danno effettivo. In questo senso, la nuova norma spinge le imprese a costruire sistemi più maturi di prevenzione, basati sulla partecipazione dei lavoratori, sulla tracciabilità delle segnalazioni e sulla capacità di adottare azioni correttive tempestive. Tuttavia, mancano ancora dei passaggi attuativi per rendere applicabile questo sistema. In particolare, si attendono le linee guida MLPS-INAIL e un decreto ministeriale che dovranno definire in modo puntuale le modalità di tracciamento, analisi e comunicazione dei dati aggregati.

Una sicurezza sul lavoro più digitale e organizzativa

Con la Legge 198/2025, la sicurezza sul lavoro viene letta sempre più come un processo continuo di prevenzione, monitoraggio e miglioramento, non solo come un insieme di obblighi da rispettare. Datori di lavoro, dirigenti e preposti dovranno dimostrare maggiore capacità di prevenzione, mentre gli RSPP e i consulenti di sicurezza sul lavoro avranno un ruolo ancora più strategico nell’aiutare le aziende a mettere in atto procedure sostenibili. La sfida non è soltanto evitare sanzioni, ma costruire ambienti di lavoro più sicuri, digitalmente tracciati e rispettosi della salute fisica e psicologica delle persone. 

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NOTE

1 Legge 29 dicembre 2025, n. 198.
2 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Convertito in legge il Decreto Salute e sicurezza sul lavoro.
3  Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
4 Circolare INL n. 1 del 26 febbraio 2026.

DOMANDE FREQUENTI SULLA LEGGE 198/2025 SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Quando entra in vigore la Legge 198/2025?

La Legge 198/2025 sulla sicurezza sul lavoro converte, con modificazioni, il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, introducendo misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile. Il provvedimento è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale 301/2025 del 30 dicembre 2025 ed è entrato in vigore il 31 dicembre 2025.

Cosa prevede la Legge 198/2025 sulla sorveglianza sanitaria?

La Legge 198/2025 rafforza il ruolo della sorveglianza sanitaria nel sistema di prevenzione aziendale. Il medico competente, insieme al datore di lavoro, deve contribuire a una gestione più integrata dei rischi, compresi test alcol e sostanze stupefacenti sul lavoro, patologie lavoro-correlate, prevenzione oncologica e salute psicologica dei lavoratori.

La Legge 198/2025 rende obbligatoria la valutazione del rischio molestie?

La Legge 198/2025 rafforza l’attenzione verso condotte violente o moleste e rischi psicosociali. Le aziende dovrebbero quindi verificare se il DVR considera adeguatamente molestie, mobbing, stress lavoro-correlato, benessere organizzativo e salute psicologica, aggiornandolo quando necessario.

Quali aziende devono gestire i near miss secondo la Legge 198/2025?

La norma introduce l’obbligo strutturato di gestione dei near miss per le imprese con più di 15 dipendenti. Le linee guida richiamate dalla normativa dovranno definire modalità operative, tracciamento e gestione dei dati aggregati sui mancati infortuni.

Si può concludere la formazione per la ristorazione e turismo entro 30 giorni da una nuova assunzione?

Per le imprese turistico-ricettive e per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, la legge di conversione ha previsto che formazione e addestramento specifico si concludano entro trenta giorni dalla costituzione del rapporto di lavoro o dall'inizio dell’utilizzazione in caso di somministrazione. Questa deroga è stata introdotta per rispondere alle esigenze organizzative tipiche di settori caratterizzati da stagionalità e rapida rotazione del personale.

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