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Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: applicazioni dell’AI

Futuro utopico? No, presente prossimo. L’intelligenza artificiale è, da tempo, un hot topic, in Italia e nel mondo, e uno dei principali ambiti d’interesse della comunità scientifica informatica. Stiamo assistendo alla fase espansiva di una rivoluzione profonda e pervasiva. Anche perché ha innumerevoli settori e ambiti di applicazione, tra cui la sicurezza sul lavoro. Nello specifico, l’integrazione di tecnologie avanzate nelle pratiche di sicurezza può contribuire a prevenire infortuni e a migliorare le condizioni di lavoro complessive. Scopriamo di più sulla relazione, attuale e proiettata al futuro, tra intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro.  

Che cosa s’intende con intelligenza artificiale (AI) 

Prima di addentrarci nel binomio intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro, vale la pena fare un rapido accenno a che cosa sia l’intelligenza artificiale. Un passaggio importante anche per capire come l’AI possa contribuire alla tutela della salute e della sicurezza in ambito professionale.
Con intelligenza artificiale si fa riferimento a una tecnologia legata alla progettazione e allo sviluppo di sistemi dotati di capacità di apprendimento automatico e di adattamento ispirate ai modelli di apprendimento umani¹. Il machine learning è la sottoarea dell’AI focalizzata sullo sviluppo di algoritmi in grado di apprendere e di migliorarsi automaticamente nel tempo tramite l’esperienza e l’analisi dei dati.
Se da un lato si riflette lecitamente sulle connotazioni etiche e filosofiche (le macchine sostituiranno l’uomo?), in questa sede preferiamo guardare a ciò che l’AI può aggiungere. Specialmente nell’ambito della prevenzione, della sicurezza sul lavoro e della riduzione degli infortuni.  Del resto, i numeri impongono di accettare ogni contributo virtuoso che possa dare una mano a migliorare. E, in questo senso, l’AI ha impatti importanti sulle attività delle imprese e dei lavoratori, con già numerose applicazioni dell’intelligenza artificiale sul campo. 

Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: binomio vincente

L’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente (anche) nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Va osservato che, nonostante la portata rivoluzionaria di questa tecnologia, l’AI non impone, bensì offre. Non cala dall’alto, ma contribuisce dal basso. Non opera da sola, ma coopera in un ecosistema in cui formazione, consapevolezza e cultura della sicurezza rappresentano le architravi per dare forma alla prevenzione sul lavoro.
In questo contesto, l'utilizzo di tecnologie proprie dell'intelligenza artificiale può aiutare, per esempio, a identificare situazioni pericolose. La capacità di mettere in relazione dati differenti, infatti, consente di:

  • valutare meglio i rischi possibili;
  • implementare strategie di manutenzione predittiva mirate a prevenire guasti e malfunzionamenti. 

In questo modo, è possibile ridurre il numero di incidenti. Un esempio concreto è quello dell’abbinamento di sensori e videocamere potenziate dall’AI per segnalare tempestivamente eventuali pericoli. Tali tecnologie offrono un potenziale significativo anche per migliorare l'efficacia dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e il loro utilizzo da parte dei lavoratori. Grazie a particolari sensori incorporati, sarà infatti possibile inviare dati in tempo reale a un sistema centralizzato capace di analizzare se i DPI sono utilizzati in modo corretto e in quali circostanze.

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Intelligenza artificiale: applicazioni pratiche nel mondo del lavoro

Con l’avanzare della digitalizzazione e l’affinamento delle capacità computazionali, intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro stanno diventando sempre più interconnesse. L’addestramento virtuale e le simulazioni alimentate dall’AI, per esempio, rappresentano validi strumenti per rendere più efficienti alcuni corsi di formazione in materia di sicurezza. Queste tecnologie offrono esperienze immersive e interattive, consentendo di acquisire competenze pratiche in contesti controllati. Gli scenari di formazione possono adattarsi dinamicamente alle risposte dei partecipanti, creando situazioni realistiche e personalizzate.
Tra le altre applicazioni dell'intelligenza artificiale per la sicurezza sul lavoro troviamo:

  • droni, utili per fare ispezioni e interventi di manutenzione diretta, riducendo il rischio di effetti negativi dovuti allo sforzo fisico o all’esposizione a condizioni climatiche e ambientali avverse;
  • robot collaborativi (cobot) ed esoscheletri, capaci di fornire un supporto fisico avanzato, prevenendo infortuni e mitigando lo stress causato dal sollevamento ripetuto di carichi pesanti.

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L’avanzata del Chief AI Officer

Se da un lato l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno delle imprese, dall’altro queste avvertono la necessità di disporre di una figura capace di supervisionare l'implementazione di queste tecnologie al loro interno.
È proprio questo il compito dei Chief AI Officer (CAIO). capace di comprendere gli aspetti tecnici dell’intelligenza artificiale e identificarne gli utilizzi più vantaggiosi. Partendo dall'analisi del contesto aziendale, il Chief AI Officer:

  • determina in quali settori sia vantaggioso implementare l’AI e quali investimenti sia necessario affrontare;
  • monitora i risultati ottenuti e individua le aree di miglioramento per sfruttare al massimo il potenziale tecnologico;
  • garantisce un impiego efficace ed etico dell’AI.

Questo profilo, secondo l’AI Priorities Study 2023 di Foundry, è in rapida ascesa negli organigrammi aziendali. Diventerà una delle figure chiave della sicurezza accanto a RSPP, RLS e Preposti? Forse, è presto per dirlo. Di certo, però, è evidente il peso che questa figura può avere, sin da ora, nei contesti più strutturati che vogliono sperimentare per tempo le potenzialità dell’intelligenza artificiale, anche legata alla sicurezza sul lavoro.

NOTE

¹ Per approfondire: Intelligenza Artificiale, significato e applicazioni dell’AI, Osservatorio Artificial Intelligence, Politecnico di Milano

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