Si scrive formazione, si legge possibilità di salvare una vita. Imparare a soccorrere persone colpite da arresto cardiaco tramite la rianimazione cardiopolmonare e l’uso di un defibrillatore può fare davvero la differenza tra la vita e la morte. Non solo sul lavoro, ma in ogni ambito della nostra vita quotidiana.
Per questo motivo, Came, azienda vicentina che si occupa di componenti per motori elettrici, di avvolgimenti e pressofusioni in alluminio, ha deciso di rivolgersi a e_labo per formare i membri delle squadre di primo soccorso, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81/08. Ma non si è fermata qui. L’azienda ha, infatti, deciso di proseguire e arricchire la formazione di 30 operatori con il corso BLSD (Basic Life Support - Early Defibrillation), vista la recente installazione di 6 defibrillatori. Ecco com'è andata.
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Lo spunto di partenza del nostro intervento in Came è stato rappresentato dalla volontà dell’azienda di procedere a un adeguamento delle squadre degli addetti alle emergenze.
In questo contesto, un anno fa si è proceduto all’installazione su tutti i 6 plant di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE). Il RSPP, in collaborazione con il delegato, ha deciso di formare inizialmente le squadre di pronto soccorso e successivamente anche gli addetti al DAE, selezionando operatori che avessero già completato il corso di pronto soccorso per garantire continuità nella formazione.
I corsi BLSD di e_labo hanno sensibilizzato i partecipanti sull’importanza dell’utilizzo dei defibrillatori anche al di fuori dell’azienda. Ogni anno, l’azienda fornitrice effettua il controllo dei defibrillatori, fondamentale per garantire che tutto funzioni correttamente e sia sempre sotto controllo.
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A, B, C: non sono solo le prime tre lettere dell’alfabeto, ma anche i vertici del cosiddetto “triangolo della vita”: Airways, Breathing, Circulation (vie aeree, respiro, circolo).
Questa tecnica, usata sia dai soccorritori professionisti, sia dai laici, rappresenta le fasi preliminari di valutazione e trattamento di un paziente, note come “basic life support” (BLS). Quando il triangolo della vita di un paziente inizia a sgretolarsi, entra in gioco la catena della sopravvivenza. Questo termine, coniato dall’American Heart Association, descrive in modo sintetico e facile da ricordare l’approccio alla gestione degli interventi di primo soccorso in caso di arresto cardiaco. La catena della sopravvivenza comprende tre fasi interconnesse:
Oggi, il primo punto di questa catena è più facilmente attuabile poiché anche i cittadini senza formazione sanitaria sono in grado di riconoscere i segnali vitali compromessi di una persona e allertare i soccorsi.
Per attuare il secondo e il terzo punto della catena di sopravvivenza sono necessari corsi specifici: il corso di primo soccorso e corso BLSD. Un’azienda come Came, che sceglie di puntare su entrambi i corsi, ottiene un vantaggio significativo nella sensibilizzazione, formazione e competenze del personale, specializzandosi anche nella defibrillazione precoce.
Ricordiamo che, dal 2021, con il decreto attuativo 116/2021 (Legge Mulè) sull’uso del defibrillatore, la pratica di utilizzo del DAE è stata semplificata per i laici, andando a concentrarsi maggiormente sul massaggio cardiaco. Va, inoltre, evidenziato che oggi, i defibrillatori non si trovano solo nelle aziende strutturate, ma anche nei punti di accesso della comunità. Di conseguenza, un dipendente formato diventa una risorsa preziosa non solo nel luogo di lavoro, ma anche per la sua comunità, essendo pronto a intervenire in caso di emergenza.
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Il corso BLSD proposto da e_labo, in collaborazione con la cooperativa sociale trevigiana Cantieri Educativi, dura 5 ore. Si articola in due parti:
Durante la parte pratica, s’impara a eseguire la rianimazione, le manovre di primo soccorso, a posizionare correttamente una persona in posizione laterale di sicurezza, utilizzare il defibrillatore integrato con il trattamento di emergenza, gestire situazioni pediatriche e trattare il soffocamento sia negli adulti, sia nei bambini.
L’intero corso defibrillatore è progettato per essere semplice e accessibile, tenendo conto che gli operatori sono laici e non provengono dal settore sanitario. La sfida? Mettere nelle mani di tutti la capacità di salvare vite. Basta davvero poco per garantire una possibilità di sopravvivenza.
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