L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità lavorativa di ognuno di noi, offrendo grandi vantaggi ma portando con sé altrettanti rischi. Per regolare questo fenomeno, l’Unione Europea ha varato nel 2024 l’AI Act, ovvero il regolamento UE 2024/1689, la prima legge al mondo che disciplina lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’uso dei sistemi AI, con effetti diretti anche sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza dei lavoratori.1
L’AI Act prevede un’applicazione graduale delle sue disposizioni fino al 2027. Diventa quindi fondamentale prepararsi per tempo alla compliance, soprattutto nei contesti in cui l’intelligenza artificiale impatta sui processi decisionali, sulla valutazione delle prestazioni e sulla gestione del personale. Tutti aspetti che approfondiremo in questo articolo.
Ogni giorno l’IA continua a evolversi, diventando più affidabile ed efficiente, con conseguente aumento dell’automazione dei processi e dell’uso di decisioni algoritmiche in un spettro sempre più ampio di attività lavorative. Ciò ha fatto nascere l'esigenza di definire un quadro giuridico unitario e coerente, che ha preso forma nel regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, il quale sottolinea l’importanza di fondare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale su principi etici, imponendo limiti chiari all’uso di tecnologie invasive o discriminatorie.2 Le restrizioni normative introdotte sono progressive e differenziate in base alla classificazione del rischio dell’AI:
L’AI Act tutela i cittadini europei da potenziali minacce sociali e individuali considerando a rischio inaccettabile i sistemi AI che condizionano il comportamento umano tramite manipolazione e l’inganno, sfruttano le vulnerabilità degli individui, realizzano forme di sorveglianza, di categorizzazione o di conferimento di un punteggio sociale. Sono inoltre proibite pratiche di sorveglianza invasive, tra cui la creazione indiscriminata di banche dati biometriche, il riconoscimento delle emozioni al lavoro e a scuola e l’identificazione biometrica da remoto in tempo reale in spazi pubblici.
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Nel mondo del lavoro, molti strumenti come software di monitoraggio della produttività, sistemi di selezione del personale o applicazioni di machine learning per la valutazione delle prestazioni rientrano nella categoria di AI ad alto rischio perché possono incidere sui diritti fondamentali, sulla salute psicofisica dei lavoratori e sull’equità delle decisioni. In questi casi, il regolamento europeo non ne vieta l’utilizzo ma impone degli obblighi stringenti sia per i fornitori che per i deployer (termine usato per identificare gli utilizzatori):
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Le scadenze dell’AI Act prevedono che le norme per l’AI ad alto rischio entreranno in vigore tra agosto 2026 e agosto 2027. Però le aziende possono già iniziare a prepararsi per affrontare l’impatto dell’AI Act. Ad oggi non esiste un framework unico e standardizzato per una gestione etica dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, numerosi enti che si occupano di governance aziendale forniscono delle preziose linee guida, che devono però essere contestualizzate e adattate in base alle caratteristiche organizzative, tecnologiche e settoriali dell’azienda. In estrema sintesi è consigliabile avviare fin da subito un percorso strutturato che includa:
A tutto ciò si aggiunge, per i fornitori di AI, la necessità di avviare un percorso di comunicazione verso l’esterno per rendere trasparenti, cioè comprensibili a tutti, finalità, funzionamento e impatti dei sistemi automatizzati per le persone e le organizzazioni che ne fanno uso.
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La normativa AI europea non riguarda solo sviluppatori e big tech, ma impatta su aziende, enti pubblici e professionisti che forniscono AI o la implementano nei loro processi lavorativi. L’AI Act rappresenta, quindi, una nuova frontiera della prevenzione, in cui tecnologia, diritti e sicurezza devono procedere insieme. Prepararsi oggi significa costruire domani un ambiente di lavoro più trasparente, equo e sicuro. Il tutto deve essere fatto con la consapevolezza che nell’era dell’intelligenza artificiale, le evoluzioni saranno all’ordine del giorno e sarà, quindi, necessario un costante adeguamento formativo per farsi trovare preparati alle sfide che si delineeranno all’orizzonte.
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1 Leggi il regolamento europeo: AI Act.
2 Approfondisci il framework normativo.
L'AI Act è il regolamento europeo che disciplina l'uso dell'intelligenza artificiale classificando i sistemi in base al livello di rischio. È entrato in vigore ad agosto 2024 con scadenze progressive fino al 2028. Le pratiche vietate sono già proibite da febbraio 2025 e gli obblighi per i sistemi ad alto rischio sono partiti ad agosto 2025.
I sistemi AI usati per la gestione dei lavoratori o per valutarne le prestazioni sono classificati come ad alto rischio. Questo include software per il monitoraggio della produttività e sistemi di sorveglianza automatizzata. Sarà obbligatorio garantire trasparenza sui criteri decisionali e supervisione umana significativa.
Sono vietati i sistemi che manipolano il comportamento delle persone in modo subliminale o ingannevole. Non si possono usare sistemi che sfruttano vulnerabilità specifiche dei lavoratori. È proibita la categorizzazione biometrica basata su dati sensibili e il riconoscimento emotivo in tempo reale nei luoghi di lavoro.