Cosa c’entra la sicurezza aziendale con gli oceani? Più di quanto si immagini. Per questo oggi dedichiamo un post alla Giornata mondiale degli oceani, che si celebra ogni anno l’8 giugno. Abbiamo scelto di farlo intervistando Alberto Carletti, presidente di Agno Chiampo Ambiente, società partecipata che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nell’Ovest Vicentino. Che ci darà qualche consiglio per salvaguardare l’ecosistema, marino e non solo. E anche risparmiare denaro…

Sicurezza e oceani

Un’azienda è sicura se ogni processo che comporta rischi per le persone o l’ambiente è tenuto sotto controllo. Tra questi c’è la gestione dei rifiuti. Gli imballaggi in plastica, in particolare, se non correttamente smaltiti, sono un problema molto grave. Si stima che negli oceani ne finiscano oltre 8 miliardi di tonnellate l’anno. Si sono creati così veri e propri “continenti” di rifiuti galleggianti, come la Pacific Trash Vortex, grande oltre 5 volte l’Italia.

Nell’Ovest Vicentino

“Serviamo un bacino di 75 mila utenze domestiche – spiega Carletti – e di cui quasi 10 mila costituite da attività non domestiche produttive. Per queste ultime gestiamo i rifiuti ‘assimilati agli urbani’ (p.es. i contenuti dei cestini, ma non i rifiuti prodotti nelle lavorazioni, cosiddetti “speciali”). La nostra quota di raccolta differenziata è di circa il 70%, ma ci sono delle differenze. La percentuale, in effetti, è un po’ più bassa nelle aree ad alta concentrazione di aziende».

Differenziare in azienda

Questo dato rivela che in fabbrica o in ufficio la raccolta differenziata non è efficiente come a casa. “Le ragioni sono molteplici – continua Carletti – Alcune sono normative e dipendono dai differenti regolamenti comunali. Altre, invece, sono dovute a questioni di abitudine e organizzazione aziendale”. Esistono delle misure minime che permettono di migliorare la raccolta differenziata sui luoghi di lavoro? Ecco il “vademecum” di Carletti.

Consigli pratici

  • Avviare attività di informazione e sensibilizzazione dei lavoratori all’interno dell’azienda (magari abbinandole a campagne per incentivare stili di vita sani, dei cui vantaggi abbiamo già parlato),
  • accertarsi che i responsabili espongano i rifiuti in maniera separata e corretta,
  • adottare buone pratiche per facilitare la raccolta. A partire dalle cose più facili, come installare un cestino della plastica vicino ai distributori automatici, per consentire ai dipendenti di non buttare i bicchierini del caffè e le bottigliette d’acqua nel cestino dell’indifferenziato.

Differenziare conviene

“La Regione Veneto ha imposto l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 la quota del 76% – spiega Carletti – Un obiettivo raggiungibile soprattutto con la sensibilizzazione di cittadini e imprese. Senza contare che maggior quota di differenziazione, significa minori costi totali della gestione dei rifiuti (ridotti dalla vendita di materiale riciclabile). Quindi anche le cifre da suddividere fra gli utenti saranno più basse”.

E gli oceani ringrazieranno.

Tag:, , , , , , , , , , , ,